Hosteria Grappolo d’Oro a Roma è un indirizzo affidabile e di qualità, tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori. Qui si trova una cucina romana fatta con ottime materie prime e si può fare un percorso degustazione (tris di antipasti, primo, secondo con contorno e dolce) a un prezzo davvero onesto: 34 euro.
Nella Capitale ci sono ancora indirizzi che si mantengono fedeli al concetto originario di osteria? Ne abbiamo parlato con Antonello Magliari, che dal 2002 è chef e socio dell’Hosteria Grappolo d’Oro, a piazza della Cancelleria, in pieno centro a Roma tra i vicoletti che si dipanano tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori. “Hosteria Grappolo d’Oro nasce nel secolo scorso probabilmente come fraschetteria” racconta lo chef a Puntarella Rossa.
Oggi il locale, presente anche nella guida Michelin, è gestito da cinque soci appassionati di cucina romana e laziale: Edoardo Micozzi, Andrea Liguori, Simone Angelucci, Luca Tenderini e appunto Antonello Magliari.

Quindi, come si fa, al giorno d’oggi, a definire un locale come “osteria”? “L’osteria è per definizione un luogo accogliente che offre posto a chi passa: osteria deve essere anche questo, dare accoglienza agli avventori”. Ecco perché dal Grappolo d’Oro, oltre a prenotare il tavolo in anticipo, ci sarà sempre spazio per proporre un tavolo ai passanti, considerata anche la posizione in pieno centro storico di Roma, con un ricco afflusso di turisti, ma anche romani. Il locale dispone di una sala interna e di uno spazio esterno sulla piazza per un totale di circa 98 posti a sedere.
Il menu degustazione “Percorso romano”

Oltre alla carta con i piatti a scelta del cliente, è possibile ordinare (in tal caso, per l’intero tavolo) il menu degustazione “Percorso romano” a un onestissimo prezzo di 34 euro a persona. Percorso che vuole celebrare alcuni dei piatti simbolo delle romanità e che si apre con un tris di antipasti tradizionali (che cambiano in base alla stagione), possiamo trovare per esempio la panzanella, le polpette di bollito in salsa verde e il baccalà mantecato con julienne di asparagi. Si prosegue poi con un primo piatto a scelta fra tre grandi classici romani: spaghetti alla carbonara, rigatoni all’amatriciana e tonnarelli cacio e pepe. Per la seconda portata si può optare per il baccalà alla romana, l’agnello alla romana o la guancia di manzo brasata al Cesanese con contorno di stagione. E per finire il dolce del giorno fatto in casa.

Per offrire un menu di questo tipo ad un prezzo accessibile e competitivo, lo chef spiega: “Parlo direttamente con il produttore sul territorio, evitando le solite, ma impersonali, catene di distribuzione della grande ristorazione”.
In un contesto sempre più attento ai costi delle materie prime, il “segreto” per abbattere il food cost è quindi – per usare le parole dello chef – “coltivare un rapporto diretto con il produttore per tagliare i costi di intermediazione: un rapporto che va curato, custodito, sostenuto”.
I vini dell’Hosteria Grappolo d’Oro

Un occhio anche alla carta dei vini dove c’è sicuramente attenzione alle etichette laziali, pur lasciando spazio a tutta l’enologia nazionale da Nord a Sud, oltre che alle bollicine italiane e francesi. Ci sono poi anche diverse proposte di vino sfuso. “Il vino sfuso, in fondo, è quello che beve l’oste e, in questo senso, è come un biglietto da visita del locale: se l’oste ci tiene ad offrire un buon vino della casa, allora significa che anche la sua cucina sarà attenta e curata”.
Hosteria Grappolo d’Oro. Piazza della Cancelleria 80, Roma. Tel. 06 6897080. Sito. Facebook. Instagram.
