Salviamo Bibli (e il suo brunch)

Salviamo Bibli (e il suo brunch)

Niente più brunch da Bibli? Notizia ferale per i radical chic che amano le atmosfere raffinate di questa libreria trasteverina ma anche per chi ama i luoghi di cultura e per chi apprezza uno dei locali più frequentati della città. 
Ieri sera da Bibli c'erano una settantina di persone, silenziose e composte, riunite per una serata in onore di Jung, durata fino a mezzanotte. Scena consueta da Bibli, teatro di numerose presentazioni ed eventi culturali. Meno abituale la scena che si svolge sulla porta. Leonardo scandisce, tra l'infuriato e il rassegnato: "Questo è un omicidio, un omicidio all'arma bianca". Perché se non accadrà niente nelle prossime settimane, il 30 giugno Bibli chiuderà la serranda. Per sempre. Omicidio politico? Così pare, a sentire gli strali contro il sindaco Gianni Alemanno. Ma almeno per ''non morire in silenzio'', Leonardo e gli altri dipendenti della libreria hanno  lanciato un appello-petizione (ed è nato subito anche un gruppo che ha già un migliaio di 'amici' su Facebook) che in pochi giorni ha raccolto centinaia di firme. Noi non si ama petizioni e firme, ma questa volta una firmetta ci sta tutta.

La questione è questa. Alla fine del mese scade l'ultima proroga del contratto di affitto. La padrona dei locali ''legalmente'', ha pensato di triplicare il canone mensile, passando da 5mila a 14 mila euro. ''Impossibile per noi da affrontare cinquecento euro di affitto al giorno'', chiarisce Leonardo. Il Comune di Roma aveva promesso, già con l'amministrazione Veltroni, di trovare un'altra sede allo storico tempio culturale, frequentatissimo dal gotha radical chic della Capitale, e non solo: ''Pure l'opposizione era d'accordo, riconoscendo il valore di quello che facciamo, e che il nostro e' un posto aperto a tutti''. Salvo che ai ''si' si', e' cosa fatta'', non sono mai seguiti atti pratici. Il posto c'era, un locale vicino, a via San Francesco di Sales (a cinque minuti da via dei Fienaroli) che andava ristrutturato, a spese della società, e che sarebbe stato dato a un affitto calmierato, in modo da consentire a Bibli di continuare le attività. Libri, concerti, progetti per i bambini, oltre al più famoso e ben frequentato brunch domenicale romano. Fatto sta che il tetto crollato della ipotetica nuova location ancora sta li', ma niente, il bando tanto promesso, non è mai arrivato. ''Poi ad amministrare sono arrivati quelli dell'allora opposizione. Anche Alemanno'', con cui le proprietarie di Bibli, garantisce Leonardo, hanno sempre trattato in prima persona, ''aveva garantito che era praticamente cosa fatta''. Stesso leit motiv, insomma, ma anche stesso risultato. Nessuno.

''Non abbiamo chiesto sovvenzioni o un locale gratis – chiarisce il gestore della libreria – ma di avere un nuovo locale dove pagare regolarmente un affitto, come abbiamo fatto in tutti questi anni, che non ci strozzi e ci permetta di continuare la nostra attività culturale''. Perché, ci tiene a sottolineare, ''se a Roma, una città di tre milioni e mezzo di abitanti, c'e' da presentare un libro, vengono tutti qui. E già è ben strano che in una capitale ci sia un posto solo così. Se non ci danno ascolto, non ci sarà più nemmeno quello''.
Le idee, peraltro, dalle parti di Bibli non mancano. 'E di proposta alternativa, in caso, ne hanno già una da fare al Campidoglio: 'Visto che a Roma c'è una altissima concentrazione di locali sequestrati alla mafia, pronti per essere riassegnati, perché non ci danno uno di quelli?'' è il suggerimento affidato per ora al web che arriva dai gestori. In attesa che dalle parti del Comune, stavolta, finalmente qualcuno batta davvero un colpo.

Per firmare potete andare direttamente a via dei Fenaroli 28, oppure mandare una mail a info@bibli.it, con scritto ''una firma per Bibli Libricaffè''

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