Ristoranti in Trentino, le 10 regole per la riapertura del 18 maggio (che fanno passare la voglia di riaprire))

Ristoranti in Trentino, le 10 regole per la riapertura del 18 maggio (che fanno passare la voglia di riaprire). Nella corsa in avanti delle Regioni, rispetto alle comprensibili resistente del governo e del Comitato Tecnico Scientifico, si segnala quella del Trentino che è una Provincia autonoma e quindi ha margini di manovra più ampi.

La fuga del governatore Maurizio Fugatti (nomen omen) prevede una serie di linee guida per la riapertura dei ristoranti che può essere interessante analizzare per capire che strada seguiranno anche gli altri.

1 Tra i punti ormai stabiliti in questa Provincia c’è la gestione degli spazi interni: ci potranno essere al massimo quattro persone ogni dieci metri. Facendo due rapidi calcoli, un locale di 100 metri quadrati potrà ospitare al massimo 40 clienti, rispettando le distanze di sicurezza.
Nel protocollo in discussione si auspica l’uso del famigerato plexiglas, che potrebbe consentire di aumentare la capienza, anche se su questo bisogna aspettare il via libera dell’Autorità sanitaria.

2 Per quanto riguarda il dehors, sarà necessario mantenere la distanza di un metro tra sedia e sedia, calcolando il dorso.

3 Particolarmente dura la misura che riguarda i clienti a uno stesso tavolo:  potranno sedersi insieme solo familiari.

4 Sui tavoli non ci potrà essere praticamente nulla: né oliere, saliere e grissini.

5 Bando anche ai menu, veicolo di potenziali infezioni.

6 Il buffet, naturalmente, non è lecito.

7 I clienti dovranno stare preferibilmente fermi al tavolo.

8 I clienti dovranno essere serviti da camerieri in mascherine e guanti.

9 Sarà vietata l’aria condizionata, almeno fino a quando non ci saranno studi certi sulla pericolosità della stessa. Misura che a Trento può anche essere accettabile molto meno in città del centro sud dove il caldo comincia già a farsi sentire.

10 Necessario differenziare entrate e uscite, ma se questo non fosse possibile occorrerà che il personale disciplini il flusso, per evitare incroci.

Siamo sicuri che sia un modello sostenibile, per ristoratori e clienti?