Cibo di Domani, il nuovo supplemento gastronomico “geopolitico”

Cibo di Domani, il nuovo supplemento gastronomico mensile.

Il nome della testata non è originalissimo, Cibo, anche se paradossalmente l’uso dell’italiano, invece dei classici food e dintorni, suona quasi innovativo. Domani, il quotidiano edito da Carlo De Benedetti e diretto da Stefano Feltri, prosegue nella costruzione della sua identità e dopo il supplemento culturale – Finzioni – dà vita a un interessante supplemento gastronomico, a cura di Sonia Ricci, che è giornalista del quotidiano e che in passato ha scritto anche per Puntarella Rossa. Cibo si aggiunge agli altri supplementi già in circolazione: Cook del Corriere della Sera e Il Gusto di Gedi (Stampa-Repubblica).

cibo domani Cibo è un supplemento mensile, dal costo di 2,5 euro, ed è un fascicolo separato dal quotidiano. Si caratterizza per un approccio diverso rispetto ai concorrenti. Se Cook si concentra sulle ricette e su storie di grandi chef e grandi brand, Il Gusto privilegia il racconto e la vivacità culturale, Cibo ha l’ambizione di andare oltre. Snobba le ricette e prova a fare una sorta di rivista geopolitica del cibo, con un taglio molto politico e l’ambizione di inserire il mondo della gastronomia nel contesto economico e politico internazionale. Feltri, nell’editoriale di apertura, ha gioco facile nel ricordare che basta una guerra in un luogo lontano, come l’Ucraina, per mandare in crisi il mondo, con la carenza del grano e dei fertilizzanti. E spiega che il supplemento vuole «indagare il miracolo della produzione e consumo di cibo fuori da ogni stereotipo»: «Niente marchette, niente cene a scrocco, rifiuto della logica patinata che piace tanto agli uffici stampa. Per questo partiamo con un’inchiesta sulle cucine e da lì ci allarghiamo a raccontare più le materie prime che le ricette, più le storie che i menu, la geopolitica dell’alimentazione invece che la retorica del made in Italy. I grandi chef ci interessano meno delle tante braccia e teste che realizzano l’impresa quotidiana di connettere i campi con le nostre tavole.

Il primo numero apre con la questione della mancanza di personale in cucina e in sala. Un tema su cui sono stati versati fiumi d’inchiostro e sul quale oggi c’è poco da aggiungere, anche se è comunque interessante l’inchiesta di Livia Montagnoli, giornalista già del Gambero Rosso. Sono molte e pregevoli le firme di Cibo: ci sono Francesca Ciancio (Gambero Rosso), Camilla Baresani, Eugenio Signoroni, Jacopo Cossater (Intravino), Davide Lerner, Lavinia Martini (altra firma di Puntarella Rossa, oltre che di Dissapore e Munchies). Interessanti le rubriche della Montagnoli sul pane e quella di Cossater sul vino, dove si analizza l’amore mai sbocciato tra i millennial (a differenza dei boomer, nati fino al ’64) nei confronti del vino. Sempre bello leggere una penna raffinata e divertente come Camilla Baresani, che scrive un articolo dal titolo “Ci siamo mangiati la sala da pranzo”.

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