Il Bacaro risorto a Venezia. Se chiedi a un veneziano un buon ristorante dove mangiare, ti dicono subito: “Ma vai a un bacaro, quale ristorante”. Dove per bacaro si intendono quei bar dove si passano le ore tra cicchetti (assaggi di cibo veneziano) e ombre de vin (bicchieri di vino). Genere tra lo sparito e il turistico, ma qualcosa di buono si trova ancora. Per esempio questo Bacaro risorto, dove la passione dei due gestori (Jacopo e Mattia) si misura nella qualità dell’offerta (birre artigianali e vini naturali in quantità) e nella generosità dei racconti.
Il nome di Bacaro risorto si deve al fatto che, facendo i lavori qualche anno fa, si è ricostruito che sulle sue fondamenta c’era un altro bacaro, antichissimo, tra i primi se non il primo della città. Siamo in una zona centralissima della città, in Campo San Provolo.
l locale è minuscolo, un bancone con pochissimi posti e poi tutti fuori a bere.
Tra le etichette, spumanti naturali, il chiaretto e bottiglie di produttori originali e ribelli, come quella che vedete che riporta la scritta in etichetta: “Vino volutamente declassato”. In polemica con le denominazioni di origine.
Anche la buona birra artigianale (del birrificio Crak di Campodarsego, Padova) venduta nel locale si pone in maniera piuttosto spiccia e polemica, come si evince dal sito.
Detto questo, si beve e si mangia bene (sarde in saor, baccalà, pizzette, tardini) e soprattutto si sta bene come poche volte a Venezia.
Bacaro Risorto – Castello 4700, Fondamenta Osmarin, Venezia

