All’ultimo piano della Rinascente di Roma il ristorante cosmopolita tra sushi e cocktail

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foto di Yara Bonanni

All’ultimo piano della Rinascente di via del Tritone a Roma, Enoteca La Torre Tritone è il progetto più informale del gruppo guidato da Silvia Sperduti e Michele Pepponi: sushi dello chef Ricardo Takamitsu, temaki preparati al tavolo, piatti contaminati e cocktail su misura.

 

 

 

All’ultimo piano della Rinascente di via del Tritone, in uno dei punti più attraversati del centro di Roma, c’è un progetto che riesce a fare una cosa non scontata: mantenere un livello alto senza irrigidirsi. Stiamo parlando di Enoteca La Torre Il Tritone, una delle realtà dell’universo Enoteca La Torre guidato da Silvia Sperduti e Michele Pepponi (che comprende anche il catering, Enoteca La Torre Fiume e il due stelle Villa Laetitia).

gli spazi di enoteca la torre tritone a roma
La sala – foto di Mario Suarato

Enoteca La Torre Il Tritone, inaugurata nell’estate 2023, è probabilmente il volto più pop del gruppo, ma non nel senso di semplificato. Piuttosto nel senso di informale, fluido, aperto tutto il giorno e capace di cambiare ritmo a seconda dell’ora. Qui si può arrivare per un pranzo veloce dopo lo shopping, fermarsi al bancone per un cocktail nel tardo pomeriggio o scegliere di sedersi al sushi bar per cena (c’è pure una piccola proposta per la colazione). L’atmosfera resta leggera, mai ingessata. I circa settanta coperti si distribuiscono intorno a due poli visivi: il bancone del sushi e quello della mixology.

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Cosa si mangia da Enoteca La Torre Il Tritone a Roma

Ricardo Takamitsu e Matteo Sparvieri
Lo chef Ricardo Takamitsu e il sous chef Matteo Sparvieri – foto di Yara Bonanni

Il centro del racconto è Ricardo Takamitsu (ve ne avevamo già parlato nel nostro articolo sulla Dogana a Capalbio, il beach club sulla costa toscana gestito da Enoteca La Torre). Nato a San Paolo da madre giapponese e padre brasiliano, formazione tecnica in Giappone e lunga esperienza in Italia, Takamitsu è uno di quegli chef che sanno stare davanti alle persone senza costruirsi un personaggio. Parla dei piatti con leggerezza, ma dietro quella leggerezza c’è disciplina vera: studio dei tagli, rispetto delle temperature, grande attenzione alle consistenze.

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Alcuni dei piatti di Enoteca La Torre Tritone – foto di Yara Bonanni

Il suo sushi non è ortodosso e non prova a esserlo. Non è una replica della tradizione giapponese, ma un linguaggio personale che attraversa culture diverse senza forzature. La materia prima è centrale, ma è la tecnica a fare la differenza. Lo si capisce nel roll al salmone lavorato in cinque cotture e consistenze differenti, un esercizio di equilibrio che mette insieme crudo, marinato, scottato e lavorazioni più complesse senza perdere coerenza. O nel carpaccio (30), dove il taglio diventa parte essenziale del piatto.

Sedersi al bancone significa assistere a un piccolo chef’s table informale. Ma il momento più teatrale, nel senso migliore del termine, è il Temaki Cart (14): lo chef si avvicina al tavolo e prepara il temaki espresso davanti al cliente, arrotolandolo e consegnandolo subito. Per assaggiare un po’ consigliamo di ordinare dalla sezione Sushi Selection (si viaggia dai 14 ai 60 euro), tra sashimi, nigiri, maki e degustazioni di crostacei.

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In carta pappardelle thai e saudar rolls – foto di Yara Bonanni

Accanto al sushi, il menu si muove in modo trasversale. Le pappardelle thai sono uno di quei piatti che spiazzano in un contesto del genere e dimostrano come la cucina possa allargarsi senza perdere identità. Gel di peperone rosso, bisque di gambero rosso e gambero rosso crudo, salsa ponzu e polvere di pomodoro. Non è una questione di etichette (la parola “fusion” qui non piace) ma di contaminazioni naturali, nate dal percorso personale dello chef e del suo secondo, il giovane chef abruzzese Matteo Sparvieri.

Cosa si beve da Enoteca La Torre Il Tritone a Roma

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Da sx: Mauro Maggi, Ulisse d’Ercole e Teodora Eddy Da Silva – foto di Yara Bonanni

A completare l’esperienza c’è una drink list costruita con la stessa logica: tecnica solida, ma approccio sartoriale. Si lavora molto sull’ascolto, adattando i cocktail ai gusti di chi si siede al banco. Da provare il “Tocco da strega”, con Negroni e un ingrediente segreto, servito con un’affumicatura fatta al momento grazie a un mix di incensi. La scelta è molto ampia, 40 proposte tra classici e signature.

La carta dei vini, curata ovviamente da Rudy Travagli, già restaurant manager di Villa Laetitia, conta circa 70 etichette con una buona attenzione a bollicine e bianchi e accompagna bene una cucina che gioca spesso su freschezza e contrasti.

Enoteca La Torre Tritone – Rinascente. Via del Tritone 61, Roma. Tel. 06 62202617. Sito
Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22

 

 

 

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