Dove mangiare il ramen a Roma: gli indirizzi da non perdere

Dove mangiare il ramen a Roma, gli indirizzi da non perdere tra piatti fumanti, brodi intensi, noodles tirati a mano.

 

 

 

 

Il ramen è uno di quei piatti che sta conquistando sempre più spazio nelle abitudini dei romani, seguendo l’onda lunga del successo del sushi e del crescente interesse verso la cucina tradizionale giapponese. Ciotole fumanti, brodi intensi, noodles tirati a mano hanno conquistato appassionati e curiosi. La forte partecipazione all’ultimo Festival del Giappone a Roma lo ha dimostrato chiaramente: sempre più persone vogliono avvicinarsi alla cultura gastronomica del Sol Levante, andando oltre i classici roll e nigiri. E il ramen, con i suoi diversi stili (dal tonkotsu al miso, passando per il più leggero shoyu), è il modo più semplice e buono per farlo. Ecco quindi una selezione di dieci indirizzi a Roma dove assaggiare un ramen per un viaggio in Giappone senza lasciare la Capitale.

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Dove mangiare il ramen a Roma

Kou Kou 

Si parte da Koû Koû, aperto a luglio 2024 vicino a Lepanto, che porta a Roma un inedito incontro tra cucina tradizionale giapponese e pasticceria francese, firmato Paola Mazzeo e Wataru Izumo. Non si tratta di un’izakaya né di un ristorante di sushi, ma di un locale che richiama le esperienze gastronomiche franco-nipponiche tipiche di Tokyo e Parigi. Qui il protagonista è lo Shoyu ramen dello chef Izumo, preparato seguendo la ricetta appresa da un anziano maestro nella sua terra natale. Un brodo intenso e autentico a base di carne di maiale e pollo, aglio, zenzero cipollotti, funghi shitake secchi, alga konbu, niboshi e katsuobushi. I noodles sono tirati a mano e la bowl si completa con una salsa a base di soia e peperoncino, olio aromatizzato (zenzero, cipolla, sesamo e peperoncino), chashu, alga nori e uovo marinato.

Koû Koû. Via Monte Pertica 41, Roma. Tel. 351 310 0815. Facebook. Instagram

Kohaku

Ci trasferiamo nel quartiere Ludovisi, dove Sabrina Bai (già alla guida di Shiroya, dedicato alla cucina giapponese tradizionale), ha dato vita a Kohaku (qui il nostro articolo), ristorante di cucina kaiseki. Aperto in via Marche a novembre 2022, il progetto vede al suo fianco gli chef Hideyuki Matsushita e Kazuaki Kawane. Tra le specialità figura il Kaisen Ramen (18 euro), proposto nella versione a base di pesce e frutti di mare, con mazzancolla e capasanta, e un brodo chiaro e saporito a base di salsa di soia, arricchito con menma (bambù fermentato) e uovo marinato.

Kohaku. Via Marche 66, Roma. Tel. 06 4566 5202. Sito. Facebook. Instagram

Ie Koji

Siamo in zona Cipro, da Ie Koji, izakaya dello chef Koji Nakai (già proprietario di Nakai) e di Roberto Salvati (proprietario di Sakana Sushi). L’insegna, al civico 13 di via Marcantonio Bragadin, ha ricevuto la Puntarella d’Oro 2025 come miglior cucina internazionale. Qui lo chef Koji propone le autentiche ricette della sua infanzia, ispirate ai piatti della madre e della nonna, senza alcuna rivisitazione occidentale. Tra queste troviamo la sua versione di ramen: il Tan-Tan Meng (16 euro), un brodo a base di pollo e maiale, leggermente piccante e latte di soia, servito con macinato di carne con miso, uovo e germogli di soia.

Ie Koji. Via Marcantonio Bragadin 13, Roma. Tel. 348 4302368. Instagram. Facebook

Waraku

Nel cuore del Prenestino, Waraku è una piccola izakaya autentica dove il ramen è protagonista assoluto già dal 2017. Qui la cucina segue la tradizione giapponese più casalinga, fatta di brodi, carne, verdure e noodles lavorati a mano. Alla guida, Maurizio Di Stefano in sala e Miwako, che porta in cucina i sapori della sua terra. I ramen variano dal brodo di pollo a quello di manzo fino al miso più intenso, sempre serviti secondo l’usanza giapponese: si sorseggia il brodo (anche rumorosamente), per poi passare ai noodles con il cucchiaio. Il brodo di carne e verdure richiede diverse ore di bollitura, ma soprattutto non prevede glutammato monosodico, in modo da rendere la zuppa delicata e con soli ingredienti naturali, proprio come viene insegnato in Giappone.

