I migliori cocktail bar di Bologna 2019, sei locali in centro città

I migliori cocktail bar di Bologna 2019, sei locali in centro città

I migliori cocktail bar di Bologna 2019. Bologna la dotta, la grassa, la rossa: Bologna “abbeveratoio” di ricerca, novità e sperimentazione; un po’ in tutto e, negli ultimi anni, anche nel mondo dei miscelati. Un trend in crescita, a livello internazionale, quello dell’avvicinamento a questo universo di sapore complesso quale è quello del mixology. Un pianeta prima lontano che consumatori eterogenei cercano ora di scoprire; scoprire o no, comunque si vuole bere meglio di prima. Perché siamo tutti attratti dalle cose alchemiche. O alcolemiche. Abbiamo selezionato sei locali, diversi tra loro per stile e carattere, hanno in comune non solo la consapevolezza e la professionalità di chi sta dietro al bancone, ma anche una notevole capacità di dimostrare che un cocktail non è solo un intruglio. Che si può  degustare bene, e bene davvero, sia all’ora dell’aperitivo che nel dopocena.

I migliori cocktail bar di Bologna 2019

Ruggine

i migliori cocktail di bologna

“L’acqua fa ruggine”, il resto no. Da Ruggine c’è qualcosa che è “tutto il resto”. Aperto da circa 1676 giorni, in una delle stradine che abbracciano piazza Santo Stefanovicolo Alemagna – c’è un luogo di ristoro che si fa riconoscere. Muri scrostati, pareti arredate con ironia intelligente, dove “il sacro è profanato dal linguaggio pop”, lo si capisce anche dai quadri presenti. Foto in bianco e in nero e sedie colorate che possono far sedere 50 persone. Ma quel vicolo ne ospita anche il doppio di avventori. Perché si beve anche fuori, davanti al locale. Accogliente, ma non in maniera scontata: c’è l’unione tra drink iconici, drink list che cambia ogni due mesi con 5/6 nuove proposte. Di contorno, nessuna collezione di gin mistico o esotico: etichette scelte, soprattutto da piccole compagnie di produzione. Tornano a servire nelle coppe, rimane il Moscow Mule per chi ancora lo chiede (aggiungiamo noi che prendiamo un Americano a Bologna e non a Roma). Di base, garnish basico. L’essenziale non è questo, e infatti è pressoché invisibile agli occhi. Un calcio morbido al trash, uno sguardo da vetrata retrò e le particolarissime figure che hanno dato vita a questo posto: Davo (Davide), Don (Stefano) e Ricky (Riccardo) che si alternano al bancone insieme ad Alessando e Filippo, bartender giovani e promettenti quanto sorridenti. Di sicuro con esperienza, anche peregrina (Torino-Londra-Pistoia-Milano-Bologna). Ci pare che questo posto abbia una identità generosa, di spontaneità; anche perché “se hai il gomito sul bancone mai dare del lei” (così dice Davo); no ai formalismi inutili, non servono mai. Ma quanto costa “l’educazione alcolica“, claim del locale, da Ruggine? Ancora per questo mese “ce lo dirà Barbara D’urso”, à la carta e in copertina. Ché si gioca un sacco qui, graficamente e non (chiedetelo al “sottobicchiere da minculpop” c’è una risposta anche lì). Signature Drinks, classici giustamente intramontabili, long drinks e gin tonic dai 7 ai 9 euro. E nel caso in cui girasse tutto intorno la stanza (mentre si beve),  diciamolo che da Ruggine si mangia, anche e se si vuole: a pranzo e a cena con piatti semplici ma ricercati (spesa media 20 euro).

