Doof e Visintin: i primi nomi (e il crowdfunding anti “marchette”)

Doof e Visintin: i primi nomi (e il crowdfunding anti “marchette”)

Doof e Visintin. Vi piace Valerio M. Visintin (“mi raccomando la M.”), il critico più feroce e indipendente del bel mondo gastronomico italiano? E allora mettete mano al portafogli. Perché l’indipendenza dai ristoranti, dai proprietari, dai grandi media, si paga con la povertà. E se le “marchette“, come si dice in gergo, non vi piacciono, bisogna diventare grandi ed essere responsabili. Così come se paghiamo una bottiglia di vino un euro  non ci possiamo lamentare se ci avvelenano, così non possiamo pretendere un’informazione onesta e rigorosa se non la paghiamo noi, invece di lasciarla in balia di promozioni mascherate e sponsorizzazioni occulte. Noi di Puntarella Rossa, per dire, campiamo a stento. Fosse per i banner online, avremmo chiuso da un pezzo. Sopravviviamo perché ci piace e perché abbiamo altri lavori, fuori dal sito, che ci sostengono. Ma questo è un altro discorso. Tornando a Visintin, segnatevi questo link a Eppela: ora vi spieghiamo a che serve.

Visintin si è messo in testa un’idea meravigliosa: Doof (Food al contrario), evento milanese del 24 giugno, in cui promette di raccontare i retroscena della ristorazione e della critica gastronomica. Formidabile idea per rivelare conflitti di interessi e amicizie indebite dei critici gastronomici, pubblicità mascherate delle food blogger, gaffes delle guide ai ristoranti. Ma anche per raccontare il dietro le quinte dei ristoranti: le assunzioni irregolari, i turni di lavoro infiniti, i pagamenti in nero, l’ombra sempre più incombente della malavita organizzata.

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L’organizzazione è stata laboriosa e complessa. E alla fine è uscito il programma, che trovate qui. Alle 10.30 si parla di food sociale per detenuti e rifugiati politici. Alle 12.30 l’incontro più atteso, sullo “stato dell’arte della critica gastronomica”, con Sara Bonamini del Gambero Rosso, Andrea Cuomo del Giornale, Stefano Caffarri del Cucchiaio d’Argento e Luca Iaccarino di Repubblica. Segue nel pomeriggio il “Dietro le quinte della ristorazione”, il “SocialFood”. E il gran finale con “Le mafie e la ristorazione“, il cui titolo la dice lunga sull’approccio diretto.

doof visiNoi Visintin lo conosciamo bene e condividiamo il suo metodo di lavoro: insieme abbiamo scritto il Manifesto del recensore incappucciato, prefazione alla nostra guida. Avercene di Visintin. Anche quando scrive cose che non condividiamo. Per questo lo sosteniamo. E vi diciamo che se volete un’informazione libera e autonoma, se volete che Doof si faccia e bene, è il momento di dare il vostro contributo.

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