Waraku. Via Prenestina 321, Roma. Tel. 06 2170 2358. Facebook

Mama Ya

In via Ostiense, Mama Ya Ramen è un piccolo locale con cucina a vista, che propone un ramen artigianale, seguendo le ricette del maestro Kotaro Noda e la mano dello chef Mariana Catellani. Il menu si concentra su tonkotsu e shoyu, con brodi cotti a lungo e noodles freschi. Tra le specialità, il MamaYa Ramen (15 euro) unisce brodo di pollo, noodles freschi, pollo marinato cotto a bassa temperatura, mezzo uovo marinato, cipollotto e alga nori. Non mancano alcune varianti stagionali a completare l’offerta di questo indirizzo di riferimento per il ramen.

Mama Ya Ramen. Via Ostiense 166/A, Roma. Tel. 393 812 3386. Sito.

Shiroya

A pochi passi da Campo de’ Fiori, Shiroya si propone come un riferimento per chi cerca un’autentica cucina giapponese a Roma. Sabrina Bai, stessa proprietaria di Kohaku, si pone l’obiettivo di portare in tavola la freschezza delle materie prime e l’accuratezza tecnica dello chef e del sushi chef, puntando su sapori essenziali e dettagli curati in un ambiente raccolto e accogliente. Tra le specialità, il Miso Ramen (18,5 euro) spicca per il brodo di maiale e miso, accompagnato da arrosto di maiale, uovo marinato, alghe, germogli di soia, mais, naruto, bambù ed erba cipollina.

Shiroya. Via de’ Baullari 147a, Roma. Tel. +39 06 6476 0753. Sito. Facebook. Instagram

Umami

Umami trattoria giapponese porta all’Appio la vera cucina del Kantō. È ormai tra gli indirizzi chiave per il ramen a Roma, contribuendo a spostare l’attenzione oltre il solito sushi e sashimi. Il suo Umami Ramen (19 euro) è un comfort food fatto con attenzione e precisione: noodles tirati a mano in un brodo concentrato, ottenuto da una lunga cottura di ossa e zampe di pollo, gallina, maiale e manzo. In topping si alternano chashu e soboro di maiale, uovo marinato, alga nori, wakame, pak choi e cipollotto fresco.

Umami. Via Mario Menghini, 99, Rome. Tel. 06 8913 8094. Facebook.

Hiromi La Maison

In via Reggio Emilia 24, a Porta Pia, nell’estate 2023 ha aperto Hiromi La Maison (premiato con la Puntarella d’oro 2024 come miglior cucina internazionale). Più che un semplice ristorante, è un luogo pensato per immergere l’ospite in un vero viaggio in Giappone, come desiderato dalla fondatrice Okazaki Machiko insieme alle socie Valeria Alves De Souza e Tingting Wu. Il menu include una sezione dedicata al ramen (12-13 euro), proposto in cinque varianti. Tra queste spicca il Tonkotsu, la classica zuppa giapponese a base di brodo di maiale e soia, servita con uova, alga nori, wakame, pancetta di maiale arrostita e tagliolini freschi preparati dallo chef.

Hiromi La Maison. Via Reggio Emilia 24, Roma. Tel. 06 88936084. Facebook. Instagram 

Okāsan

Okāsan, che in giapponese significa “mamma” e richiama anche la parola “Osaka”, sintetizza bene l’anima del ristorante (in zona Prati): offrire un’esperienza che ricorda il mangiare a casa di una mamma del Kansai. Okāsan, specializzato nella cucina di questa regione (che comprende Osaka, Kyoto, Nara e Kobe), nasce dal desiderio di sentirsi più vicini al Giappone e di riprodurne i sapori tradizionali. Qui trovano spazio non solo piatti iconici come okonomiyaki, doteyaki, kakuni e kushikatsu, ma anche l’immancabile ramen con maiale, uovo marinato, alga nori e naruto da gustare insieme a un’ampia selezione di sake.

Okasan. Via Ostia, 22, Roma. Tel. 06 3972 4419. Sito. Instagram

 

 

 

 

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