La festa del fagiolo quarantino ridicolizzata dalla premier Meloni

Meloni attacca la festa del fagiolo quarantino e del caciocavallo podolico, la risposta del sindaco

La festa del fagiolo quarantino offesa e ridicolizzata nella sfida tra Meloni e De Luca, ecco come lo scontro tra i due politici finisce per attaccare sagre popolari, compresa quella del caciocavallo.

La politica è strana e spesso prende via che non ci si aspetterebbe.

Per esempio Giorgia Meloni, presidente del Consiglio per Fratelli d’Italia, si presenta spesso come una paladina del popolo, attenta a rispettare le usanze della gente comune (e degli agricoltori) in contrapposizione con l’intellettualismo radical chic della sinistra.

Ma nello scontro con il governatore campano Vincenzo De Luca ha finito per trovarsi dalla parte opposta.

Ieri la premier ha attaccato De Luca sull’uso dei Fondi di coesione da parte della regione Campania: «Se uno guarda l’utilizzo dei Fondi – ha detto a Porta a Porta la presidente del Consiglio – in Campania ho trovato la festa del fagiolo e della patata, la rassegna della zampogna, la festa del caciocavallo podolico, la sagra dello scazzatiello… Mi chiedo se queste siano le priorità». «Spendere i soldi in modo più strategico – ha aggiunto Meloni – può dare risultati migliori».

La premier ha così finito, più che per attaccare De Luca, per ridicolizzare sagre popolari che fanno parte della tradizione e che offrono la tanto decantata eccellenza agricola italiana.

Una risposta è arrivata dal sindaco di Volturara Irpinia (Avellino), Marino Sarno, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri: «Gentile Presidente, nello scegliere la Festa del Fagiolo Quarantino come esempio di cattivo uso dei Fondi di Coesione ha commesso un errore, probabilmente perché informata non adeguatamente dai suoi consiglieri.

Le suonerà strano, ma è stato anche grazie alla valorizzazione di questo nostro prodotto di eccellenza se la nostra comunità ha avuto la possibilità di crescere anche in termini di sviluppo e di occupazione e di diventare, in termini di presenze turistiche, una delle realtà più gettonate delle aree interne della Campania».

L’effetto della festa, dice il sindaco, ha fatto aumentare la domanda, con conseguenze positive a cascata: “Grazie all’aumento della domanda, il suo valore è passato da 3 a 12 euro al chilo, inducendo anche qualche giovane a rientrare dal Nord, dove era emigrato, per dare vita ad una propria azienda di coltivazione e distribuzione del prodotto.

La promozione del Fagiolo Quarantino ha innescato, inoltre, un meccanismo virtuoso che ha consentito alla nostra bellissima Piana del Dragone di essere meglio conosciuta, portando qui tantissime persone desiderose di trascorrere giorni di relax.