House of Ronin a Milano, 1000 metri quadri di ispirazioni giapponesi tra sushi bar, cocktail e karaoke

Foto pagina Facebook House of Ronin

House of Ronin a Milano. Il nuovissimo hub giapponese su tre piani, House of Ronin, nel cuore della China Town meneghina, non passa di certo inosservato all’interno di un imponente palazzo liberty, totalmente ristrutturato, all’incrocio tra via Alfieri e via Canonica. A rilevarlo sono stati i soci del gruppo Salva tu Alma, Guillaume Desforges e i fratelli Leonardo e Jacopo Signani, già soci del ristorante nikkei Pacifico in via della Moscova.

Foto sito web House of Ronin

Ristoranti, cocktail bar, sale karaoke e club privati sono le proposte di un viaggio esperienziale all’interno di un vero e proprio tempio della cultura nipponica di circa 1.000 metri quadrati, stanziati su più livelli e collegati tutti da un fil rouge contemporaneo che unisce la cultura giapponese al design meneghino. Da Ronin nulla è lasciato al caso, tutto è curato nei minimi dettagli, dagli arredi al food, ai cocktail: l’obiettivo è quello di condurre il cliente all’interno di ambientazioni suggestive che gli portino alla mente gli angoli più caratteristici di Tokyo.

Foto sito web House of Ronin

Il tour comincia al piano terra con il Piccolo Ronin in stile izakaya, un’osteria contemporanea con una proposta agile e veloce che va dai bao ai ravioli, dai fritti al ramen con tanti altri tradizionali piatti di street food (fino a 12 euro), da consumare in abbinamento ai cocktail di ispirazione nipponica (8 euro). Da provare anche l’aperitivo a base di mini bao, gunkan e yakitori in tutte le varianti, con prezzi che vanno dai 20 ai 50 euro.

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Proseguendo al primo piano, l’atmosfera cambia: il Ristorante Robatayaki si prende la scena con la cucina fiammeggiante di Gigi Nastri, avvolta in un ambiente più raffinato, ispirato al modernismo giapponese degli anni ‘60. Nell’arredo domina il rosso, lampante richiamo alla griglia, protagonista indiscussa di questa seconda tappa. Lo chef di origine campane, infatti, propone la sua formula italo-giapponese partendo dalla robata, la tradizionale griglia nipponica, mettendo l’elemento fuoco al centro di un menu a base di carne e di pesce.

Foto pagina Facebook House of Ronin

Al secondo piano si trova il cocktails&sake bar Madame Cheng’s, curato dal bar manager Roberto Speranza, con dei prezzi leggermente superiori rispetto al piccolo Ronin (14 euro a cocktail).
La scena, però, viene inevitabilmente rubata dalla presenza di ben quattro sale karaoke, distinte nella scenografia e nel design, con schermi e luci led, affittabili a una tariffa oraria che varia in base alla capienza delle sale (160 euro/h per una sala da 8 persone circa).

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Ma la vera chicca gastronomica del piano sarà il tempio del sushi dello chef due stelle Michelin Katsu Nakaji, che a partire da marzo 2022 sarà il padrone di casa di Ronin Shokunin by Hatsune.
Aperto solo a cena, uno chef’s table di appena 10/12 commensali assisterà live alle creazioni del patron di Hatsune Sushi di Tokyo.

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Raggiunto l’apice, dietro la porta dell’ultimo piano si cela una comfort zone che si differenzia da quanto descritto e visto fino ad ora: è il Member’s Club Arcade, aperto solo ai soci, con un’elegante atmosfera dal design sobrio e raffinato, con tavoli da biliardo e un piccolo palco per spettacoli privati. Ma, ricordatevi, by invitation only.
L’ambizioso progetto, però, non si ferma qui: in estate ci sorprenderà ancora con una terrazza all’ultimo piano e il dehors davanti all’ingresso, pronti ad accogliere i clienti per godere della bella stagione.

House of Ronin. Via Vittorio Alfieri 17, Milano. Tel. 02 89367101. Sito, Facebook, Instagram

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