Il topo del caffè Sant’Eustachio di Roma. Cercava terroristi dell’Isis ha trovato un topo inebriato dal lievito dei cornetti. Il Corriere della Sera racconta dell’ennesimo “infortunio” che è capitato a un locale cittadino. Non uno qualunque, visto che il Caffè Sant’Eustachio è noto per la qualità e la cura offerta nei caffè e nei cornetti.

Racconta Ilaria Sacchettoni del Corriere: “É l’alba di una mattina come altre. Dalla guardiola del Senato, il carabiniere del nucleo antiterrorismo vede una scena che, lì per lì, non capisce. Un ragazzo deposita un sacco che, dall’interno emana un profumo di lievito, di fronte alla serranda abbassata del caffé. Sono le sei. Il bar apre solo alle 7,3o. Il carabiniere anti-Isis conosce gli orari e dunque, forse, si preoccupa di quel carico pericolosamente aromatico sui sampietrini. Dunque vigila. La preoccupazione aumenta di lì a poco, vedendo l’involucro vibrare di inattese scossette che increspano l’incellofanata superficie del carico. É un’istante. Ma poi lo riconosce. É uno dei roditori che tutti concordano nel definire tra gli habituée della zona, qualunque sia la giunta capitolina alla guida. Scatta la procedura d’allarme, il carabiniere riprende la scena che prova l’insulto alle norme igieniche con il suo smartphone. Intervengono anche i carabinieri del Nas che sequestrano i cornetti (sequestro confermato poi dal gip) e, già che ci sono, ispeziona anche il leggendario bancone del caffè all’interno. Senza trovare alcuna irregolarità. Scatta però la multa di 2mila euro per l’inosservanza delle norme igieniche”.

Il Corriere riporta anche la replica del titolare, Raimondo Ricci: “Un disguido frutto di coincidenze sfortunate, ma quel topo si è limitato ad annusare il sacco senza entrare”.
Sarà e diamo il beneficio della buona fede ai titolari. Fatto sta che per l’ennesima volta ci troviamo a raccontare di una storia che certo non tranquillizza chi affida il suo gusto e la sua salute agli esercizi cittadini. Naturalmente il problema non è solo dei locali, che non sempre vigilano come dovrebbero. La colpa è di una città sporca all’inverosimile, che il neo sindaco Virginia Raggi sta provando a ripulire, almeno in superficie, ma che ha mali antichi e profondi. Basta passeggiare per certe strade di Monti per vedere colonie di blatte muoversi compatte vicino ai locali. O sedersi in uno dei locali di piazza delle Coppelle per vedere aggirarsi in totale impunità topi e ratti di ogni dimensione. Difendersi, di fronte a una situazione del genere, diventa difficile anche per i ristoratori.
Servirebbe una bonifica complessiva, sanitaria e morale, della città.
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_agosto_21/caffe-amaro-s-eustachio-topi-busta-cornetti-75df2d22-6707-11e6-a871-4e65f9c31faf.shtml
