Una zuppa di carciofi (o un tortino?)

Il professore Leopoldo Prieto nel suo libro "El hombre y el animal, nuevas fronteras de la antropologia" introduce il bizzarro (o quanto meno spericolato) concetto di "non specializzazione morfologica" indicando con esso un'attitudine tutta dell'uomo a "rifiutare sistematicamente di lasciarsi imprigionare da forme organiche specializzate". Come dire, se tutti gli altri animali si sono adattati morfologicamente al proprio habitat, l'uomo mantiene delle caratteristiche aperte a fronte dell'ambiente che lo circonda. So bene che non è questa la sede adatta per discutere una teoria evoluzionistica, ma la questione così affrontata mi porta a pensare che anche la mia zuppa di carciofi si comporti nell'esatta maniera dell'uomo. Mantiene il carattere eccezionale di non specializzazione morfologica: può essere zuppa e può essere tortino, dipende solo dalla sua/vostra volontà!

Ingredienti:


4 carciofi; 3 patate; 3 cipollotti freschi; 1 costa di sedano; 1 limone; 8 fette di pane raffermo; pecorino o permigiano grattuggiato q.b.; olio, sale; pepe bianco.

Preparazione:


Pelate le patate e tagliatele a spicchi non troppo piccoli.


Immergetele in acqua fredda.


Pulite i cipollotti e tagliateli a rondelle, tagliate altresì la costa di sendano.

Preparate un tegame capiente abbastanza da poter contenere tutti quanti gli ingredienti, versateci un fondo generoso di olio (è l’unico grasso che utiizzeremo per la cottura!) e aggiungete le patate, fatele rosolare per bene (devono formare la solita crosticina esterna che tanto delizia il nostro palato)

Infine aggiungete i cipollotti e il sedano.
Rimescolate per bene e irrorate la preparazione con ½ bicchiere d’acqua fredda.
Pulite i carciofi, eliminate le foglie esterne più dure e coriacee e tagliateli in due. Immergeteli in acqua fredda acidulata con il succo di mezzo limone.


Una volta che li avrete divisi in due tutti quanti, eliminate la barba con l’aiuto di un coltellino qualora ci fosse e tagliate i carciofi a lamelle spesse circa ½ cm.


Aggiungeteli nel tegame con le patate e rimescolate, salate e aggiungete circa 500 g di acqua fredda.
Lasciate cuocere inizialmente a fiamma abbastanza alta, appena invece l’acqua comincierà a bollire abbassate e continuate la cottura per circa 30 minuti dal bollore.


A questo punto siete liberi di gustare già così questa zuppa di primavera oppure di continuare la preparazione giocando ancora una volta sui contrasti e sulle consistenza.


Prendete un tegame di coccio, (se non lo avete procuratevelo!) oliate il fondo e i bordi.

Cospargetelo con formaggio grattuggiato e con l’aiuto di una ramina disponete i carciofi e le patate. Spolverate di pepe bianco.

Aggiungete un po’ del loro brodo ma non esagerate…

Infine ricoprite il tutto con le fette di pane raffermo (a cui avrete tolto la crosta esterna e) che irrorete con il brodo.


Cospargetele, a questo punto, con una generosa manciata di formaggio grattuggiato.

Ponete il tutto in forno a 170° con il grill accesso.

Lasciate trascorrere una decina di minuti, giusto il tempo che si formi la crosticina di formaggio e i sapori si uniscano e il piatto è pronto.

Ultimo consiglio: lascitate riposare la zuppa al gratin prima di servirla.

Buon appetito!

2 Commenti

  1. Ciao Alessia, finalmente ti ho trovato! Sono un appassionato di cucina e forse (almeno così mi dicono) un discreto cuoco. Ti seguo spesso in Tv e adoro la tua filosofia in cucina che è anche, senza ovviamente raggiungere i tuoi livelli professionali, un po la mia. Una sola domanda….ti ricorderai ovviamente dei tuoi ravioli di stracchino, scorzette di arance e parmigiano… li ho fatti di slancio, veramente buonissimi. Come al solito non mi sono segnato nulla ma mi ricordo benissimo a parte le dosi di colla di pesce? Mi puoi rinfrescare la memoria? Un caro saluto!!!  

  2. Ottima idea quella del tortino! Nella nostra tradizione familiare, patate e carciofi si fermavano alla fase pre-forno, insaporiti con il prezzemolo tritato. Ora proveremo il consiglio, grazie.

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