Nel via vai intorno al Vaticano c’è una piccola vineria da conoscere: 400 etichette e mescita a prezzi onestissimi

gli spazi di vineria risorgimento a roma

Vineria Risorgimento a Roma, aperta nei locali che un tempo ospitavano Pergamino, punta su una selezione di 400 etichette, mescita accessibile (7-10 euro) e una proposta costruita sul terroir, sfidando una delle zone più turistiche della città.

 

 

 

 

Aprire una micro vineria a due passi dal Vaticano per portare qualità in una zona iper turistica? Una scelta coraggiosa, coraggiosissima. Eppure c’è chi ha voluto rischiare. Il progetto si chiama Vineria Risorgimento, dal nome della piazza dove si affaccia, piazza Risorgimento appunto, negli spazi precedentemente occupati da Pergamino.

L'esterno di Vineria Risorgimento a Roma
L’esterno di Vineria Risorgimento, su piazza Risorgimento

Ed è proprio dal progetto di Luigi Parise (dietro anche al Morrison’s e Be.Re), il primo a portare caffè specialty a Roma, che nasce questo locale. Ce lo racconta Sirio Di Francesco, socio di Parise in questa nuova avventura, iniziata ad agosto 2025. “Ancora oggi, a distanza di diversi mesi, c’è chi entra qui e, senza neppure guardarsi intorno, ci chiede un caffè“, scherza Di Francesco che nel settore ci è arrivato grazie alle birre artigianali, poi ha aperto Argot Prati e nel mentre è rimasto folgorato dal vino, studiando e assaggiando il più possibile.

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Cosa si beve da Vineria Risorgimento a Roma

sirio di francesco
Sirio Di Francesco, volto di Vineria Risorgimento

La scelta di aprire proprio ad agosto, con Roma semivuota, è stata anche un modo per prendere le misure: capire i flussi, osservare il pubblico, in altre parole ‘rodarsi’, come dicono gli addetti ai lavori. A distanza di qualche mese, l’identità è diventata più chiara, anche per chi passa di qui per caso. L’obiettivo dichiarato? Lavorare sul vino con profondità, senza adeguarsi ai meccanismi della zona.

Il risultato è un locale piccolino, chi era stato da Pergamino lo sa: meno di 30 coperti in tutto, tra interno ed esterno, con tre posti al bancone e pochi tavoli, ma una carta vini che si aggira sulle 400 referenze. La selezione segue una linea precisa: niente inseguimento delle mode, niente etichette scelte “perché si vendono”. Qui si lavora su produttori e territori, su vini che raccontano l’interazione tra il luogo e la mano di chi lo lavora, il cosiddetto terroir. “Mi piace parlare di vino artigianale – racconta Di Francesco – con un’idea molto concreta di coerenza produttiva”. Italia e molta Francia occupano la fetta principale della carta, con qualche incursione in altri paesi europei, e una presenza costante anche del Lazio.

i vini di vineria risorgimento a roma
Il ‘muro’ del vino

Il lavoro di selezione passa da Di Francesco, figura appassionata e dalla competenza maniacale che racconta la bottiglia senza forzature, ma con una convinzione che si percepisce subito. Il vino che si trova qui è quello che piace a lui, senza grandi compromessi.

La grande mescita di Vineria Risorgimento a Roma

vineria risorgimento roma

Un ruolo importante lo gioca la mescita che ci ha sorpreso per i prezzi assolutamente onesti: si parte da 7 euro e si arriva a 10, con una selezione che cambia spesso e che include sempre qualche proposta laziale. È uno degli strumenti con cui il locale prova a rompere un’abitudine diffusa in centro, associare automaticamente posizione e prezzi alti. A breve dovrebbe lavorare anche con il Coravin, che permetterà di aprire bottiglie più importanti senza doverle inserire stabilmente in carta al calice.

L’idea, in fondo, è semplice: creare un posto dove si possa entrare senza troppe sovrastrutture. Fermarsi per un bicchiere veloce per 15 minuti oppure restare più a lungo, senza la sensazione di dover “consumare” per forza. Un luogo in cui il vino è il motivo per cui si arriva, ma restando accessibile anche a chi vuole semplicemente bere bene.

Cosa si mangia da Vineria Risorgimento a Roma

vineria risorgimento a roma
Calici e piatti per tutta la giornata

La cucina segue la stessa logica. È volutamente secondaria, pensata per accompagnare e non per spostare l’attenzione. Il menu è breve e costruito su una selezione di salumi (20 euro) e formaggi (18), con una buona presenza di prodotti laziali (Tenuta Il Radichino) e le chicche di Beppe Giovale, poi sottoli e preparazioni semplici, come il petto d’oca affumicato (13) con pane del Panificio Marè e le uova in purgatorio (14), oltre a qualche proposta più sostanziosa come i golosi panini (qui li chiamano padellotti). Tutto funziona come supporto: buono, curato, ma senza l’ambizione di prendersi la scena.

In uno spazio dominato da un muro di bottiglie, dove ogni etichetta è visibile, il messaggio è abbastanza chiaro: qui si viene per bere. E per farlo con calma, anche in una delle zone più affollate della città.

Vineria Risorgimento. Piazza Risorgimento 7, Roma. Tel. 06 89533745. Instagram 
Aperto tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte

 

 

 

 

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