Sardò a Milano, Sardinian streetfood a base di mustela e pane carasau

Sardò a Milano, Sardinian streetfood a base di mustela e pane carasau

di Luca Fazzo

sardò pizza

Sardò, Sardinian street food a Milano. L'idea si narra che nacque guardando la libidine con cui i medici di una convention in Sardegna si lanciavano sul buffet, popolato esclusivamente di prodotti della gastronomia locale. E poiché l'assalto al rinfresco è in fondo una forma di street food (nessuno è più esperto di un giornalista nel manovrare contemporaneamente piatti e bicchieri stando all'inpiedi) lo sbocco naturale dell'idea è stato questo Sardò, Sardinian street food, affacciato nel cuore più arido della Milano del business e del turismo.

sardò

Largo Augusto, all'angolo con via Verziere: perché qualche secolo fa qui c'era l'Ortomercato di Milano. Sardò ha aperto alla fine del 2014, senza tanto chiasso. I metri quadri si contano sulle dita di una mano, non ci sono sedie, il piano di appoggio è minuscolo: ma si può ordinare già dalla strada, attraverso il varco nella vetrina. E se le guide turistiche che trascinano per Milano plotoni di turisti avessero un cuore, un passaggio qui davanti diventerebbe una tappa obbligata. Certo, bisognerebbe fare uno sforzo, e tradurre ai turisti parole inconsueta anche per un italiano: armidda, casizolu. Ma varebbe la pena.

colazione sardò

Ingredienti rigorosamente sardi, ovviamente: dalla mustela alla salsiccia al tonno di Carloforte. Ma accoppiati, senza indulgere a facili exploit creativi, in modo non scontato. La mustela con la marmellata di corbezzolo, ad esempio. Il vero nodo che quelli di Sardò hanno dovuto sciogliere è stato: quale pane scegliere? Hanno girato tutta Milano, hanno convocato un expert panel, hanno assaggiato di tutto. Fin quando non sono approdati alla soluzione più ovvia: pane carasau, versione tenera, per i "carasini" in tutte le loro declinazioni. Uno su tutti, per noi: il Sarule, con crudo di Sardega stagionato 24 mesi e crema di pecorino "su mezusu".

aperitivo

E poi dolci classici, come formaggelle e carpineddas, accanto a aperitivi innovativi come la Caipiredda e lo spriz al mirto. Prezzi ragionevoli. A maggio, a ridosso dell'Expo, Sardò si allargherà, conquistando due vetrine di una banca abbandonata: e già questa trasformazione la dice lunga, e bene, sulla strada che sembra imboccare il centro di Milano. Ma giurano che non perderanno l'anima da street food, e che non diventeranno un qualunque ristorante sardo. Li aspettiamo alla prova.

Sardò, via Verziere 1, Milano. Tel. 02.36638630. Aperto dalle 7,30 alle 18; il sabato dalle 9,30 alle 18. Chiuso la domenica. Sito

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