Settembrini, il tempio gourmet

Aggiornato maggio 2011

English review at the bottom

 
Settembrini come la via di Prati che li ospita. Settembrini come Luigi, scrittore e patriota. Settembrini come il personaggio della Montagna incantata. Settembrini come il ristorante che riesce a modellare in un impasto straordinario il solitamente indigeribile connubio modernità-eleganza e tradizione-calore. Lo fa attraverso il sapiente dosaggio di elementi pseudocoloniali ad altri modernissimi e quasi minimal e attraverso la gestione perfetta di una luce calda e diffusa. Soprattutto a partire dal cambio di gestione, che risale al 2007 e che ha visto arrivare tra i soci Marco Ledda, Settembrini è ormai entrato a pieno titolo nei migliori ristoranti romani, avvalendosi dell'ottimo chef Luigi Nastri. Triplicando l'offerta: accanto al ristorante, ora c'è il Caffè Settembrini (ex Giolitti) che offre un pranzo semplice ma gourmet sul bel dehor. E poi l'ultimo nato, la libreria take away Set, dall'altra parte della strada.
 
L'AMBIENTE All'ingresso c'è un bel dehors pergolato, a pochi metri da una farmacia con tanto di distributore automatico di profilattici (il che non è scontato, visto che siamo a Prati, a pochi passi da casa paparatzi). L'ambiente interno è splendido e caldo, un bel bancone con una maestosa affettatrice rossa e antica: più che altro di bellezza, perché al fianco c'è un prosciuttone pronto per farsi affilare da un coltello. Dietro il bancone c'è una grande lavagna nera con i piatti del giorno. Alle pareti spiccano originali scaffali di legno asimmetrici che contengono bottiglie di vino ma anche libri. E non di quelli del Club degli editori, messi per far scena. Sembrano libri veri, magari anche letti: come il per nulla scontato Emanuel Carnevali del "Primo Dio". E poi i vecchi libri cartonati e marroncini della Piccola Biblioteca Mondadori, da Pigmalione a Jules e Jim. C'è anche l'indispensabile Manuale del vero gaudente, giusto per ricordare che la letteratura è necessaria ma non sufficiente. Inframezzati alle pareti ci sono due enormi quadri polittici, che ritraggono una quercia secolare.
 
IL MENU C'è un menu di pesce a 55 euro che comprende caprese di triglia con asparagi, baccalà in brodo di limone e bucce di piselli, minestra di pasta mista con ceci e gamberi, zuppa di pesce, crema di pistaccio e lavanda con ravioli di mela verde. Il menù di carne prevede lasagne e crudo di carne, insalata di anatra affumicata e ciliege, zuppa di ricotta di bufala con paccheri ripieni di agnello e zenzero, piccioni alle erbe con marmellata. Torta di cioccolato con composta di fragole e cannella salata. Tra gli altri piatti ci sono i crudi di pesce (24 euro), la caprese di triglia con asparagi (26), i fagioli nella pasta con le cozze (14 euro), la minestra di pasta mista con ceci e gamberi (16). Non mancano il pescato del giorno (20 euro) e un maialino al latte (20). Seguono la torta del giorno (10) e il gelato (7). Nel menù c'è anche una citazione di Joyce, che fa al caso nostro: Dio fece il cibo ma il diavolo fece i cuochi. Sempre amato l'inferno.
 
 
LO CHEF Ha 37 anni, barba con pizzetto, due orecchini al lobo destro, ventre prominente. Buddista ed ex vegetariano, Luigi Nastri è quel che si dice un personaggio: burbero e quasi mai sorridente (la foto accanto è un'eccezione preziosa…), odia la televisione e la ribalta e i soci devono sudare sette camicie per farlo apparire negli eventi che contano. Ma quando è cucina va alla grande. Del resto ha una carriera di tutto rispetto e decisamente variegata: per otto anni ha fatto il lavapiatti, ha lavorato in Indonesia e in Cina e ha collaborato con Fulvio Pierangelini, Gennaro Esposito e Davide Scabin. 
 
IL CONSIGLIO Se siete almeno sei, provate a prenotare la sala sotterranea. Mangerete immersi nella quiete della cantina dei vini, su un tavolone unico, tutto per voi.

Bonus
: il prosciutto al coltello, il maialino al latte, i crudi di pesce. La lista dei vini, curata da Luca Boccoli. Nella carta ci sono anche 120 produttori diversi di champagne. Etichette di qualità anche a prezzi abbordabili: consigliamo l'Etna Rosso dei Vigneri, 18 euro.

Malus
: le porzioni non sempre abbondanti, i prezzi non particolarmente modici.

I voti di Puntarella
Cucina 7,5
Ambiente 7,5
Servizio 7
Prezzi Medio-Alti

Via Settembrini 27 Tel: 06 3232617 https://www.ristorantesettembrini.it/

English review

One of the gourmet temples of Rome. Situated in the in the elegant Prati neighbourhood, offering refined and sophisticated cuisine. Amongst the dishes prepared by chef Luigi Nastri are: rare meat with yogurt and liquorice; chicken and potato ravioli; sea bass with aubergine, apples and seawater; grilled beef with mushroom, turnip and hazelnuts. There are three tasting menus: 55 euro (four dishes) 65 euro (seven dishes) or 100 euro (seven dishes with wine matched by sommelier Luca Boccoli). The very hip Settembrini has also opened a café right next to the restaurant, where you can have aperitivi and lunch .


5 Commenti

  1. Sì sono d'accordo su tutto, anche se tra i bonus aggiungerei la presenza di Luca Boccoli, per me un poeta del vino (Responsabile carta vini del ristorante).

    Stefania

  2. Locale accogliente, servizio simpatico, lista dei vini soddisfacente con ricarico alto, cibo molto buono, porzioni micragnose: una zuppa di pesce sarebbe entrata in una tazza da caffèlatte. Per 60 € a testa vorrei uscire sazio.
    Posto da piacioni, ideale per portare a cena fuori una donna a dieta.

  3. C'ero stato lo scorso autunno, bene.
    Ci sono tornato ieri sera.
    Menù degustazione di pesce su ispirazione dello chef (55 €): benissimo, e le quantità erano più che ragionevoli per un pranzo da quattro portate (+ il benvenuto della cucina).
    Da bere Chablis 2008 (38 €), buono.
    Alla fine grande soddisfazione mia e degli altri tre commensali.
    Speriamo che l'ampliamento del locale non lo facca "deragliare" …
    Saluti. Giovanni

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