La carta dei vini di Eggs Roma, la fatica (e la gioia) di bere bene

La carta dei vini di Eggs Roma, la fatica (e la gioia) di bere bene

La carta dei vini di Eggs Roma. C’è chi dà al massimo un’occhiata, chi la studia per ore. La carta dei vini è uno degli oggetti più affascinanti e sconosciuti dei ristoranti. Metterne in piedi una completa, originale, interessante, e in definitiva buona, è qualcosa che ha del miracoloso. Da Eggs ci stiamo mettendo tutta la nostra passione. La costruiamo ogni giorno, scoprendo sempre nuovi tasselli di un puzzle infinito (e infinitamente divertente e interessante).

I clienti

L’altra faccia della carta, sono i clienti. Perché tu puoi fare la carta più bella del mondo, ma poi sono loro a leggerla (o non leggerla), scegliere e giudicare. Espertoni e appassionati a parte, il cliente “normale” ha due tentazioni: scegliere il vino di minor prezzo e scegliere un vitigno conosciuto. Un bel Merlot da 10 euro? Manca. E allora il compito della carta, e di chi la propone, è quella di guidare il cliente nella scelta del “suo” vino. Provando, però, a farlo uscire dalle consuetudini (troppo) rassicuranti, che non ti fanno scoprire nulla e ti fanno adagiare in scelte, magari mediocri, ma sicure. L’equilibrio tra il proporre qualcosa di nuovo e il rispetto assoluto delle volontà del cliente è la formula magica che cerca ogni sommelier. Trovata quella, si troverà l’armonia.

I vini naturali

Ma torniamo alla carta. Da Eggs avevamo deciso di affiancare alla carta tradizionale una sezione di vini naturali. Ben consapevoli che la dizione è generica, contestata e arbitraria. Ma il senso è chiaro: proporre vini artigiani di piccoli produttori, realizzati con lieviti indigeni (quelli propri dell’uva e non le miscele di lieviti selezionati che impongono un gusto omologato), con zero o bassi livelli di solfiti, senza uso di chimica in cantina e in vigna, spesso non filtrati. Vini che rispettano il gusto dell’uva e della terra e quindi sorprendono, alla vista, all’olfatto, al gusto.
Alla fine abbiamo scelto di non farne una sezione a parte. Per varie ragioni. Perché c’è ancora un pregiudizio fortissimo verso i vini naturali, considerati difficili, imperfetti, rischiosi. Il che non è vero, se non in alcune fasce estreme. Farne un mondo a parte vorrebbe dire ghettizzarli. E perché abbiamo scelto di inserire in carta vini non estremi, che non sfidano troppo i palati tradizionali, pur essendo vini naturali, e dunque abbiamo deciso di inserirli tra gli altri, senza particolari segnalazioni. Perché abbiamo la presunzione di aver messo in carta vini che hanno la caratteristica di essere buoni, al netto dei gusti personali.

La carta dei vini di Eggs: tradizione e innovazione

Una buona carta dei vini (e non solo) deve essere in parte rassicurante, in parte sorprendente. Se leggo una carta con 100 etichette e non ne conosco neanche una, mi spavento. Se le conosco tutte, mi annoio. E dunque, il tentativo (considerando anche che Eggs non è un’enoteca ma un piccolo bistrot, con un magazzino non enorme) è stato quello di trovare un equilibrio tra produttori e vitigni noti ed etichette più rare. Ci sono quindi i vini di un grande produttore piemontese, come Pico Maccario e i vini divertenti della Tognazza (Come se fosse e Antani). Ci sono i bianchi di Livio Felluga e St Michael Eppan e i rossi di Oddero. Ma anche etichette piccole e da scoprire. Il verdicchio Utopia di Montecappone, il Mare Minu (con due vitigni pugliesi poco noti, maresco e minutolo). E i vini di Salcheto, la straordinaria azienda agrituristica (anche resort, splendido) che, grazie alle biomasse, è autosufficiente dal punto di vista energetico e sperimenta. E così c’è un vino di qualità comparabile ai grandi Barolo, il Salco, ma c’è anche una linea di vini naturali, senza solfiti e non filtrati, gli Obvious. C’è il Cesanese ben noto di Damiano Ciolli, ma c’è anche il Viteadovest, considerato tra i 100 vini nell’ottima guida “Vini da scoprire” (Castagno, Gravina, Rizzari – Giunti), che coniuga i tannini del Nerello Mascalese con la freschezza acida del Nero d’Avola. E c’è il primo produttore di Franciacorta biodinamico, il 1701, bella esperienza di un tre giovani bresciani.

