Le migliori osterie di Milano Slow Food 2023, ecco le novità

Le migliori osterie di Milano Slow Food 2023, ecco le novità. E’ arrivata come ogni anno la Guida delle Osterie d’Italia edita e realizzata da Slow Food, l’organizzazione fondata da Carlìn Petrini ormai molti anni orsono. Una Guida da conoscere, anche per le sue caratteristiche particolari. Privilegia luoghi che oggi potremmo definire “sinceri” oppure “autentici“, con un buon rapporto qualità/prezzo, nessuna pretesa glamour e trendy e nessuna vicinanza all’alta cucina. Per questo la guida è particolarmente adatta per trovare le osterie migliori che si trovano in provincia o, meglio ancora, in campagna. Ma anche nelle grandi città, dove la ricerca di trattorie e osterie piacevoli e buone a prezzi moderati è sempre più frequente, la guida può dire la sua. E’ arrivata l’anticipazione della guida sulle migliori osterie di Milano. Ve le segnaliamo, aggiungendo il nostro giudizio.

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Sono nove le osterie segnalate, tutte di ottima qualità.

Trattoria Trippa Milano

Le migliori osterie di Milano Slow Food 2023

* Ciciarà. Un locale piccolo e caldo, giovane e informale, con un tavolone centrale e la particolarità di essere a due passi dal Duomo, dove i ristoranti di qualità non abbondano. Lo chef è Michele Mette, che propone una cucina milanese e italiana, con in abbinamento una carta dei vini “giovane”.

* Remulass. Spin off del Ratanà, aperto nel 2021 da Federica Fabi e Cesare Battisti del Ratanà. In pochi mesi ha saputo conquistare i cuori degli appassionati di una cucina di qualità, ricercata, ma in un ambiente giovane e non ingessato. Carta corta, piatti originali, vini naturali. A settembre, però, la chef Laura Santosuosso ha lasciato la cucina, direzione Parigi, e quindi la direzione di marcia è tutta da verificare.

Trippa (chiocciola) Che altro c’è da aggiungere su questa è ormai l’epitome della trattoria italiana, il simbolo di come si può fare grande ristorazione senza ambizioni stellate, senza spume e artifici, ma con passione, talento e ottima materia prima? Niente.

Trattoria del Nuovo Macello (chiocchiola) Un ristorante d’impronta classica, che infonde tranquillità e dedica un’attenzione quasi maniacale alla preparazione delle ricette milanesi. Un posto che riscalda il cuore, dove andare con il paltò d’inverno e dove assaporare la loro cotoletta alta e perfetta.

Mirta. Un locale vivace, divertente, frequentatissimo. In sala c’è Cristina Borgherini, milanese, mentre ai fornelli c’è il marito, il bravo chef uruguaiano, Juan Lema, che propone spesso una cucina innovativa e contaminata (purtroppo, secondo noi, non sempre convincente).

Da Martino. Trattoria d’altri tempi, piccola, stretta, con boiserie di legno alle pareti e sedie impagliate. Sul menu, scritto a mano sulla carta, si trovano però chicche, con produttori del territorio poco noti e di qualità. Qui la cotoletta è di maiale (ma buona, nonostante lo strappo alla regola del vitello)

Osteria del Treno. Slow Food per definizione, paradiso del mangiare milanese: mondeghili, risotti, rustisciada, salumi e formaggi lombardi in quantità. E gran selezione di vini.

Alla Grande. Qui siamo a Baggio e siamo in una trincea della milanesità più schietta, ruvida e divertente. Ve ne abbiamo dato ampio reportage qui.

«Sottobosco». Osteria moderna, in piazza san Luigi, microquartierino di fianco a corso Lodi. Di fatto è un ristorante di quartiere, ma che ha saputo crescere e imporsi come una delle novità più importanti degli ultimi anni, nella categoria.

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