Vecio a Roma, cicchetti, vini naturali e vermouth nel nuovo bacaro in via dei Banchi Vecchi

Vecio a Roma. In una delle strade più storiche ed affascinanti di Roma, ha inaugurato il 16 marzo 2024, dopo un paio di settimane di soft opening, Vecio. Vicino di casa di Supplizio e non troppo distante da Goccetto e Il Pagliaccio. Da Vecio il format è completamente diverso. Infatti, si tratta di una sorta di bacaro veneziano, nel cuore di Roma, ma con cicchetti di ispirazione romana, vini naturali e vermouth. A dar vita a questo progetto, al civico 140 di via dei Banchi Vecchi, Matteo Castorina (ideatore del format) e Mirko Napoli, imprenditori romani nel settore, lo chef Andrea Zucchi, reduce dalla cucina del ristorante Follie di Villa Agrippina e Alessia Pompei, giovane sommelier con diverse esperienze nella ristorazione capitolina.

Abbiamo voluto dar vita ad un format diverso. In zona ci sono enoteche, ristoranti, forni. Noi volevamo dare un’identità al locale, distinguendoci dagli altri e senza dar fastidio a nessuno”, racconta lo chef Andrea Zucchi. “Vecio nasce dalla nostra passione culinaria, è un’ode alla convivialità che rende ogni esperienza un viaggio bello da condividere. Dalla tradizione del bacaro veneziano, dal romanticismo dei bistrot parigini alla vivacità degli izakaya giapponesi“.

Vecio a Roma: il locale

i tavoli di vecio a roma

Nella pittoresca via dei Banchi Vecchi, Vecio è un locale intimo con circa 35 coperti tra sedute alte, sedie in legno e divanetto perimetrale. Tre le salette, orchestrate dalla direttrice Francesca Nuzzaci, che non fa mai mancare un sorriso o consigli sulle chicche presenti in menu. Luci soffuse e colori tenui delle pareti rendono l’atmosfera calda ed accogliente. A caratterizzare gli spazi, poi, il legno di tavolini, sgabelli e del bancone che accoglie i clienti all’ingresso. Sulle pareti cornici con stampe antiche ricreano l’atmosfera di bistrot parigino, a cui si aggiungono mensole che espongono i vini naturali presenti in carta.

Vecio a Roma: la cucina

i piatti di vecio a roma

Ogni piatto è una fusione di materie prima di qualità e ricette della tradizione romana, ma con una contaminazione internazionale. Quando chiediamo allo chef da dove viene il tocco internazionale in alcune portate, ci risponde: “Viaggio spesso e da ogni viaggio riporto sempre qualche ricetta che inserisco nei piatti. Vado spesso a trovare dei miei amici chef in Cantabria. Lì mi sono innamorato dell’idea dei piattini da condividere“. Da Vecio infatti, la convivialità e la condivisione sono gli ingredienti principali. “Trovo che ultimamente i clienti si annoino. Soprattutto post Covid, avere un’atmosfera piacevole e allegra a tavola, credo che faccia sentire bene le persone. E questo è il nostro obiettivo”.

vecio a roma

Nella cucina di Vecio tutto è fatto in casa. Dai grissini serviti in apertura ai tozzetti, dai maritozzi al tiramisù. “L’unica cosa che non facciamo è il pane, ma che compriamo da Federico Stocchi, al Forno degli Amici. Mentre le materie prime arrivano da Fedro. Da tanti anni lavoro con Silvio Galazzo, che offre prodotti italiani di alta qualità“. Un tratto fondamentale di questa cucina è la filosofia del non sprecare nulla, cercando di utilizzare le materie prime al 100%. Infine, ci racconta Francesca Nuzzaci: “Siamo aperti da mezzogionro a mezzanotte. Questo è il locale che vuole rispondere alla clientela a qualsiasi ora, quindi dal caffè alla merenda ed ogni piatto è stato studiato e provato diverse volte. Avendo deciso di stare aperti tutto il giorno abbiamo introdotto anche la pasticceria, quindi torte, banana bread, ovviamente tutto fatto dai ragazzi”. Di giorno ci si può fermare per un pranzo veloce, un caffè al bancone, o una merenda, ma è di sera che Vecio rivela la sua vera identità.

Cosa si mangia

le polpette di vecio a roma

Un altro obiettivo è quello di riportare i romani nel centro storico, anche per questo i prezzi in carta sono accessibili rispetto alla media della zona“. In menu, dalla gastronomia, prosciutto di cinta senese tagliato a mano (15 euro) o tagliere Norcino con mortadella, finocchiona, ciauscolo e lonza (16 euro). Tra i piattini di carne meritano una menzione il katsusando con pastrami d’anatra, cavolo bianco, cetrioli e senape (10 euro), le polpette di coda alla vaccinara, salsa verde e sedano (9 euro) e il maritozzo con pollo alla cacciatora (8 euro). “Il pastrami ha una preparazione molto lunga. Ci vogliono otto giorni per prepararlo, perchè deve riposare con dei sali che devono marinare la carne”.

il katsusando di vecio

Da provare anche i piattini vegetariani, tra cui hummus di broccolo, nocciole e pimento (8 euro) o falafel di lenticchie, salsa allo yogurt e finocchietto (9 euro) e ancora i fagottini di bieta, ceci, salsa al pomodoro e porro (9 euro). Dal mare invece, ceviche di ombrina (12 euro) o yakitori gamberi, cavolfiore, erba cipollina e sesamo (9 euro). Infine, a chiudere il pasto, spazio ai dessert tutti fatti in casa, come i tozzetti con crema al mascarpone e pastis (6 euro) o la torta della nonna scomposta (6 euro).

A pranzo invece, oltre al menu della cena c’è un inserzione business lunch“, con una rivisitazione del menu in chiave più light e smart.

Cosa si beve

il vermouth di vecio

A studiare la carta dei vini ci ha pensato la sommelier Alessia Pompei. I vini naturali sono protagonisti alla pari del cibo di qualità e l’attenzione data al vino è la stessa data alle materie prime. Alessia ha selezionato accuratamente vini e bollicine biodinamici, dando tanto spazio all’Italia, con accenni esteri, per lo più da cantine di piccoli produttori da scegliere sia in bottiglia che alla mescita. Interessante anche la selezione di vermouth (8 – 10 euro), tra cui i piemontesi Dopo teatro vermouth amaro o il vermouth rosso classico di casa Martelletti.

Vecio. Via dei Banchi Vecchi 140, Roma. Tel. 375 878 8650. Facebook. Instagram
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12 a mezzanotte. Chiuso la domenica

 Seguici sui social: Facebook e Instagram