Un po’ romana, un po’ napoletana: a Roma la pizzeria di quartiere che vuole mettere d’accordo tutti

la pizza di Papilla a Roma
La pizza di Papilla

Papilla a Roma è la pizzeria di quartiere aperta nel febbraio 2022 da Andrea Mecheroni in zona Appio-Tuscolano, vicino alla fermata della metro Furio Camillo. Al centro della proposta c’è una pizza ibrida, a metà strada tra quella romana e quella napoletana. 

 

 

 

 

Un po’ romana, un po’ napoletana. Quando Andrea Mecheroni ha aperto la sua pizzeria a inizio 2022 nel quartiere Appio-Tuscolano, a 300 metri dallo storico “Alberone”, ha pensato a una proposta in grado di mettere d’accordo un po’ tutti: sia gli amanti della versione bassa e croccante sia gli estimatori di quella alta. La sua Papilla (con un nome scelto che evoca proprio le papille gustative) vuole essere prima di tutto un luogo che esalta la convivialità quotidiana, con una proposta curata che punta a un buon rapporto-qualità prezzo.

pizzeria papilla roma
La tavola di Papilla

Nel passato del giovane imprenditore, classe 1990, c’è anche una parentesi da geometra, ma poi l’aver lavorato nella pizzeria romana 72 Ore al Tuscolano, l’ha portato in tutt’altra direzione, quella attuale. Accanto a lui in questa avventura, il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi, conosciuto sempre nella pizzeria di Viale Marco Fulvio Nobiliore, insieme al quale ha definito una linea precisa, costruita giorno dopo giorno in tre anni di lavoro insieme (va poi detto che la passione per l’arte bianca non è l’unica a unirli, perché i due condividono anche gli stessi gusti musicali).

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Papilla, una pizzeria di quartiere

Andrea Mecheroni
Andrea Mecheroni

Ho scelto questa zona per aprire perché qui è dove vivo. Questa è una pizzeria di quartiere, un luogo dove le persone tornano, costantemente, perché sono state bene. Ci piace il rapporto con il cliente ed è la forza di questo tipo di locali”, spiega Mecheroni a Puntarella Rossa, che aggiunge: Si potrebbe pensare che il concetto ‘di quartiere’ sia qualcosa di limitante, invece per noi è il punto di forza”. Questo non esclude che amino far conoscere il loro prodotto anche al di fuori della zona. La scelta di investire sulla pizza è dettata dal fatto che è un prodotto gastronomico che per Andrea “non morirà mai”. “A questo aggiungiamo che se mi chiedete quale sia il mio pasto principale preferito, la risposta è: la pizza”, specifica.

L’ambiente di Papilla a Roma

gli interni di papilla a roma
Gli interni della pizzeria

Gli spazi di Papilla ospitano circa 90 coperti interni e 25 esterni, posizionati in un ambiente ampio con tavoli conviviali e angoli più raccolti, pensati anche per una dimensione intima. Gli arredi hanno un’anima vintage e provengono dai mercatini, con pezzi di antiquariato come un pianoforte d’epoca o ancora una radio di famiglia trasformata in giradischi; e ancora, vinili e libri disseminati nella sala. Non manca pure un volume di sonetti italiani, frutto della grande passione musicale di Mecheroni. Qui l’amore riposto nella scelta di uno stile rétro, ben curato, va di pari passo con l’attenzione verso il cliente, al quale si vuole garantire un servizio attento, che resti però alla mano.

La pizza “ibrida” di Papilla a Roma

pizza papilla roma
La pizza di Papilla

La pizza di Papilla punta a un equilibrio studiato, il cui risultato finale è un ibrido tra la tonda napoletana e quella romana. L’impasto ha una lievitazione che parte da 72 ore e può arrivare fino a 120. Il prodotto finale è altamente digeribile, capace di mantenere croccantezza, pur sviluppando nella forma un cornicione pronunciato. Una pizza all’italiana, restia a essere classificata in modo preciso. “C’è il cornicione, ma sotto ai denti rimane più simile alla romana, croccante”, detto con le parole di Andrea.

il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi
Il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi

In menu ci sono proposte fisse (come la margherita a 7 euro o la marinara a 6) e speciali, con alcune scelte più identitarie come la pizza Taggiasca con fior di latte, pomodorino semisecco, olive taggiasche, stracciatella pugliese (10,50) o l’Amatrigialla, rilettura dell’amatriciana con fior di latte, pomodorino giallo semisecco, guanciale croccante, pecorino romano a scaglie, pepe, basilico fresco (10). Spazio anche al sud, tra Calabria, Sicilia e Campania, rievocate in proposte quali la Squillacese con fior di latte, bomba piccante di Calabria, melanzane fritte, pancetta arrotolata e fontina (9). Quanto alle nuove proposte di stagione, da provare La vegana in primavera, con vellutata di asparagi, pinoli tostati, pomodorini gialli e rossi semidry e olive taggiasche e la Romanesca con fior di latte, carciofi in padella, pancetta arrotolata, fiori di zucca e ricotta di pecora.

I fritti e la proposta per l’aperitivo di Papilla a Roma

il supplì di papilla pizzeria roma
Il supplì al telefono

Oltre alle pizze, anche i fritti hanno un ruolo importante all’interno della proposta di Papilla, cominciando dai supplì, disponibili in varie versioni, dal classico (2 euro) a quello con bucatini alla carbonara o all’amatriciana (3,50). Poi ci sono le pizzette fritte Montanare (3,50), con pomodoro, parmigiano e basilico o con stracciatella pugliese, mortadella e pistacchio. In menu anche calzoni, focacce, bruschette, polpette di verdure, olive all’ascolana, fiori di zucca e crocchette.

Dalle 18 alle 20, c’è la possibilità di fare l’aperitivo. Si va dalla versione più essenziale, con drink a scelta e snack, alla proposta più corposa, “Ape Papilla”, che offre una selezione di montanarine, bruschetta, un assaggio di margherita e drink. Una proposta a un prezzo volutamente accessibile (10 euro). Per la scelta delle bevande, segnaliamo la collaborazione della pizzeria con l’azienda vinicola Artico, che vede una selezione di bottiglie e calici alla mescita tra varie referenze.

Papilla Pizzeria. Via Veturia, 41/43, Roma. Tel. 06 4543 0928. Instagram.

 

 

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