E’ morto Stefano Bellotti, Cascina degli Ulivi, un uomo da ricordare

E’ morto Stefano Bellotti, Cascina degli Ulivi, un uomo da ricordare

E’ morto Stefano Bellotti, Cascina degli Ulivi, un uomo da ricordare. E morto, ieri sera, dopo aver vendemmiato. Il primo pensiero, stupido e raggelato, come tutti quelli che vengono in questi momenti, è che per lui sia stata la morte migliore. Il secondo è che naturalmente non c’è una morte migliore, non c’è la “bella morte”, c’è solo la morte. Che è fine della vita, dolorosa o meno che sia, fine di un uomo che ha dato tanto al mondo del vino.

Con il suo essere un contadino, ferocemente e ironicamente contrario al pensiero dominante, agli equilibri di potere, alle burocrazie assurde. Un uomo che è stato l’anima di Cascina degli Ulivi, ma anche del movimento biodinamico. Ha trasformato i suoi vini in questa direzione già nel 1984 e poi è diventato il presidente della sezione italiana di Renaissance des Appellations. Ha condotto battaglie picaresche, contro quegli apparati burocratici e di potere che odiano l’indipendenza di pensiero, il vivere e produrre fuori dagli schemi decisi dall’alto. E’ stato sempre paradossale, sorprendente, ribelle, diverso. Era stato uno degli “eroi” di Jonathan Nossiter nel film Resistenza naturale.

Silvia Stefini, di 1701 Franciacorta, che con lui ha condiviso le avventure e le battaglie dentro Renaissance, lo ricorda così: “Una persona speciale, contadino illuminato e visionario, uomo di estrema sensibilità. Maestro e poi amico, il suo lavoro e la sua generosità hanno ispirato tutti noi. Gli dobbiamo un’eredità preziosa da portare avanti con rispetto e grande orgoglio. Siamo pieni di dolore ma sappiamo che sarà sempre con noi, nei nostri cuori, nelle nostre mani e nella sua amata terra. Ciao Stefano, un grande privilegio aver condiviso con te un pezzo di vita”.

 

La sua storia su Triple A

La sua cantina su Identità golose

La biodinamica su Cronache di gusto

La persecuzione su Gusto divino

La guerra su Puntarella Rossa

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