I vini del mese

rocca88_1_1

Ogni carta che si rispetta deve avere un ventaglio di vini di riferimento, che restano nel tempo, e un aggiornamento costante. E così alla carta vera e propria si affianca una carta dei vini del mese, con novità tutte da scoprire. E allora ecco i nostri vini di maggio, con le etichette nuove che si affiancano alla carta.

BIANCHI

Pinot grigio St Michel Eppan 2016 22 euro (13 mezza bottiglia)
Morbido, fine, elegante: il pinot grigio di St Michael Appian, tra i vini più premiati al mondo, ha una grande freschezza e un finale piacevole e lungo.

Pinot grigio ramato Marco Donati 24 euro
Un vino elegante e polposo che trae il suo colore cipolla con sfumature ramate dalla fermentazione sulle bucce. Al gusto è secco, sapido, di struttura equilibrata, con sentori di frutta gialla matura.

Gewurztraminer St Michael Eppan 2016 26 euro
A differenza di molti Gewürztraminer internazionali, questo di St Michael Eppan è vinificato secco. Il risultato è un vino fruttato, aromatico, con note speziate di chiodi di garofano e rosa canina.

ROSSI

Lagrein St Michel Eppan 2015 24 euro
Il vitigno Lagrein è annoverato fra i migliori vini rossi dell’Alto Adige. Il Lagrein di St Michael Eppan è di un profondo colore rosso cupo, ha un corpo strutturato e aromi speziati.

Barbera d’Alba superiore Oddero 2013 28 euro
Si presenta di un colore rosso rubino intenso, con riflessi purpurei. In bocca il tannino è importante, mantenendo il nerbo classico della Barbera, dovuto anche alla sua piacevole freschezza.

Nebbiolo Oddero Oddero 2014 29 euro (15 mezza bottiglia)
È un Nebbiolo tipico, dal colore rosso rubino, un bel bouquet di viola e frutta rossa, con un tannino piacevole che richiama la terra di Langa.

Nerello Mascarese Passorosso Passopisciaro 2012 36 euro
Il Passo Rosso, prodotto da uve Nerello Mascalese, viene affinato in grandi botti di rovere per 18 mesi e poi imbottigliato senza essere filtrato. Ne risulta un vino elegante, croccante e sapido.

Barbaresco Roccalini 2013 42 euro
Gioiello di Casa Roccalini, la piccola e preziosa cantina del giovane artigiano Paolo Veglio. Complesso e profondo, ma di grande freschezza e bevibilità.

DA MEDITAZIONE

Passito Bukkuram Sole D’Agosto De Bartoli
Un passito di Pantelleria fatto con il 100 per cento di uve Zibibbo: giovane, fresco e fruttato

 

About author

You might also like

Sugo a Roma, home design e street food di qualità per un weekend alle Officine Farneto

Sugo a Roma, home design e street food di qualità alle Officine Farneto.  Per un weekend, da venerdì 12 a domenica 14 giugno, gli spazi delle Officine Farneto si trasformano …

Inofficina a Roma, birra crocchette e supplì a Pietralata

Inofficina a Pietralata, Roma. Le sorprese della periferia romana non finiscono mai. Aggiorniamo la lista dei gastropub, aggiungendo una nuova apertura che ha appena un mese, dal nome Inofficina, con base area nord-est di Roma (sicuri …

Piatti tipici romani, le sette specialità imperdibili per chi viene a Roma

Piatti tipici romani, sette specialità imperdibili per chi viene a Roma. Immaginate di essere un marziano a Roma. Arrivato per il Giubileo o per fare un giro ai Musei Vaticani. Dopo aver …