Milano / Pavè e la brioche perfetta

Quando entri da Pavè cominci a chiederti “Ma non l’ho già visto un locale come questo?”. E passi in rassegna tutti quei posti nuovi che hanno aperto, con i mobili vintage e i clienti che sembrano avere tutti occhiali dalla montatura nera e squadrata. Ma ci vuole poco perché tu ti renda conto che nessuno di loro è bello, buono e bravo come Pavè, in via Felice Casati, a due passi da corso Buenos Aires.

Il tempo di accomodarsi su un divanetto di velluto sgualcito, di aver teso le orecchie per apprezzare la melodia del disco della settimana (che era Thurston Moore quando ci sei andata tu). Un’annusata ai profumi che giungono dal bancone e dal laboratorio a vista e sei conquistata. Quasi, perché ancora non hai assaggiato nulla.

Da qualche parte hai letto che la 160 è la brioche (cornetto, per i romani di passaggio) da prendere assolutamente e dal sorriso d’apprezzamento del cameriere capisci d’aver ordinato bene. Perché 160? Perché per produrre 100 grammi della meravigliosa marmellata di albicocche racchiusa nella pasta alveolata della brioche servono 160 grammi di albicocche: i 60 in più evaporano in cottura. Dai un morso e ti chiedi come sia possibile aver abituato il palato alla stucchevolezza delle pseudo-marmellate superdolci che affollano tanti insipidi croissant. Anche il cappuccino ti coccola a dovere, col suo carattere dolceamaro. Se tutte le colazioni fossero così il malumore mattutino non esisterebbe.

Ma come la mettiamo con la pausa pranzo? Via Felice Casati di giorno è una strada normale, grigia bianca e gialla, con gente normale che fa lavori normali. E pause pranzo ripetitive e banali. Torni al numero 27 di questa via poco lontana dai giardini di Porta Venezia e ti mescoli agli impiegati in pausa. Ordini alla cassa e attendi al tavolo, gomito a gomito con altri stomaci impazienti. Un panino e un’insalata.

Qui bisogna saper fare la differenza, qui la sanno fare. E il pane del tuo panino con culatta e burro (o quello del tuo commensale, con prosciutto cotto, fontina e maionese homemade) è così buono che si potrebbe mangiare da solo, senza condimenti.

L’insalata ha un profumo invitante: sarà la salsa al basilico, sarà la cipolla rossa di Tropea (perché non sono un impiegato in pausa pranzo, faccio finta!), saranno le fette di pane fragrante che l’accompagnano. Sarà che è davvero buona.

Nel bancone occhieggiano adorabili tortine monoporzione a cui non sai resistere. Limone e meringa, bella come un regalo, sparisce dal tuo piattino a tempo di record. E un sorriso appagato ti si dipinge in volto.

Pensi “Ma c’è qualcosa che questi ragazzi fanno male?” e, sinceramente, speri proprio di no.

I voti di Puntarella

Cucina 7 ½

Servizio 7

Ambiente 8

Prezzi

Brioche 1.50 € Panini 5.50 € Insalata con bufala e cipolla di Tropea 6.50 € Limone e meringa monoporzione 4.50 €

Pavé, via Felice Casati 27, Milano Tel. 02 94392259

Diventa fan di Puntarella Rossa

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*