Cucina contadina, i piatti della nonna soppiantano cucina molecolare e fusion

Cucina contadina, i piatti della nonna soppiantano cucina molecolare e fusion. Le mode in gastronomia sono un ciclone che investe tutto e lascia il deserto. Ma tutto passa. E se avete odiato la nouvelle cuisine, le spume, i sifoni, le risibili micro porzioni, la cervellotica cucina molecolare,  i maledetti tiramisù destrutturati, i pastrugni della cucina fusion, e i terzomondismi della cucina forzatamente etnica o, peggio, glocal, potete tirare un sospiro di sollievo. O forse no. Perché è arrivata, o sta arrivando, un’altra moda: quella della cucina contadina.

La celebra Coldiretti, con Giornata nazionale della cucina contadina che si svolge a Roma venerdi 22 marzo 2019, dalle 9.30 al mercato degli agricoltori di Campagna Amica in via San Teodoro 74, nell’ambito dell’Assemblea nazionale di Terranostra. Occasione per presentare lo studio Coldiretti/Censis sulla svolta in atto in cucina, a casa e nei ristoranti, «dove si assiste a una crescente domanda di semplicità e trasparenza spinta da maggiore sensibilità ambientale, ricerca di genuinità e rispetto delle tradizioni». Gli agrichef si metteranno al lavoro per sfidarsi con ricette “green” che riciclano, salvano i prodotti dall’estinzione, utilizzano erbe spontanee e prodotti rari.

E dunque, dice Coldiretti,  via libera ai piatti della nonna che “seguono le stagioni, rispettano il clima, non sprecano, recuperano prodotti antichi, aiutano il presidio del territorio e fanno rivivere emozioni e ricordi”. Fino alla prossima moda. Del resto, rileva la ricerca gli agricoltori sono diventati il primo canale di fornitura di chef e ristoranti, con il 39% dei locali che si rivolge prevalentemente alle aziende agricole, contro un 34% che si rifornisce da grossisti e un 21% che va nei mercati.