Wine Monitor, consumi di vino in calo: i giovani preferiscono ‘le bionde’

Wine Monitor, consumi di vino in calo: i giovani preferiscono ‘le bionde’

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Di Wine Monitor, osservatorio di Nomisma sul mercato del vinoavevamo già parlato al momento del suo lancio, nell’aprile del 2013. I dati presentati in quella occasione (relativi al 2012) riscontravano un calo dettato dalla crisi dei consumi, cui facevano eccezione solo i vini “economici” e – ovviamente – l’export. E 12 mesi dopo cosa è successo? I consumi sono ancora in calo e, anzi, la situazione pare essere ulteriormente peggiorata, almeno nella GDO (grande distribuzione organizzata). Se nel 2012 la contrazione era stata del 3,6%, l’anno scorso è arrivata addirittura al 6,5%, penalizzando in particolare i vini rossi e quelli fermi

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La colpa è della crisi, ma non solo. A pesare, secondo Nomisma, sono anche i nuovi stili di vita;  la spesa mensile pro-capite è passata da 5,2 a 5 euro, a fronte di una crescita quasi speculare della di quella destinata alla birra, passata dai 2 euro nel 2007 ai 2,5 euro nel 2012. I consumatori di vino in Italia sono l’85% circa della popolazione maggiorenne e cioè quasi 45 milioni di persone. Un consumo che è più “vecchio”, dato che il consumo maturo è quadruplo rispetto a quello delle fasce giovanili. La fruizione degli over 60 è quotidiana, soprattutto durante i pasti, mentre quella dei giovani è più occasionale, legata ad eventi ed occasioni specifiche e perciò non permette di compensare le perdite.

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Wine Monitor sottolinea come siano cresciute, invece, le vendite in valore, salite del 3,1% per effetto dell’aumento dei prezzi (+10,2%). A spingere l’acquisto di vini sarebbero soprattutto pubblicità e trasmissioni tv: “Negli ultimi 12 mesi – si legge nel report – 3 consumatori su 10 hanno acquistato un vino perché avevano visto la pubblicità; il 21% è stato invece indotto a provare un nuovo vino grazie a trasmissioni televisive dedicate alla cucina”. Ma ancor più della reclame, a giudizio di Nomisma, è decisivo il packaging. Infatti etichette e forme delle bottiglie catturano l’attenzione del consumatori inducendo all’acquisto: è stato stimato che il 52% dei consumatori ha effettuato nel 2013 almeno un acquisto perché attirato da queste caratteristiche.

© Il Fatto Quotidiano / Puntarella Rossa

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