In Arabia Saudita ha aperto il primo negozio di alcolici dopo più di 70 anni. È quanto riportato da un diplomatico straniero ad Associated Press (che ha richiesto di rimanere anonimo per questioni di sicurezza), che dà voce a una notizia decisamente inaspettata, visto il rigido regime che qui vige, tra i più conservatori al mondo. Il negozio di alcolici nella capitale Riyad sarebbe aperto solo ai diplomatici stranieri di religione non islamica, ed è stato considerato un tentativo del regime arabo saudita, guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman, di rendere il Paese più accogliente, e quindi più aperto al turismo e al commercio.
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Le regole del negozio

Secondo quanto dichiarato dal diplomatico, il negozio ha il suo interno – per il momento – liquori, vino e due tipi di birra, ed è stato descritto come una sorta di duty free degli aeroporti. All’ingresso c’è l’obbligo di mostrare i propri documenti, per dimostrare di essere effettivamente un diplomatico straniero. Al momento non ci sono troppi dettagli su come effettivamente funzioni il negozio ma, in base a quanto scritto da Reuters (che ha visionato alcuni documenti del governo saudita), i clienti potrebbero doversi iscrivere a un’app per ottenere l’autorizzazione dal regime. Inoltre, non sarà possibile inviare un delegato e ci sarà un limite mensile di acquisti.
L’alcol in Arabia Saudita
Secondo la religione islamica il consumo di alcol è associato all’haram, ovvero un comportamento vietato. In Arabia Saudita il consumo di alcolici è proibito dagli anni ’50 (la causa fu l’uccisione, nel 1951, del diplomatico britannico da parte del principe Mishari bin Abdulaziz Al-Saud, che in quel momento era ubriaco), ed è un divieto comune ad altri Paesi, seppur con applicazioni differenti.
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[Foto Adrien Olichon e Ekrem Osmanoglu via Unsplash]
