Lazio-Roma, il Derby a tavola: i ristoranti degli ex calciatori più conosciuti

La carbonara di Trattoria della Stampa

Lazio-Roma si disputa anche a tavola. Moltissimi gli ex calciatori delle due squadre della Capitale che hanno investito nella ristorazione.

 

 

Lazio-Roma non è una partita, ma uno stile di vita. Una rivalità che inizia sul campo di calcio e s’insinua nella quotidianità di una città (eterna) che vuole emozionarsi. Il Derby è vitale per i suoi sfottò, l’ironia sugli spalti, la contrapposizione goliardica di due fazioni che si danno battaglia per 90 minuti per poi battibeccare il resto della vita. Lazio-Roma è amore per la propria città e questione di tradizione, anche in cucina.

Domenica 13 aprile, infatti, si gioca la stracittadina e biancocelesti e giallorossi si daranno appuntamento all’Olimpico per il Derby numero 157 in Serie A. Non si vive di solo calcio, potremmo dire, quindi conta anche il contesto prima, durante e dopo la partita. Ciascuno ha le proprie scaramanzie, anche a tavola.

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Lazio-Roma, sfida ai fornelli: il Derby della ristorazione

C’è persino chi frequenta lo stesso bar o ristorante, nella speranza che la propria squadra vinca. Dove non arriva la tattica, forse, può la superstizione. Se c’è un luogo dove contano i particolari (e gli aneddoti) – al netto della scaramanzia –, quello è il ristorante. A Roma, per essere precisi, ci sono le trattorie: ristoranti tipici dove si respira l’aria della tradizione tra piatti locali e specialità che rimandano alla cucina dei nonni. Abbondante, verace e gustosa.

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Il Derby della Capitale di gioca anche a tavola

La stracittadina, in un certo senso, si disputa anche a tavola. Sono molti, infatti, gli ex calciatori di Roma e Lazio che – appesi gli scarpini al chiodo – hanno deciso di aprire un ristorante: attività redditizia, se condotta con criterio, capace di riportare la goliardia e le emozioni vissute in campo. Senza dimenticare un certo appeal.

I ristoranti dei grandi ex

Abbiamo selezionato i principali ristoranti gestiti da ex calciatori di Roma e Lazio. Un confronto che passa dal campo al piatto, anche in questo caso senza esclusione di colpi. La differenza, in tal senso, non la fanno i moduli e le tattiche ma i coperti e le tariffe. Sempre di numeri e classifiche si parla, ma a guadagnarci (quando va bene) è lo stomaco. Il primo – in questa particolare graduatoria che non è una classifica, ma un elenco di possibilità – grande ex è senz’altro Giuseppe Giannini, detto “Il Principe”.

L’ex calciatore della Roma, infatti, dopo una carriera sfolgorante ha sondato diverse possibilità. Compresa quella della ristorazione. L’uomo, infatti, ha aperto un ristorante in Costa Smeralda. Lo gestisce sua figlia. In una lunga intervista a Il Messaggero, nel 2024, ha dichiarato: “È un’attività gratificante. Sicuramente siamo riusciti a portare i piatti della tradizione romana altrove senza precluderci il resto”. Vuol dire che Giannini non ha dimenticato l’amore per la Capitale neppure a tavola, l’ex capitano giallorosso tuttavia ha preferito anche adeguarsi alle esigenze di uno dei posti più chic della Sardegna.

Da Giannini a Pruzzo passando per Vincent Candelà

In Costa Smeralda, ogni estate, arrivano migliaia di turisti e non possono accontentarsi esclusivamente di carbonara e amatriciana. Un’operazione nostalgia che strizza l’occhio al porceddu e non solo. È rimasto nella Capitale, invece, l’ex centrocampista giallorosso Vincent Candelà. Francese di nascita, romano e romanista d’adozione.

Una volta terminata la carriera da calciatore, veniva schierato in più ruoli (difensore sinistro nel 4-3-3 di Zeman, mentre Capello lo preferiva più esterno di centrocampo), non ha lasciato Roma e si è concentrato in altre attività. L’ambiente della ristorazione è diventato il suo pane quotidiano grazie all’apertura del ristorante Qui e ora a Montecompatri, ai Castelli Romani.