Ruggine, vicolo Alemagna 2/C, Bologna. Tel. 051 412 5663. Pagina Facebook

Scarto 


Sette mesi di  Scarto e trovarlo è scoprirlo. L’Associazione Scarto è il frutto del pensiero e del progetto di Carsten Steinacker, architetto curioso con esperienza nella ristorazione, che da Zurigo arriva a Bologna e se ne innamora. Nel viaggio porta con sé Laura e Alessio, piemontesi che, come Carsten, credono che tutto si possa trasformare. E che continuamente, e in ogni modo, si possa costruire nuova materia. Proprio partendo dagli scarti e dall’unione degli spazi, nello spazio stesso che è anche quello di questa città; urbano e botanico. Le bottiglie di infusi a vista, già cromaticamente interessanti, i componenti e gli agenti autoprodotti, ad esempio anche quello fatto con le erbe di Villa Ghigi, dimostrano che l’attenzione a ciò che ci circonda è una buona architettura funzionale al consumo consapevole. C’è una filosofia dietro e dentro questo ex monastero in via della Braina, un focus importante: lo Scarto può non esistere (o minimizzato davvero al massimo), l’uso consapevole delle risorse, l’abbattere gli sprechi, la tutela e valorizzazione della filiera. La collaborazione dà, dunque, possibilità di soluzioni poco convenzionali e, se vogliamo, sperimentali con risultati essenziali e costituitivi. Diffondere, attraverso spunti teorici e pratici negli eventi, corsi e laboratori organizzati dall’Associazione Scarto, la coscienza di un cambiamento possibile. Ed è prima luogo di trasformazione, di “circolazione”, questo spazio, che diventa poi cocktail bar; tanto è vero che per accedere bisogna diventare soci. Il minimalismo degli arredi e il contenuto della drink list dove la maggior parte delle materie prime sono autoprodotte, attraverso tecniche di fermentazione ed essiccazione, che permettono di prolungare la vita di ogni elemento, non è minimalismo nel gusto che, invece, risulta pieno. Erbe selvatiche “domate”, Ginger beer fatta in casa e tanto di più sui  miscelati. Particolare offerta di distillati provenienti da posti più svariati di questa terra. Prezzi dei drink da 5 ai 12 euro. Qui, consiglio vivo è di assaggiare il Kew Organic Gin, prodotto con i fiori stagionali del Royal Botanic Gardens e le chips di verza essiccata offerte all’ora dell’aperitivo (creano dipendenza).

Scarto, via della Braina 11, Bologna. Pagina Facebook

Gesto – fai il tuo


“Ma come parla?” da Gesto, più o meno, non serve parlare. Il Gesto più importante, per iniziare a bere o mangiare, è prendere un gessetto e scrivere le proprie scelte su una lavagnetta, entrambi presenti su ogni tavolo del locale: qualcuno vi capirà, ormai decifrano qualsiasi tipo di ortografia. Facciamo il nostro, così come ha fatto Martina Lucattelli che, da Perugia, una buona idea e pochi soldi, è approdata con lo stesso format a Firenze, Milano, Bologna e ora anche Padova. Niente comande se le parole non servono (o non bastano). Un concetto semplice, ma ostinato nella volontà di portare avanti un’azione: sostenibilità, priorità alla riduzione dei rifiuti e rispetto per l’ambiente che ci circonda. Efficienza degli impianti ed efficienza nella scelta degli ingredienti e delle materie prime dove le specialità della casa, ossia miniporzioni di cibo preparato in modo equilibrato per essere servito assieme ai vini o alle birre e, inevitabilmente, insieme ai cocktail, con prezzi dai 6 ai 10 euro.

Gesto, via Porta Nova 4, Bologna. Tel. 051 272809. Pagina Facebook

Casa Minghetti


Eleganza in pubblica piazza; perché Casa Minghetti è un tutt’uno con il passare e ripassare di Piazza Minghetti sotto i suoi platani. Scorgi luci basse da fuori e noti il soffitto affrescato, un salotto comodo. La curiosità ti fa passare dalla piccola porta d’entrata e dietro al bancone ci trovi la mixologist Elena Montomoli che da Grosseto, passando per Copenaghen ha capito la musica dei distillati, dando un tocco di riconoscibilità e leggerezza all’offerta di Casa Minghetti (anche, ma non soprattutto, perché è donna). Elena è creativa, sperimentale e curiosa. Prova le note dei prodotti. Forse canta, ma dice che “collaborare è alla base di tutto”. Si confronta, perché dalle interazioni (con i colleghi e con i clienti) nasce una maggiore consapevolezza del gusto, ci si avvicina verso un maggiore comprensione delle cose. Ed è dall’intesa forte, professionale e umana, con Andrea Panizzi uno dei migliori bartender d’Italia, inizialmente suo collega a Casa Mighetti, che nasce la drink list attuale, “Mixology menu“: una combinazione e una connessione tra due dimensioni, quella della musica e quella, appunto, dell’arte della miscelazione. Quanti sensi si possono usare bevendo un cocktail? Tanti, forse anche un ricordo riappare e diventa un senso. Playlist al bancone o al tavolo, 9 brani tanti quanti sono i cocktail abbinati. Un Qr code vi porterà su YouTube per ascoltare; se volete. Prezzi dai 10 ai 12 euro.

