‘Cook a Bike’: l’impresa del cuoco in bicicletta che porterà il frico e la parmigiana dal Friuli all’Estonia

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Da Aviano a Tallin in bicicletta. Più di duemila chilometri verso il Nord Europa pedalando e cucinando. Si chiama COOKaBIKE l’impresa culinario-ciclistica di Michele Tomasini, friulano di 34 anni, che sulle due ruote attraverserà Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania e Lettonia per raggiungere, infine, l’Estonia. Lungo il percorso, offrirà lezioni di cucina gratuite a chi lo vorrà.

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L’itinerario varierà in base alle richieste. E il tempo di viaggio pure: «Quanto ci impiegherò è un’incognita che risolvero╠Ç solo al termine del percorso – dice Michele – entrero╠Ç nella vita di qualcun altro cercando di rallentarla e cercando di rallentare anche la mia, per poter arrivare il piu╠Ç tardi possibile alla meta». Il cuoco sulle due ruote in realtà è un ingegnere meccanico, che ha lavorato 6 anni per Fiat tra Torino, Cina, Serbia e Brasile, e che lo scorso settembre ha dato le dimissioni, dicendo addio a un contratto a tempo indeterminato per mettersi ai fornelli.

cuoco in bicicletta

Il 15 luglio terminerà il corso professionale per diventare cuoco alla scuola alberghiera di Aviano, in provincia di Pordenone, e il giorno successivo è pronto per partire. Obiettivo? «Passare un’estate divertente, andare in bicicletta, vedere nuovi posti, conoscere gente, avendo pure una giustificazione per farlo – risponde – e infine insaporire l’avvio della mia carriera da cuoco».

Cosa cucinerà? Piatti semplici: pasta fresca, gnocchi di patate, ravioli, risotti, la carbonara e la parmigiana di melanzane. E anche una specialità friulana, il frico, piatto a base di formaggio e patate che ha portato bene al compaesano Luca Manfè, vincitore dell’edizione Usa di MasterChef. Michele ha già ricevuto molti inviti, da Vilnius a Brno a Elk: «La prima persona che mi ha invitato, è una ragazza di Varsavia, di nome Anna – racconta – non so chi sia, però è stata la prima, quindi è speciale».

Praticamente lungo tutto il tragitto c’è già qualcuno pronto adassaggiare i suoi piatti e a offrirgli un posto dove dormire: «Confido nella fantasia delle persone con le quali verro╠Ç in contatto per ricevere suggerimenti e rendere il mio viaggio un workshop nomade» dice Michele, che fra pochi giorni sarà a molte miglia di distanza dal posto fisso, in sella a una bicicletta con il cappello da chef. Mica male. Per seguire le avventure itineranti ai fornelli di Michele Tomasini basta accedere alla pagina Facebook del progetto.

(Foto tratte dalla pagina Facebook, logo Emanuele Bertossi)

di Natascia Gargano © Il Fatto Quotidiano / Puntarella Rossa

A cura di Fps Media

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