La Borletti Buitoni non fa marcia indietro sugli chef e lancia gli Stati generali della cucina italiana (paura)

Ilaria Borletti Buitoni, gli chef e gli stati generali della cucina italiana

La signora Ilaria Borletti Buitoni in Sottosegretario la sua opinione sul mangiare in Italia e sugli chef l'aveva espressa un po' fugacemente in un'intervista a Panorama. Le sue parole sommarie come una pasta in bianco scotta (qui) sono state seppellite da una pioggia di critiche e mantecate da ironie assortite. Ora, evidentemente non paga, il nostro sottosegretario in parannanza e acconciatura anni '70 non si scusa affatto ma rilancia con la sua "vera opinione sulla cucina italiana". Che, tra impulsi reazionari e nostalgie dei bei tempi passati, fa rimpiangere gli accenni qualunquisti di Panorama.

La Borletti, che si autodefinisce "un'ottima forchetta", dice che "la cucina di oggi qualche volta è troppo tesa ad una ricerca a effetto e perde di vista proprio quelle radici che hanno fatto della cucina italiana la più ricca e unica del mondo".  Se vi è balenata l'idea che la signora si trovi a disagio nella cucina contemporanea, quella che sperimenta e prova a creare qualcosa di nuovo, siete sulla buona strada. Perché, sic, "tra quattro fagiolini che circondano un minuscolo pezzettino di carne e un piatto di pappardelle al sugo di lepre, preferisco la seconda opzione". Chiaro? Basta con la nouvelle cuisine, e pazienza se è una polemica datata. Occhieggia, prudentemente non citata, la riprovazione per la cucina molecolare e dintorni. La sottosegretaria ormai è lanciata e si fa minacciosa. Perché, dopo quest'analisi acuta e profonda, spiega che occorre "progettare nuovi strumenti per tutelare e sviluppare questa nostra peculiarità, fonte non secondaria di lavoro e produzione di redditi". Che vorrà mai dire? Menu di stato? Pappardelle per tutti? Chiusura dell'Osteria Francescana? Ed ecco la proposta: trovare con tutti gli chef e i protagonisti un "percorso comune di discussione che porterà agli Stati generali della Cucina Italiana". Giusto, una bella giornata di Stati generali non si nega a nessuno. Già la vediamo la Parodi, a decantare le virtù della cucina delle nonne.

Infine, la Borletti e la sua acconciatura decidono di accogliere "volentieri l’invito del Ministro De Girolamo per un pranzo insieme nel corso del quale, oltre a gustare i piatti della più vera tradizione italiana, affrontare temi relativi a come collaborare per valorizzare ancora di più la nostra splendida e varia offerta culinaria regionale e nazionale, cosa che ritengo di primaria importanza, guardando anche quanto fatto in altri Paesi a noi vicini come giustamente richiesto dai nostri stellati chef".

Amen.

Ps. Nella sua pagina, nella foga di raccontarci la sua visione della cucina, il sottosegretario pubblica in apertura una bella foto di prodotti tradizionali: pomodorini, peperoni e un'oliera. Un'oliera?!? Ma come, è di ieri la notizia della guerra delle oliere anonime, che una quindicina di Paesi vorrebbero mettere al bando. E chi c'è in testa tra quei 15 Paesi? L'Italia, s'intende. Ma forse quella è l'oliera di casa Borletti, mostrata in esclusiva ai lettori del suo sito.