Dao Chinese Restaurant a Roma inaugura una nuova sede a due passi da Via Veneto. L’imprenditore Jianguo Shu porta la cucina cinese più autentica e raffinata nel centro della Capitale, dopo l’approdo nel 2012 del primo Dao in zona Montesacro e di Dao Bistrot a Piazza Bologna nel 2023.
Quando Jianguo Shu ha aperto il suo primo locale in viale Jonio ormai tredici anni fa era consapevole del fatto che avrebbe fatto la differenza nel mare di insegne presenti a Roma (qui la lista dei migliori ristoranti cinesi di Roma), fedeli a una cucina popolare stile anni Ottanta, dove il riso alla Cantonese e il gelato fritto la facevano da padrone.
Dopo l’apertura di quel primo ristorante nel 2012, cui è seguito un decennio dopo l’arrivo del bistrot in via Ogliastra (lì dove c’era un altro indirizzo cinese, il Dragone d’Oro, di proprietà dei suoceri di Jianguo), è il momento del rione Sallustiano, dove i primi di giugno 2025 ha inaugurato Dao Chinese Restaurant, insegna che celebra una cucina cinese attenta alla tradizione, con uno sguardo alle nuove tendenze culinarie in arrivo direttamente dal gigante asiatico.
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La missione imprenditoriale di Jianguo Shu, proprietario di Dao

“I primi anni è stato molto difficile. C’erano pregiudizi, non è stato facile convincere le persone a fidarsi“ racconta a Puntarella Rossa l’imprenditore, ricordando gli anni in cui ha avviato il suo primo Dao, dove i prezzi erano più alti rispetto agli altri ristoranti cinesi e i clienti faticavano ad accettarlo, viziati da una visione stereotipata e necessariamente low cost della cucina cinese in Occidente. “Da allora sto portando avanti una missione“ aggiunge, rievocando quel viaggio che negli anni Novanta lo ha portato in Italia, partendo da Wenzhou, nella parte sud-orientale della provincia cinese dello Zhejiang. “Non c’ero neanche mai stato prima qui, ma era un momento in cui tutti partivano”, rammenta. Giunto nella Penisola, Jianguo ha capito quello che sarebbe stato il suo impegno imprenditoriale: far conoscere una cucina cinese più autentica.

In questo scenario si inserisce il nuovo Dao, ristorante dove gastronomia, cultura e architettura si uniscono per offrire un’esperienza ancora più immersiva ed elevata. “Finalmente ho trovato una location romana in una zona più strategica. Ho cercato tanti anni un locale in centro”, aggiunge Jianguo Shu, approdato in un’area diventata un piccolo distretto gastronomico, dall’arrivo in zona di Orma nel 2023, a Kohaku, poi Hiromi La Maison o ancora Da’Mare, senza contare l’apertura ormai prossima del Nobu Hotel and Restaurant in via Veneto. Quanto ai primi due locali della famiglia Dao, dove la clientela si fa sempre più giovane, si punterà a una proposta più informale e accessibile, con il locale di viale Jonio in fase di restyling, pronto a riaprire come un secondo bistrot.
Com’è la terza sede di Dao a Roma

Tradizione e sensibilità contemporanea sono due parole chiave per descrivere la location del locale, con i suoi 58 coperti sviluppati e un privé riservato. Il progetto, firmato da Zeki Studio, sotto la guida dell’architetto Emanuela Di Cristino e con la collaborazione dell’architetto Lara Ughetto, fa leva su un design architettonico in dialogo diretto con la tradizione culinaria attraverso l’uso di un linguaggio attuale, fatto di forme morbide, materiali naturali e atmosfere calde. L’ambiente è ispirato alle antiche case da tè, con una reinterpretazione però in chiave moderna, dove spiccano eleganti tavoli rotondi, illuminati da luci tenui. Anche i colori fanno la differenza: c’è il blu della primavera, portatore di buon auspicio e il giallo imperiale, simbolo di ricchezza, così come il nero e l’oro, simbolo di eleganza e qualità. Impossibile non notare anche degli oggetti di antiquariato, come il Gong gigante tibetano all’entrata della sala principale.
Una proposta gastronomica “autentica”

“Autenticità” è una parola chiave che torna spesso nelle parole dell’imprenditore, forse la più rilevante in questa nuova avventura gastronomica. Nel nuovo Dao, come ci spiega, “c’è un ulteriore step”, fatto di sfumature e sapori che stupiscono anche i palati più viziati alla cucina cinese. “Il menu racconta la cultura cinese con autenticità e creatività, offrendo un viaggio tra sapori, consistenze e colori“, chiarisce Jianguo Shu. Le specialità variano dalla cucina regionale cantonese a quella del Sichuan o dello Hunan, tra novità e classici della cucina di Dao, come i gamberi piccanti, il suino alla Dong Po, l’anatra alla pechinese e il cesto di rombo.

Al timone della cucina c’è lo chef Xue Denglong, di origine cantonese, che ha lavorato molti anni in alberghi di lusso cinesi e dal 2010 è arrivato in Italia, passando prima per Milano poi per Prato, fino ad arrivare da Dao Restaurant. Per portare nel nuovo locale piatti iconici e proposte inedite, lo chef ha anche compiuto un viaggio nel suo paese di origine, con l’obiettivo di conoscere e studiarne i sapori emergenti e le tecniche più innovative. Il risultato è un menu fatto di pietanze che riflettono l’anima della Cina di ieri e di oggi, non senza incursioni nostrane, come la carne di Cinta senese, presente nei ravioli Jiaozi. “Me l’ha fatta conoscere la mia amica chef Iside De Cesare”, confessa l’imprenditore. E per i clienti che vogliono lasciarsi trasportare, Xue Denglong ha ideato un menu con 8 portate, tutte da scoprire (70 euro a persona).
Il menu del nuovo Dao a Roma

L’esperienza del nuovo Dao inizia dagli antipasti, dove spiccano i Jiaozi, sia al vapore che saltati. Da provare quello al tartufo, ripieno proprio di Cinta senese (12), usata anche nella versione Suancai, con verdure fermentate (10). Altra alternativa sono gli Xiao Mai, ravioli aperti nella sommità o i wonton fritti, poi le mitiche nuvolette di drago, il toast di gamberi o il cheung fu, un involtino di spaghetti di riso. Per i primi, si spazia dai risi, come quello di Yang Zhou (che in passato abbiamo italianizzato come “riso alla cantonese”) alle zuppe. Vasta anche la scelta delle paste, con una nuova specialità cantonese in carta, il piatto Zhaichang: delle tagliatelle di riso con una salsa a base di sesamo, arachidi e soia (12).

Per i secondi, dallo Hunan, ma vicino per piccantezza alla cucina del Sichuan, c’è il Xiang Wei Niu Rou, un piatto di straccetti di manzo speziati dal sapore intenso e persistente. Tra le novità, lo Shang Tang Long Xia, mezzo astice servito con la sua bisque, accompagnato da una crema di patate di montagna “san yao” e alghe marine. Altra new entry le morbide polpette di tofu, con bambù e maiale macinato, una chicca del menu. Quanto alla carta dei vini, curata dalla sommelier Hiromi Nakayama, include bollicine, vini bianchi, rossi e rosati italiani, così come proposte dall’estero. Immancabile anche il tè, bianco pai mu dan o verde gunpowder, da accompagnare ai piatti.
Dao Chinese Restaurant. Via Sardegna, 19/21, Roma. Tel. 06 38382271. Facebook. Instagram.
Aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15 e dalle 19 alle 23. Chiuso il lunedì.