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Vincent Candela nel suo ristorante di Montecompatri (foto via Instagram Qui e Ora)

La specialità della casa è la pinsa romana seguita da carne alla brace e arrosticini. Non mancano i primi piatti della tradizione romana, ma i cavalli di battaglia sono i diversi tagli di carne. Da un ex centrocampista a un bomber: Roberto Pruzzo, infatti, ex attaccante della Roma, è rimasto fedele ai colori e alla città.

L’uomo ha scelto, però, un’altra strada culinaria: quella dell’osteria. Sua, infatti, è Osteria il 9. Il locale, in via Giuseppe Sartori 64, presenta un menu variegato: ci sono i piatti della tradizione romana, primi e secondi, più una selezione di pesce fresco.

Scarnecchia, una stella tra gli stellati

trattoria della stampa, lazio-roma
Gli interni di Trattoria della Stampa a Roma (foto dal profilo Instagram del locale)

Ultimo, ma non per importanza, tra i romanisti è Roberto Scarnecchia: l’ex ala destra ha giocato al fianco di Falcao e si è dimostrato negli anni molto abile, decidendo, con il suo estro, anche un Derby. Dopo la carriera nello sport, ha scelto di diventare uno chef (ottenendo anche una stella Michelin). L’ex giallorosso possiede diversi ristoranti: Trattoria della stampa del 1956 (con varie sedi, due a Roma, una a Milano e una a Sanremo, dove si fa cucina romaa) e a inizio 2025 è iniziata la collaborazione con Aqualua, sempre a Sanremo.

Hernanes, il profeta del Monferrato

Passiamo ai biancocelesti: gli ex Lazio che hanno scelto di dedicarsi alla ristorazione sono Hernanes, detto “Il profeta”, Giocondo Ruggeri e Cesar Aparecido Rodriguez. Il primo, che ha militato anche in Juventus e Inter, sceglie di dedicarsi non solo alla ristorazione ma anche allo studio dei vini e alle coltivazioni. L’ex centrocampista offensivo, dunque, compra 5 ettari di terreno fra le Langhe e il Monferrato e dà vita a “Ca’ del Profeta”. C’è anche spazio per il comfort: è presente, infatti, un piccolo relais composto da 5 camere per tutti coloro che dopo aver mangiato e bevuto desiderano fermarsi a dormire in mezzo alla natura.

lazio-roma, hernanez al vinitaly
Hernanes al Vinitaly 2023 con il suo vino

Il collega Giocondo Ruggeri, invece, è stato per tanto tempo il cuoco della Lazio. Ancora oggi la società si basa sulle direttive lasciate dallo Chef: sapeva come valorizzare i campioni e preparare diete su misura senza rinunciare al gusto. “Immobile – ha dichiarato quando l’attaccante è stato ceduto in Turchia al Besiktas – va pazzo per la cicoria ripassata in padella. Me la chiedeva sempre, diceva che lo aiutava a fare gol“. Questo e altri aneddoti in una carriera fatta di rapporti umani e successi culinari.

Cesar Aparecido Rodriguez: un angolo di Rio de Janeiro nella Capitale

Ultimo, Cesar Aparecido Rodriguez. L’ex calciatore della Lazio aveva un ristorante di cucina brasiliana nella Capitale. Impegni di natura tecnica lo hanno portato a cedere l’attività, ma l’impronta de A Favela – Churrascaria e Restaurante è rimasta la stessa: in via Oslavia 54 si segue la tradizione brasiliana del Churrasco. Specialità verdeoro, ma anche spettacoli e musica dal vivo.

Non solo buona cucina, ma anche grandi emozioni. Lazio e Roma, dentro e fuori dal campo, trovano sempre il modo di distinguersi: dagli scarpini alla punta di forchetta, le grandi sfide non finiscono in due tempi. Il terzo si gioca ai fornelli.

 

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