Casa Minghetti, Piazza Minghetti 1/A, Bologna. Tel. 051 587 6685 Pagina Facebook

Emporio 1920


Emporio 1920 è un piccolo locale nella zona più frequentata dagli studenti universitari. Il proprietario di questo speakeasy, Francesco Trimigno (bartender e trainer) lavora da quando ha 14 anni in questo settore. Dalla Puglia, la sua terra, si porta dietro tante cose, anche una certa caparbietà di chi vede sempre e comunque il bicchiere mezzo pieno. Ed è giusto così. La drink list (cocktails 8/10 euro) varia al variare delle stagioni così come variano i prodotti che vengono usati e dosati – così come vengono dosati ascolto e parole dei clienti che siedono al bancone. Ci appare uno che intercetta il bisogno – quindi “chiedi e ti sarà dato” oltre la carta – . E se non la volti, la carta, lo vedrai destreggiarsi con manualità sotto lo specchio di garnish articolate. Arredamento coerente col mood anni ’20, bancone d’epoca, oggetti ri-cercati nei mercatini dell’usato, pareti piene e un Negroni invecchiato in botti di rovere e di ciliegio (che magari si ferma davvero il tempo se lo assaggi). Gli chiediamo qual è la cosa più buona e più bella che ha fatto nel suo lavoro (risposta libera), ci dice: “la strada che ho costruito”. Insomma, via de Castagnoli non sarà la via della seta, anzi, ma di sicuro troverete un equilibratissimo Punch della seta e un posto ospitale. Strada o non strada, via o non via, date comunque un’occhiata alle regole appese fuori dal locale prima di entrare: il bugiardino del buon bevitore. Tanto direte sempre la verità usciti da lì.

Emporio 1920, via de Castagoli 2/d, Bologna. Tel. 345 957 4806 Pagina Facebook

Bizarre – Cocktail Boutique 


In una via nelle immediate vicinanze del Mercato delle Erbe, in via Belvedere, c’è una nicchia di sorprese che emerge per ciò che propone. Bizarre – cocktail boutique può ospitare non più di 12 persone alla volta. Scelta obbligata, data dallo spazio che in questo caso però è ottimizzato dal coinvolgimento diretto del cliente; nei suoi sensi. Tutti.
Enrico Scarzella, barman noto non solo a Bologna ma ormai anche a livello internazionale, crea delle drink list importanti (con prezzi che vanno dai 9 ai 12 euro), ogni 6 mesi. Oltre ai 10 signature drink ci sono tutti i classici e una selezione di piccole proposte gourmetUno spazio arredato con elementi di ricerca elegantemente vintage esprimono quella che un po’ sono le caratteristiche di Enrico e del suo collaboratore, Antonio: capitoli che non capitano.
La nuovissima carta, Garden Edition/Summer 2019, è una narrazione dell’evoluzione del gusto. Una esposizione, in capitoli, che si rifà al mondo botanico sia come preludio di sentori sia come manifesto della scelta dei prodotti. Come qualcosa che cresce, che si compie e che deve compiersi, anche in maniera strutturata, come lo sono questi cocktail.
E allora nel capitolo I troviamo sapore di Radici e Semi (Liquirizia, Zenzero, Barbabietola); nel capitolo II siamo dominati dai sentori di Alberi (Acero, Lapacho, China); nel III si vedono i Fiori (Gelsomino, Ibisco, Fiori di Sambuco); nel IV è piena estate, c’è la Frutta (Mango, Cocco, Papaya), scoppia il sole. L’ultimo capitolo, il V, è l’epilogo generale dell’offerta di Bizarre: vini, birre, champagne. L’ultima riga di questo racconto non ci sarà, non per Enrico e Antonio che sono mossi da vera passione. E non lo sarà per sole 12 persone alla volta: ha riaperto il dehor e la capienza è triplicata. D’estate è tutto triplicato, soprattutto la voglia di bere, senza fare storie.

 Bizarre – Cocktail Boutique, via Belvedere 4/a, Bologna Tel. 347 097 7547 Pagina Facebook

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