Io e Dona Flor: Xinxim de galinha

Sarà perché è estate o forse perché mi sono da poco addentrata, affascinata, nella rilettura dei romanzi del grande Jorge Amado; sta di fatto che ogni notte mi addormento sognando sapori lontani e morbidi, spezie profumate che raccontano di mare e sole, di canti baiani e sensuali evocazioni palatiali. Sarà come sarà, sabato mattina me ne sono andata al mercato di Piazza Vittorio, decisa ad abbandonare la filosofia del kilometro 0 per lasciar spazio alla fantasia (e alla pazzia) momentanea, acquistando tutto ciò che di strano e sconosciuto ho potuto trovare; beninteso, senza avere ancora chiaro in mente il risultato finale. Così, alla fine della sessione di acquisti (condotta seguendo – libera dalle consuete remore – i consigli gratuitamente elargiti dai venditori) mi sono ritrovata, tra le altre cose con lo sconosciuto fiore di banano (ancora non usato), con degli strani peperoni indiani, consigliati dal mio ortivendolo, simili nella cottura ma non nell’aspetto ai più nostrani frigitelli e con una zucchina grande quanto una zucca che assomiglia di più ad uno strumento a percussione del caribe.
Giunta a casa, ispirata dall’odore del coriandolo fresco e memore dei consigli della splendida creatura di Amado e maestra della scuola di Culinaria di Baia, decido di lanciarmi nella preparazione dello Xinxim, liberamente reinterpretando la ricetta descritta nel libro. Quale sia il libro in questione è fin troppo facile intuirlo e ve lo lascio indovinare. La ricetta, invece, eccola qui con tutti i dettagli!


Ingredienti:

Un petto di pollo; 20 gamberi; una yucca; una melanzana; una tazza di latte di cocco; zenzero fresco 30 g; 2 pomodori rossi e sugosi; 1 lime; 1 porro; 1 spicchio di aglio; 1 mazzetto di coriandolo fresco; 1 peperoncino malagueta; una decina di bacche di ginepro; sale; olio di oliva (chi si trovasse con l’olio di dendê a disposizione… beh, non esiti ad usarlo).

Preparazione:

Lavate e sgusciate i gamberi avendo cura di non gettare le teste e i carapaci (serviranno per fare un brodetto succolento da aggiungere al nostro xinxim!) e teneteli da parte in un luogo fresco.

Per il brodo di pesce:

 

Pulite il porro e tagliatelo; in un pentolino capiente spremete con l’apposito spremi aglio uno spicchio intero; aggiungete il porro, il succo di un lime, la dadolata di pomodoro, le bacche di ginepro insieme alle teste e ai carapaci dei gamberi.
Ponete il tutto sul fuoco e lasciate cuocere pestando con un cucchiaio di legno per far uscire tutti gli aromi.

Per lo Xinxim:

Tagliate il petto di pollo a dadi di dimensione regolare. Pelate la yucca e tagliatela cercando di ottenere dei pezzi della stessa dimensione del pollo; fate la stessa cosa con la melanzana. In una padella capiente versate tutti questi ingredienti; non dimenticate i gamberi e infine aggiungete lo zenzero tritato, il peperoncino e irrorate di olio.

Lasciate dorare a fiamma viva e dopo pochi istanti togliete i gamberi e teneteli da parte.

Aggiungete il latte di cocco (sentirete che profumo!). Trascorsi cinque minuti togliete altresì il pollo.

Lasciate cuocere fin quando la yucca non si sarà ammorbidita.

Preparate un colino a maglia stretta e aggiungete all’intingolo il brodetto di pesce precedentemente ottenuto, pressate e pressate fin quando non avrete spremuto fino all’ultima goccia di questo liquido profumato ed inebriante.

Rimescolate e rimettete nella padella i gamberi ed il pollo, lascite insaporire.


Tritate il coriandolo fresco e aggiungetelo al piatto.

Mangiate ben caldo, risvegliarà tutti i vostri sensi assopiti!

Buon appetito!

 

2 Commenti

  1. scusa ale, ma dove trovi la yucca, il coriandolo fresco… e con cosa si potrebbero eventualmente sostituire? la ricetta è affascinante , ma dubito di riuscire a trovare tutte queste cose esotiche!

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