Ellington Club a Roma è il locale che fa rivivere la Harlem degli anni ‘20 tra Pigneto e Tor Pignattara, unendo in un’unica esperienza musica dal vivo e spettacoli, con cucina italiana e cocktail di livello.
Un quartiere popolare di periferia; un locale dalle luci soffuse con un’ampia sala e tavoli fronte palco, dove mangiare e sorseggiare un drink; poi inizia lo show ed ecco che lo spazio si colora di abiti di altri tempi, luci e paillettes, con le orecchie che si riempiono del martellare armonioso del contrabbasso e dello squillare dei fiati, tra le note dello swing e del jazz. No, non stiamo raccontando la storia del celebre Cotton Cub di Harlem, ma di un locale che è riuscito a far rivivere queste sensazioni declinandole in un modo tutto suo: stiamo parando dell’Ellington Club a Roma aperto nel 2019 (ne avevamo parlato qui anni proprio all’inaugurazione) in via Anassimandro 15, a cavallo tra Tor Pignattara e il Pigneto, che porta gli ospiti indietro nel tempo fino agli anni ‘20, offrendo serate uniche nel suo genere dove buon cibo, drink, musica live e burlesque si fondono in un’unica esperienza.
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La storia dell’Ellington Club a Roma

Per raccontare la storia dell’Ellington Club, non si può non partire da Alessandro Casella e da Vera Dragone, i due creatori e volti del locale. Alessandro (padre del burlesque show italiano, dj, consulente musicale e collezionista di vinili) conosce Vera (attrice e cantante tra teatro e televisione) al Micca Club, del quale lui era il fondatore e direttore artistico. Da qui inizia il loro rapporto personale e professionale che li poterà a condividere palchi, produzioni e spettacoli: dal Club Époque al Salone Margherita, il famoso teatro in stile liberty e primo cafè chantant della capitale (chiuso nel 2020), con un varietà musicale a tema vintage-burlesque. “Dopo gli anni passati al Salone Margherita (dal 2014 al 2019)” racconta Alessandro “ho iniziato a volere un posto tutto mio dove portare avanti quel tipo di esperienza, con la ristorazione che si unisce allo spettacolo. Ho trovato una ex scuola di danza in zona Pigneto che aveva le caratteristiche che cercavamo e, dopo molto lavoro, abbiamo dato vita all’Ellington Club, puntando sugli spettacoli e specializzandoci sempre di più nella ristorazione”.

L’ispirazione arriva dai club di Londra e Parigi visitati nei viaggi da Alessandro e Vera, ma in particolare dal Cotton Club di Harlem, dal quale deriva anche il nome: Duke Ellington infatti è l’immortale compositore jazz anima del locale. “C’è un particolare parallelismo tra la Harlem di quegli anni e la Tor Pignattara di oggi: Tor Pignattara è un melting pot unico di colori, culture e tradizioni e questo lo rende un luogo assurdo, sia nel bene che nel male. Entrare e vivere un quartiere come Harlem per andare al Cotton Club era di per sé un’esperienza, come l’entrare a Tor Pignattara per venire all’Ellington Club”. Una volta nel locale ci accoglie una grande sala da 140 coperti, curata nei minimi dettagli in stile anni’20, e i tavoli sono tutti rivolti verso il palco, vero focus della serata. La programmazione è variegata ed evolve continuamente, passando dal burlesque (con nomi di livello della scena internazionale come Lola Itsy e Albadoro Gala) al cabaret, alla musica live (jazz, swing, rock ‘n’ roll e blues), da godere mentre si gusta la cena in uno show sospeso nel tempo, dove lo spettatore diventa parte della scena.
La cena (e il dopo cena) dell’Ellington Club a Roma

Lo chef Samuele Pellegrini si è innamorato di questo progetto e ne è diventato la firma gastronomica e la guida del servizio, che deve suonare all’unisono con lo show, rispettandone il ritmo e il format cena-spettacolo. Per la cena si può scegliere dal menu, tramite una formula fissa che comprende il biglietto (35 euro con tre portate, bevande escluse). “A volte ci dicono ‘non sembra di stare a Roma’ inteso come un complimento, ma per me invece è importante che un locale come l’Ellington Club esista proprio a Roma e che sia italiano. Questo vogliamo trasmetterlo sia attraverso gli artisti che attraverso la nostra cucina”. Il menu infatti riunisce molti classici del repertorio tradizionale, ma con un twist moderno. La cena può iniziare con un Roman Holiday (carciofo alla romana, fonduta di pecorino romano DOP, patate viola e guanciale croccante; 13 euro), per poi proseguire con i Pici Cacio e Pepe Jazz (con pecorino romano DOP e asparagi croccanti; 16 euro) e il Vitello Tonnato Classic Cut (vitello tonnato cotto a bassa temperatura con fiori di cappero e pomodori secchi; 18 euro). C’è molta attenzione per la selezione delle materie prime e tutto viene realizzato artigianalmente all’interno della cucina.

Per quanto riguarda la drink list, troviamo sia i classici che i signature del bartender Edoardo Imperi. I suoi bicchieri firmati vogliono mantenere l’equilibrio e la “semplicità” del classico, per una bevuta godibile nell’arco della serata, che ne chiami subito una seconda. Un esempio è il loro New York Delirium (13 euro) con bourbon, limone e sciroppo di nebbiolo. La carta dei vini raccoglie circa 30 etichette, con una selezione sia convenzionale che naturale.
Novità in programma per l’Ellington Club a Roma

“Io vivo in questa zona dal 1994 e ne ho visto tutta l’evoluzione. Proprio per questo, insieme al municipio, abbiamo deciso di mettere a disposizione questo spazio non solo ai clienti, ma al quartiere stesso, strutturando degli appuntamenti fissi a ingresso libero dedicati ai molti creativi, artisti e musicisti che il Pigneto e Tor Pignattara ospitano (come il clarinettista Sebastiano Forti o Vincenzo Fesi, chitarrista, cantante e uno dei più bravi ballerini di swing al mondo, e le scuole di musica presenti sul territorio). Per far conoscere sia l’Ellington Club, che il quartiere e gli artisti che lo vivono”.
Ellington Club. Via Anassimandro 15, Roma. Tel. 392 111 0282. Sito. Facebook. Instagram.
