Well Done Bologna, un successo immeritato per l’hamburger gourmet

Well Done bologna

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Well done ha introdotto l’hamburger gourmet a Bologna. Quando aprì il primo Well Done Burger, in via Fioravanti alla Bolognina, fummo in molti a salutare positivamente lo sbarco del concetto di gourmet burger sotto le due torri. Finalmente Bologna si portava al passo di Roma, Milano e delle grandi capitali europee dove è possibile trovare hamburger di alto livello. Quando Well Done ha raddoppiato, con un secondo locale questa volta letteralmente sotto le due torri, in Via Caprarie, e praticamente confinante con un altro monumento cittadino quale l’antica salsamenteria Tamburini, ci è sembrata un’importante affermazione del format. A distanza di quasi un anno dall’esordio, quindi, abbiamo deciso di fare il punto su questa esperienza.

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Intanto precisiamo che quando parliamo di format non usiamo un termine a caso. Una visita anche veloce ai locali di Well Done rende chiaro a un occhio minimamente allenato che si tratta del frutto di un sapiente business plan partorito da gente che la sa lunga: un layout commerciale studiato nei minimi dettagli, dal tocco finto vintage alle pareti decorate, dalle grafica delle tovagliette al totem del bio-artigianale-km0. In realtà dietro al locale ci sono nomi importanti come quelli di Sara Roversi e suo marito Andrea Magelli, alias You Can Group: per intenderci stiamo parlando di Sosushi (la più grande catena italiana di ristoranti giapponesi con 23 punti vendita), di Soul Factory (scuola di cucina e catering hub, con un occhio alla ristorazione aziendale) e, in generale, di un’incubatrice per progetti in ambito food e marketing tra le più dinamiche del mercato italiano.
Cosa aspettarsi da una corazzata con tanta potenza di fuoco e tanto expertise, dunque? Se non il miglior hamburger della vostra vita, almeno uno da ricordare o no? E qui casca l’asino. Perché ogni atto culinario, per essere tale, dev’essere un atto dettato dalla passione e tutt’al più rivestito dal marketing, mentre da Well Done la sapiente strategia di vendita che si esprime ovunque nel locale non pare essere adeguatamente sostenuta da un’esperienza sempre degna di menzione.

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Abbiamo visitato ripetutamente il ristorante più centrale, quello di Via Caprarie e l’impressione è sempre stata quella di un locale fintamente autentico, ma tutto sommato piacevole. Da uno sguardo d’insieme sul menu si evince lo sforzo, positivo, di lavorare con ingredienti di qualità: miscele di farine selezionate per 4 tipi diversi di pane (kamut, segale e avena, integrale, classico) e una più che discreta scelta di panini (12, addirittura, anche se almeno un paio non sono esattamente hamburger ma proposte vegetariane) predispongono bene.
Ci tocca però cominciare con la prima delle dolenti note: in materia di hamburger, gli americani insegnano, size does matter. Le dimensioni contano. I panini di Well Done risultano un bel po’ sottodimensionati per gli amanti del genere: 160 grammi di polpetta contro uno standard che dovrebbe essere di almeno 190 grammi a nostro giudizio.
Al dunque il mix complessivo del prodotto finale risulta un po’ troppo sbilanciato sul lato gourmet (utilizzando ingredienti come pecorino nero di Pienza, aceto balsamico, sale alla maggiorana, etc.) e carente sul lato burger (manca, per dirne una, la proposta ‘piccante’). Il risultato al palato non è male, soprattutto con il loro classico omonimo, il Welldone. Dei dodici tipi diversi di panini in menu tre sono proposte vegetariane, una di pollo e due contengono solo maiale (tra le quali un polpettone di mortadella). Gli hamburger veri e propri, schivate le melanzane e il salmone affumicato, sono quattro.
In tal senso Well Done Burger risulta secondo noi perdente non solo nei confronti di alcune micro-catene di alta qualità a cui più o meno si ispira quali Byron Burgers o Haché a Londra, ma anche nei confronti di tanti ristoranti indipendenti che in giro per l’Europa offrono l’esperienza di un panino di qualità e senza compromessi come l’ormai mitico Burgermeister di Berlino o, sempre nella capitale tedesca, il Berlin Burger International nel fascinoso quartiere di Neukölln. Puntarella Rossa ha invece già recensito per voi i migliori a Roma e Milano.

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Due ultimi dettagli, e non di poco conto, sono i fritti e la Ceasar Salad. Se le patatine artigianali sono a livello di sufficienza, le onion rings sono forse tra le peggiori mai assaggiate. La pastellatura non resiste alla frittura imbibendosi completamente di olio e offrendo dunque un’esperienza difficilmente digeribile.

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La Ceasar Salad che qui viene presentata sul menu niente di meno che ricorrendo al nome dell’inventore come Insalata Cesare Cardini, è stravolta in peggio: il piatto si dimostra sciatto, un’insipida dadolata di petto di pollo buttata su un’insalata che, al posto della lattuga romana (come da ricetta e come riportato sul menu), risulta essere in realtà una iceberg acquosa, con qualche scaglia di grana e una maionese della casa al posto dell’emulsione inventata dal grande Cardini. Un grande piatto ridotto ai minimi termini di banalizzazione che francamente stonano con le pretese gourmet del locale.
In definitiva ci sentiamo di consigliare Well Done Burger come valida alternativa di qualità a MacDonald’s per la pausa pranzo se non si ha molta fame e se non si vuole uscire dal seminato. Il locale avrebbe potuto e dovuto avere ambizioni diverse, ma per vivere un’esperienza degna di nota bisogna fare ancora allontanarsi da Asinelli e Garisenda.

Prezzi:
Hamburger da € 8,90 a € 11,90 (con patate);

Side dishes: € 4

Insalate: € 8,90

Lunch menù (panino, patate, acqua, caffè) a € 10

Well Done, Via Caprarie, 3c (centro, Quadrilatero) – Via Fioravanti, 37c (Bolognina)

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