Er Murena

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di Er Murena

Dove mangiare bene a Monti: viaggio nel rione più antico (e più radical chic) di Roma

Dove mangiare bene a Monti: viaggio nel rione più antico (e più radical chic) di Roma

Dove mangiare bene a Monti, Roma: viaggio nel rione. I vecchi abitanti di Monti, guardando i nuovi arrivati, i Madre, gli Yugo, i Temakinho, scuotono il capo. Ah, non è più come una volta. E meno male, diciamo noi, visto che una volta il rione Monti era un ricettacolo di crimine e sozzure, un postribolo a cielo aperto, non a caso sede della suburra, il luogo più antico, e meno raccomandabile, di Roma. Poi, negli anni ’80 e ’90, si è trasformato, è diventato chic, poi radical chic, poi un po’ hipster e poi si è  “trasteverizzato”, cioè riempito di minimarket, cineserie  e street food dozzinali. Per non parlare dei locali a uso riciclaggio, appannaggio di piccoli e grandi mafie.

monti snapseed
Ma Monti, perso il fascino romantico della nostalgia, mantiene un’aura particolare, con le sue stradine e una popolazione di residenti che unisce vecchi artigiani a giovani intellettuali, expat e romani doc. E resta uno dei quartieri, pardon rioni, più belli di Roma. Qui non è il posto giusto per una cena gourmet, ma le sue vie si prestano bene a un’esplorazione rabdomantica, erratica, per scoprire posticini nei quali si sta bene e ci si gode l’aria, la vita e perfino Roma.

Dove mangiare e bere a Monti

Colazione

bar la licataPer colazione ci si deve accontentare. Si può scegliere la magia della piazzetta (purtroppo non ci si vedono più Mario Monicelli e Valentino Parlato, bisogna farsi bastare Clio Napoletano e Giulietto Chiesa), con un bar che non fa della qualità il suo credo. Altrimenti c’è Analemma, che non ha mai trovato una sua vera identità. Noi preferiamo il caos vitalissimo del bar La Licata, con la frenesia simpatica dei camerieri che chiamano “dottore” avvocati e netturbini.

Wine Bar

I migliori wine bar di Roma Fafiuché

Salendo per via dei Serpenti incontriamo il sushi d’asporto di Daruma (lo sapevate che i proprietari sono ebrei e che hanno creato il primo sushi kosher?), una gastronomia che ha visto tempi migliori, perennemente vuota, l’immarcescibile fruttarola Tita e, dall’altro lato, poco prima della vecchia casa di Monicelli, una buona enoteca, Al Vino Al Vino, patria dello scrittore Matteo Nucci e di un nucleo di fedelissimi. Qui c’è il tenero Giacomo, perennemente in Lacoste, che con lena discutibile affetta formaggi e salumi e serve l’unico altro cibo presente, la parmigiana. Fuori dalla porta di Al Vino al Vino c’è una piccola folla di quarantenni più o meno progressisti. Altra età e altra fauna rispetto alle fanciulle in fiore di Temaquinho, furbissimo locali trendy che unisce la moda sushi con quella carioca.
Ma tornando ai wine bar, Monti ne è fortunatamente ben dotato. Il nostro preferito – per qualità, simpatia, cucina, ambiente, è Fafiuché, piccola perla di via Madonna dei Monti. Un drappello di tavolini fuori, vini piemontesi e tiella pugliese, le due anime della coppia di proprietari, Andrea e Maria, coadiuvate dal riccio furbo e funambolico del figlio Gianmarco, giovanissimo ma già rodato nella vita e nei vini. Con minore intensità, ci piace la Barrique di via del Boschetto, più quieta e con meno anima, ma perfetta per un bicchiere e un piatto in serenità. In alternativa, di fronte, c’è la Peroni, trattoria storica che lavora per sottrazione: scamorza, agretti e poco altro (ha aggiunto la pasta negli scorsi anni provocando un’ondata di sopraccigli frementi negli storici frequentatori).
Per concludere il capitolo enoteche, non si possono non citare I tre scalini, il bar che vanta più tentativi di imitazioni di Roma, con la sua imperscrutabile formula di birreria e bar che attira in egual modo giovani e anziani, borgatari e turisti, hipster e ragionieri. Tanto calore umano e un bel bancone che favorisce gli scambi culturali e umani più dell’Erasmus. Più defilata, e ormai stritolata nel cul de sac della pedonalità turistica della prima parte di via Cavour, la storica Cavour 313, che resiste, per ora, all’avanza di postacci e minimarket.

