Biscocrema contro Nutella Biscuits, la sfida tutta di marketing aspettando i nuovi Pan di Stelle

Biscocrema contro Nutella Biscuits, la sfida tutta di marketing aspettando i nuovi Pan di Stelle

Biscocrema contro Nutella Biscuits, la sfida tutta di marketing. Contano sul desiderio degli italiani, sempre golosi di biscotti. Ma utilizzano tutti i mezzi del marketing, spingendosi fino all’estremo. Il caso dei Nutella Biscuits, i biscotti della Ferrero appena lanciati, andrebbe studiato nelle scuole di chi vuole imparare a venderci qualunque cosa. Prendi un prodotto con un brand più che consolidato anche a livello internazionale, l’imbattibile Nutella, lo ficchi dentro un qualunque biscotto, e poi, con una sapiente campagna media e di distribuzione, alimenti la fame del mercato: concedi un numero di limitato di prodotti sugli scaffali, diffondi voci di assalto ai supermercati, lanci l’effetto attesa ed è fatta. Così è stato per i Nutella Biscuits e per l’irragionevole delirio che ne è seguito.

La sfida Biscocrema contro Nutella Biscuits.

Ora è la volta dei Biscocrema. Se ne sentiva la mancanza? No, ma Mulino Bianco ha un prodotto molto competitivo, i Pan di Stelle, e così ha pensato bene di mettersi in scia. Niente di meglio che sfruttare l’effetto, come un corridoio che si mette dietro un altro che tira la volata. E niente di meglio che mettere il consumatore di fronte a una domanda: meglio i Nutella Biscuits o i Biscocrema? Falsa alternativa, visto che ci sono decine di biscotti di grande qualità che possono piacere anche di più. Ma la macchina è partita e per il consumatore tipo la scelta mediatica si impone, senza che se ne abbia la consapevolezza.

Gocciole in testa al mercato dei biscotti

Dunque i Biscocrema. Sono una frolla di cacao, ripiena di crema Pan di Stelle e uno strato di cioccolato. Al centro, la stellina bianca con crema di latte. Arriveranno sul mercato da gennaio, ma il lancio è stato anticipato, visto il successo dei Nutella Biscuits. Il mercato dei biscotti vale un miliardo e mezzo e Mulino Bianco è leader, con il 37 per cento della quota valore. Il frollino più venduto in Italia sono le Gocciole.

Storia dei biscotti, da Apicio ai Pavesini

Perché si chiamano biscotti? Perché – bis cotti – sono cotti due volte. La loro origine è antichissima e ne parla anche Marco Polo.  C’è chi ne attribuisce la nascita ad Apicio: i suoi erano un un pastone di frumento e farina bolliti, asciugati e fritti. I biscotti si distinguono in secchi, friabili e molli. I primi in genere non contengono uova e sono i più leggeri. I friabili sono ricchi di latte, i molli di uova. Tra i progenitori dei biscotti ci sono i Krumiri, ancora in commercio, nati nel 1880, omaggio a Vittorio Emanuele II. Poi ci sono i “ricciarelli” di Siena, i wafer, i mostaccioli, le offelle. Ogni Paese ha i suoi: negli Stati Uniti ci sono i cookies, in Francia i macaron. Tra i prodotti italiani più noti degli ultimi decenni ci sono i Bucaneve Doria, gli Osvego, i Pavesini, i biscotti al Plasmon, i Gentilini. 

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