Locanda Rigatoni Roma scrive “froci” a due clienti, il Gay Center: “Revocare la licenza”.

Locanda Rigatoni Roma scrive “froci” a due clienti, il Gay Center: “Revocare la licenza”.

Locanda Rigatoni Roma scrive “froci” a due clienti, il Gay Center: “Revocare la licenza”.La Locanda Rigatoni è un locale senza infamia e soprattutto senza lode che si affaccia su piazza San Giovanni. Le cronache raccontano di un episodio grave accaduto giovedì. Una coppia di giovani romani omosessuali mangia e chiede di togliere il pecorino dalla carbonara. A fine pasto, arriva lo scontrino. Un’occhiata rapida ed ecco la sorpresa: “Rigatoni carbonara 9 euro, no pecorino sì frocio“. I due lo fanno notare al cameriere, che prima parla di errore “tecnico” (eh?), poi di “scherzo“. Arriva la proprietaria e le spiegazioni sono le stesse: errore e scherzo. Nessuno chiede scusa, anzi il cameriere si lamenta della cattiva pubblicità che i due stanno facendo al locale. La proprietaria per tentare di chiudere la vicenda, paga il conto, cercando più che di scusarsi di pagare il silenzio.

Una volta fuori, scatta la denuncia al sito LGBT Bitchyf e alla linea Gay Help Line. Fabrizio Marrazzo, responsabile della linea, attacca: “Quanto accaduto non ha nulla di divertente. Non è accettabile che una coppia gay non possa andare in un ristorante nel centro della Capitale senza venire offesa e rovinarsi la serata. Richiediamo alla Sindaca Raggi di revocare la licenza al ristorante e valutare anche le sanzioni da adottare. I ristoranti sono dei locali con licenza pubblica e pertanto azioni discriminatorie non possono essere consentite. Inoltre, invitiamo sin da subito tutti i cittadini e turisti a boicottare tale ristorante“.

Difficile che il Comune possa intervenire, anche se in un caso del genere ci sarebbero forse gli estremi. Quello che sicuramente dovrebbe accadere, e che a Roma accade troppo raramente, è che scatti la sanzione sociale. Che il locale a causa del comportamento omofobo e razzista venga disertato. Roma non si può permettere l’intolleranza e la prepotenza. Per ferrmarla, bisogna denunciarla e mettere i cittadini nella condizione di scegliere.

Aggiornamento

Dopo il clamore pubblico, il ristorante ha reso noto di avere licenziato il cameriere (che comunque lavorava nel locale, come dichiarato, “in modo saltuario”).
Ecco la nota del ristorante: “Un atto inqualificabile dal quale prendiamo le più decise e convinte distanze. il cameriere è stato licenziato. Giovedì 19 luglio è accaduto un fatto grave. Nel nostro locale, un cameriere ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti stampando sulla comanda un insulto omofobo, da cui tutta la direzione e il personale della ‘Locanda Rigatoni’ prende le più decise e convinte distanze”. “Ci teniamo a precisare che, fermo restando la gravità dei fatti, la direttrice del locale ha immediatamente condannato l’atto del cameriere e si è scusata con i clienti, inorridita dal fatto incriminato come e, se possibile, più di loro. Coerentemente con tale comportamento – comunichiamo che il cameriere è stato licenziato in tronco, non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile della Locanda Rigatoni. Ovviamente il cameriere responsabile di questa spiacevole vicenda ne risponderà in prima persona”.
“La proprietà, lo staff del locale e la direttrice da sempre considerano la Locanda Rigatoni la casa di tutti. Siamo da tempo impegnati in programmi per l’integrazione di rifugiati nel nostro locale e chiediamo ufficialmente alla comunità LGBT di costruire insieme un percorso per riaffermare i valori di tolleranza, rispetto e apertura, che sono da sempre gli elementi fondanti del nostro modo di fare ristorazione”.

Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e Flavia Marzano, assessora alla Roma Semplice, hanno diramato una nota: “Gravissimo l’episodio di omofobia denunciato da Gay Center, che ha raccolto la testimonianza di due clienti di un ristorante in zona San Giovanni. Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità e libertà personali. Quanto al contesto in cui si sono consumate le offese, ricordiamo che Roma è, e rimarrà, Capitale dell’inclusione e dell’accoglienza, tanto da aver istituito proprio per i professionisti che lavorano con il pubblico – ristoratori, albergatori, tassisti – corsi formativi incentrati sul `galateo dell’accoglienza. Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche, anche a seguito dell’eventuale denuncia. Esprimiamo solidarietà ai due ragazzi vittime dell’ignoranza. Episodi simili offendono tutta la città».

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