Mance dei camerieri, l’idea ridicola di detassarle contro la carenza di personale

le mance dei camerieri

Mance dei camerieri, l’idea ridicola di detassarle contro la carenza di personale Un perfetto esempio di come la politica sia lontana dalla realtà. Lo volete? Eccolo. La manovra di bilancio ha inserito una norma per la detassazione delle mance. Funziona così: dal primo gennaio le mance saranno tassate al 5 per cento, tassazione agevolata rispetto alla normale aliquota Irpef.

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Lo sappiamo, vi suona strano. Voi dite: tassare le mance dei camerieri? Ah, perché, vengono tassate? No, naturalmente. Perché la percentuale di chi lascia la mancia pagando con carta di credito è ancora esigua.

le mance dei camerieriDi solito si lascia qualche moneta sul tavolo o, i più generosi, bigliettoni da 5 o 10 euro. Che finiscono di norma in una cassa comune e vengono spartiti poi tra il personale di sala e, in alcuni casi, anche tra quello di cucina. Il fisco non ne viene a sapere nulla.

Del resto, la situazione italiana è diversa da quella di altri Paesi. Da noi c’è spesso il coperto o il servizio o si paga il pane e non è molto frequente l’uso di lasciare mance, contrariamente a quello che avviene in molti Paesi all’estero dove la mancia è una quota non irrilevante dei guadagni di un cameriere.

E allora, la prima cosa da dire è questa: si abbassa la tassazione su cifre che vengono regalate e acquisite, in nero. Dunque, l’effetto è zero, o quasi. Ma c’è un di più. Perché l’idea è venuta come forma di intervento contro la crisi della carenza di camerieri. L’idea meravigliosa è del ministro del Turismo Daniela Santanché, che vede il mondo dalla spiaggia dorata del suo Twiga Beach Club. Secondo l’illuminata ministra, detassare le mance farà arrivare frotte di camerieri.

L’idea è stata mutuata dalla Francia. Che però ha diverse differenze rispetto all’Italia. La principale è che da loro c’è un salario minimo, aumentato di recente a 11 euro. E da noi? Forse – invece di tassare il barattolino di latta di monete con le mance –  introdurre anche qui un salario minimo decente porterebbe le persone a considerare quello del servizio in sala un lavoro vero e non una forma di moderno schiavismo (naturalmente non è così dappertutto, ma molti se ne approfittano e pagano una miseria).

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