Il nome segna prepotentemente le distanze con il tradizionale panettone. Anche se la forma e pure gli ingredienti dell’impasto sono gli stessi del dolce milanese da sempre icona del Natale italiano. Il panterrone nasce a Roma da pasticceri salentini. Che l’idea susciti o meno simpatia, la variante è da provare. Non c’è l’uvetta e neppure i soliti canditi. Ma solo piccolissimi pezzi di mandarino. E poi tutti odori e sapori delle terre del sud. Semi di finocchietto, pepite di pasta di mandorla (fatte a mano con mandorle salentine) e fichi secchi macerati per ventiquattr’ ore nell’essenza di finocchietto. E’ piacevole avvertirne i semini tra i denti mentre si mastica. Il profumo è notevole, la morbidezza pure. Donato Perrone, nella Pasticceria Salentina di via Lago Tana, ne sta impastando decine al giorno in questa settimana perché, dopo il successo dell’anno scorso – racconta – adesso vanno a ruba.
Per chi non ama il genere, invece, ci sono anche nuove varianti di pasticciotto create per Natale, e che a Lecce non si trovano: mandorle e fichi, per esempio. O quello alla marmellata di mele cotogne.
Anche se pare che i romani preferiscano sempre quello con le visciole. E i leccesi emigrati quello classico, quello nutella e banana o quello nocciola e pistacchio.
Chi cerca dolci di Natale della tradizione pugliese, qui trova anche le cartellate, sottili sfoglie di pasta fatta di olio, farina e vino bianco e ricoperte di miele o vincotto. I porcedduzzi,che poi sarebbero gli struffoli napoletani.
E il pesce di pasta di mandorla, ripieno di nutella e torroncino oppure di marmellata di mele cotogne e gocce di cioccolato. Un paio di chili si prendono solo a guardarlo.
Pasticceria Salentina, Via Lago Tana, 51. Tel 06 86203994
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