Ristoranti e trattorie

yugo roma montiE se si vuole cenare? Già, bella domanda. Il ristorante più gourmet è forse l’Asino d’Oro, guidato con mano ferma (forse un po’ troppo, un po’ di movimento potrebbe giovare) dallo chef umbro Lucio Sforza. Se si vuole una trattoria tradizionale di discreta qualità, ma un po’ funestata dai turisti, c’è La Taverna dei Fori imperiali. Di recente ha aperto l’Osteria Oliva, nella parte alta di via dei Serpenti, gestita da uno chef noto, Fabio Baldassarre, dal quale ci si aspettava di più. Cosa resta? Su via Lanza, fuori da quadrilatero di fuoco, c’è il buon Rocco, senza pretese gourmet e con una discreta qualità (anche d’ambiente). A pochi metri l’ambizioso Cuoco e Camicia, che sta cercando una sua personalità ma è già a un buon punto. Per il resto si può mangiucchiare quà e là: c’è la Ravioleria Mariolina, che dopo un ottimo inizio ha avuto qualche difficoltà; c’è Broccoletti, di buona qualità ma un po’ troppo costoso; c’è Urbana 47, bello e molto apprezzato dai turisti, ma con una cucina deludente. In ascesa, invece, ma da verificare meglio, un insospettabile: il Peperoncino d’oro, al quale non daresti due lire e che invece sorprende, con la sua cucina calabrese.
E ci sono gli stranieri. E su questo possiamo segnalare una certezza: il giapponese Hasekura. Una promessa, la cucina fusion di Yugo (che per ora piace più per l’atmosfera moderna e per i cocktail).   E molti dubbi: i tre indiani a pochi metri l’uno dall’altro (Guru, Mahrajah e Mother India) non ci hanno mai convinto fino in fondo (sempre troppo tristi e buttati via).

Cocktail bar

cocktail-apt

Il nostro preferito è l’Apt, grande classe, grande professionalità e cocktail eseguiti a regola d’arte. Più frequentato da stranieri e giovanissimi è il Black Market (che ha dalla sua un bel calendario di concerti e un aperitivo buffet). Raffinato e artistico, il Sacripante, dentro una galleria d’arte, con uno bel bancone e atmosfera internazionale. Spostandosi, non di troppo, lo splendido e ottimo (in cucina c’è il bravo Fabio Pecelli) Caffè Propaganda, ai piedi del Colosseo, e i due speak easy e cocktail bar di via Labicana, Race Club e Barber Shop. Menzione speciale per Libro Divino, che da fuori sempre un corridoio moderno e inospitale e invece sorprende: il proprietario, genovese, riesce a creare un’ottima atmosfera (anche grazie alla musica), vino e cocktail sono di qualità, e il biliardino è una bella sfida.

Street Food

trieste pizza pizzettaSe si vuole mangiucchiare, a Monti non c’è che l’imbarazzo della scelta:  c’è l’Avocado Bar, idea originale non declinata alla perfezione, per il momento; l’ottima Montanara fatta al momento di Ce stamo a pensà; la straordinaria pizzetta tonda di Pizza Trieste; i panini creativi di Zia Rosetta, che fa il miracolo di trasformare un locale microscopico in un posto piacevole e pieno di musica; la tartare e le centrifughe di un locale allegro, originale e fresco, Aromaticus; i tacos, se si vuole risparmiare e si è molto giovani, di Tacos & Beer; le galettes (crèpes salate) di Crêpes Galettes.  

Gelaterie

Gusto nocciola: il nuovo gelato crudista di Grezzo, a Monti, propone gusti a base di ingredienti che non essendo cotti conservano inalterate tutte le loro proprietà e i nutrienti

La migliore, finora, è Fata Morgana: gusti originali (alcuni anche troppo) e la possibilità di goderseli nella bellissima piazzetta degli Zingari. Poco altro da segnalare: la Gelateria dell’Angeletto e la neonata, dell’omonima catena Paolessi, non indimenticabile. Se invece volete qualcosa di unico e introvabile, allora Grezzo, la gelateria crudista dello chef Vito Cortese è quello che fa per voi.

Pizzerie 

madre-roma-monti-pizzaLa Madre di tutte le pizzerie di Monti è (scusate) Madre. Er Murena l’ha stroncata appena aperta, e a ragione, visto un servizio discutibile e prezzi supersonici. Con il tempo, però, il servizio è migliorato anche se i prezzi son rimasti stabilmente alti. Però resta indiscutibilmente un bel posto, moderno e con un’ottima pizza. Se si vuole un’alternativa economica e ruspante, si può consigliare Le Carrette (e sconsigliare l’acchiappaturisti Chicco di Grano)

Asporto

daruma sushi

Di fronte al dilagare dei Pasta pronta e dintorni, la diffidenza è legittima. Ma il Pasta chef di via Baccina è di qualità superiore e potrà aiutarvi a cavarvela, per una cena davanti alla tv. Altra risorsa utilissima, il già citato Daruma Sushi. E poi molti altri, grazie ai servizi di Foodora e company.

Ma ora siamo pronti per dirvi i nostri locali del cuore. Eccoli

I nostri preferiti 
Il vino e la simpatia di Fafiuché
I panini gourmet di Zia Rosetta
Le tartare e le centrifughe di Aromaticus
Le bombette di patate fritta di finocchiona di Rocco
La pizzetta tonda di Pizza Trieste
Il biliardino e la musica di Libro Di Vino
I cocktail e la professionalità di Apt

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