Cracco contro la stampa: “Parlare di me fa clic, grande tristezza”

Cracco contro la stampa Che non si dica che Cracco non sia paziente. Denunciato per aver cucinato un piccione a Masterchef, braccato nel suo ristorante dai vegani astiosi, continuamente punzecchiato per ogni piccola presunta mancanza. Mai nessuna reazione. Aveva chiuso la faccenda con una battuta sul palco di Identità Golose un paio di mesi fa, definendola “una storia triste”. E non dimentichiamo la polemica dell’aglio nella amatriciana. Ma dopo l’articolo della Cronaca di Verona che stronca la cena di gala del Vinitaly, Cracco non ce l’ha più fatta: ed è sbottato su Facebook. 

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Una cena di gala “indigesta”, è stata definita, quella per Vinitaly. A detta dei partecipanti un flop che ha fatto rimpiangere addirittura le patatine di cui lo chef è testimonial. La pazienza del buon Carlo a questo punto è messa a dura prova. Passi pure questa, sebbene lanciata da un quotidiano locale e poi rilanciata da diverse testate tramite i social. Non è sfuggita nemmeno a Dagospia. Abbiamo finito? Certo che no.

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E’ di ieri 18 aprile la comunicazione da parte del quotidiano “La cronaca di Veronca e del Veneto” in cui ci si (auto) congratula per il picco di visitatori (ben 15 mila) e per la viralità di Facebook grazie all’articolo di Cracco e il Vinitaly (che ha registrato ben 8500 visualizzazioni). Oltre al danno la beffa. Infatti Carlo stavolta non ci sta e si sfoga sulla sua pagina Facebook ufficiale. “Oramai parlare male di me o attaccarmi per qualunque cosa è diventato l’hobby più ambito per ottenere più visualizzazioni o più notorietà. […] Parlando di me sanno che faranno parlare di loro”.

Può stare simpatico o no Cracco e quel che è certo è che in questi anni si è costruito una solida fama, e un bel gruzzoletto, anche grazie alle trovate mediatiche, ampiamente pubblicizzate dalla stampa. Può capitare che, in questi casi, i media ti si rivoltino contro. E allora caro Cracco, conviene ricordarsi il vecchio motto di Humphrey Bogart: “E’ la stampa bellezza. E tu non ci puoi far niente”.