Sugo Milano, il ristorante vintage che ammicca agli anni ’70

sugo milano interno

Sugo Milano, il ristorante retrò che ammicca agli anni ’70. La zona è centralissima, a 300 metri dal Duomo, piena di uffici e un po’ spiazzante per mangiarci la sera.

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Sugo Milano

Quando arrivi, entri in un locale con un’unica sala, che sembra un po’ una mensa. Ma dove siamo finiti? E’ un tuffo nel tempo. Pavimento in formica, il Rischiatutto in bella vista, un serpentone di luci al neon rosse, un cactus come attaccapanni, un libro di barzellette di Gino Bramieri, i frigoriferini arancioni in plastica della Giò Style.

La macchina del tempo ci precipita a metà degli anni ’70. Il locale è semideserto, pur essendo sabato sera. Un gruppo di ragazzi stranieri, scandinavi. Una coppia di milanesi molto fluidi. Dietro il bancone c’è Andrea, un ragazzetto che può avere 20 anni. Lo sguardo dolce, i capelli lunghi, timidezza e inesperienza che fanno simpatia.

sugo milano giò style

Eccoci da Sugo Milano, che già dal font fiammante e tondeggiante riecheggia le insegne a fumetti che andavano negli anni ’60 e ’70. Dietro questa “trattoria moderna“, come la chiamano, non ci sono hippy nostalgici, ma una coppia di giovanissimi con alle spalle esperienze già molto importanti.

Ai fornelli c’è il marchigiano di Jesi Matteo Ceppi, 26 anni, una laurea in Scienze gastronomiche all’università Slow Food di Pollenzo, viaggi in Sudamerica e Asia per cercare ispirazione, un anno di lavoro all’Enoteca nazionale (E/N), chef privato in catamarano per i Park Hyatt, poi l’arrivo a Filicudi, dove lavora al Lido e fa gli incontri chiave.

Conosce Anna Clara Caimi, una ragazza con esperienze nel mondo della moda, del marketing e della comunicazione, che diventa la sua compagna, ma anche molti nomi celebri, dalla coppia Rutelli-Palombelli al fotografo Giovanni Gastel da Miuccia Prada a Patrizio Bertelli. A quel punto, parte l’idea di aprire un locale ed eccoci da Sugo Milano, ristorante cool che ospita anche molti protagonistid della scena rap e trap, amici di Ceppi, da Noyz Narcos alla Dark Polo Gang.

Ma cos’è esattamente Sugo Milano? Il Gambero Rosso lo descrive così: “Una trattoria moderna che si ispira alle radici popolari e allo spirito cosmopolita milanese e li porta nella contemporaneità”. L’odore del marketing si sente fortissimo così come la volontà di mettere in piedi un concept che ammicca al passato ma con tutte le caratteristiche per provare a piacere a una clientela cool, giovane e meno giovane.

sugo milano menu e prezziE la cucina? Ceppi la chiama fast fine dining, ossimoro che vuole unire i concetti di cucina gourmet, raffinata, e di ristorazione più smart, veloce. Fuori dall’ossessione del format, è una cucina di ispirazione tradizionale ma con improvvise virate innovative e contemporanee. Prendiamo il menu. Ci sono una quindicina di piatti.

Cominciamo dagli antipasti. Abbiamo il tradizionalissimo vitello tonnato (15 euro), ma anche melanzana affumicata con semi croccanti e caviale di quinoa (14 euro). Tagliatelle al ragù di Cinta senese (18), ma anche spaghettini alla colatura di alici di Cetara e tartare di gamberi rosa (20). Pollo alla cacciatora (22) ma anche Bracioline di vitello gratinate, erbe di campo e maionese di rafano (22).

Diciamo subito che si mangia bene, con punte di molto bene. Ecco i piatti che abbiamo assaggiato.

sugo milano gazpacho

Si comincia subito con un amuse bouche, un gazpacho fresco e delicato con il quale fare scarpetta.

sugo milano robiola

La robiola è un piatto divertente e fresco, dove la cremosità del formaggio si sposa con la dolcezza della cipolla caramellata e la croccantezza degli agretti.

sugo milano vitello tonnato

Dimenticatevi il solito vitello tonnato, dal gusto piallato da decenni di trasandatezza gastronomica. Qui siamo di fronte a un vitello tonnato “vero”. Il colorito roseo della carne marinata fa da base al sapore deciso della salsa a base di acciughe e di capperi.

sugo milano melanzane

Sulla melanzana con caviale di quinoa abbiamo qualche dubbio. Un sapore molto forte, un po’ cupo, respingente. Ma son gusti.

sugo milano tagliolini al ragùà

Qui invece lo chef stupisce con la semplicità. Le tagliatelle sono ruvide, fatte a meno, perfette e il ragù di cinta senese le abbraccia amorevolmente.

sugo milano pollo alla cacciatora

Anche sul pollo andiamo alla grande. Niente tristezza, qui c’è il trionfo del gusto, con un richiamo alle origini dello chef e al pollo in potacchio, un umido in tegame con aglio, rosmarino e vino bianco. A proposito di vino, innaffiamo il nostro pollo con un sangiovese rosso e marchigiano della Fattoria San Lorenzo (30 euro). La carta dei vini ancora non c’è, fanno bella mostra dietro un paio di barbera e nebbiolo del compianto Beppe Rinaldi, ma per avere un’idea più precisa bisogna aspettare.

Alla fine, una bella esperienza gastronomica. Anche se ci sono un paio di ma. Il primo riguarda l’ambiente, che al netto del format e di Rischiatutto, appare un po’ poverello. Forse non giovava il fatto che la sala fosse semivuota. L’altro ma riguarda i prezzi, che non sono affatto modici. I primi a 18-20 euro, i secondi a 22, insalata e dolci a 8 euro.

Ci sono due menu degustazione, da 3 piatti a 45 euro e da 5 piatti a 60 euro.

Ma poi infastidisce soprattutto il coperto, questa tassa insopportabile, che qui arriva a 3,5 euro. Vi sedete in due e senza neanche avere detto una parola avete già pagato 7 euro. Se poi aggiungiamo che il tavolo è munito di una misera tovaglietta di carta (nel concept eh, per carità), allora uno pensa che più che “le radici popolari” qui sia in gioco il moderno “spirito cosmopolita” di Milano. Quello solito, del danée.

Sugo Milano, via dell’Unione 11, tel. 342 012 8808

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