A Bottura il Nobel per la gastronomia? Ma quale Nobel: ci siamo cascati anche noi (e Matteo Renzi)

nobel gastronomia bottura

Ci siamo cascati anche noi. Nel Nobel della gastronomia. Che non esiste (noi l’avevamo messo tra virgolette, naturalmente, ma non è una scusante). Ma più di tutti ci è cascato Matteo Renzi. O ha fatto finta di cascarci. Che dove c’è una cosa cool, o fintamente cool, ci si butta. E meno male che c’è Valerio M. Visintin che ci riporta alla triste realtà. E ci spiega com’è andata veramente e che premio ha preso il comunque bravissimo chef Massimo Bottura.

di Valerio M. Visintin

Malgrado tutto quel che è stato scritto, allo chef Bottura non hanno assegnato il Nobel per la cucina.

Certo non per suoi demeriti, né per insipienza dei guidici. La faccenda è assai più semplice: il Nobel per la cucina non esiste. E son qui a pregare i santi miei, affinché questa sacra lacuna si conservi negli anni a venire.
Eppure, nel pomeriggio di martedì 4 marzo la notizia del Nobel per la Cucina a Massimo Bottura è deflagrata su tutte le maggiori testate nazionali.

Non c’era sito che non assegnasse, a chiare lettere e con orgogliosa enfasi, la massima onorificenza in campo culturale al nostro valente cuoco modenese. L’impatto mediatico è stato tale da spingere il capo del governo Matteo Renzi a congratularsi personalmente.

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Racconta Bottura, secondo quanto riferito dalla collega Marisa Fumagalli: “…ho ricevuto la telefonata del presidente del Consiglio che si complimentava per il mio successo”.
Bene. Benissimo. Ma di che successo si stava complimentando il Premier, in realtà?
Del White Guide Global Gastronomy Award. L’avete mai sentito? È il premio che un’importante guida svedese (la White Guide) assegna dall’anno 2007 a uno chef di grido. Per valutare il peso specifico dell’onorificenza in questione ho fatto un giro per internet. Ho trovato soltanto testi in lingua svedese (Wikipedia compreso). Dal che si può dedurre la considerevole portata internazionale del White Guide Global Gastronomy Award.

Con tutto il rispetto per i protagonisti, volontari e inconsapevoli, di questo inciampo giornalistico, affermo serenamente che non ci sono altre parentele col Nobel, se non la città in cui avverrà la premiazione. Ovvero: Stoccolma.
A questo punto, è d’uopo rallegrarsi col Bottura per aver conseguito un premio in terra straniera. Ma, forse, per indire una festa nazionale, occorrerà attendere, con maggior serietà, qualche occasione più ambiziosa.
Oppure, cari colleghi, estendiamo questo metro alle conseguenze più estreme. Non mi dispiacerebbe, per esempio, recarmi a Parigi a ritirare un regalino da una amica di mia moglie e leggere che mi hanno insignito de la légion d’honneur.  Se poi mi chiama Renzi, vi avverto.

di Valerio M. Visintin

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