Luciano Roma, prezzi e menu della carbonara firmata da Monosilio (e della pizza di Santosuosso)

Luciano Roma, prezzi e menu della carbonara firmata da Monosilio (e della pizza di Santosuosso)

Luciano Roma, prezzi e menu della carbonara firmata da Monosilio (e della pizza di Elio Santosuosso). Tel 0651531465

Fa sempre un po’ sorridere quando i grandi chef decidono di cimentarsi in una nuova avventura e per venire incontro alla “gente”, propongono una trattoria, tavoli di legno e una foggia meno inamidata che ammicca a una cucina popolare. Il sorriso spunta quando, come in questo caso, la carbonara per il popolo viene servita a una cifra non smisurata ma neanche proprio alla portata di tutti, 15 euro. E la cotoletta alla milanese a 36 euro. Voi direte, ma è Luciano Monosilio, uno dei maestri della carbonara, l’uomo che da Pipero ha stupito tutti per anni (e non solo con la carbonara). Vero, vero.

Com’è vero che Monosilio non si propone ufficialmente con un progetto di cucina popolare, quanto di “cucina italiana“, come recita il sottotitolo (speriamo non in omaggio al gagliardo compagno di Elisa Isoardi).

E dunque come si colloca questo nuovo progetto, coraggiosamente intrapreso dopo gli anni di Pipero? Lo ha spiegato Monosilio stesso al Gambero Rosso: “Il nuovo ristorante si pone come un punto di rottura con tutte le forme ristorative attuali, dalla trattoria al fine dining. In pratica è un progetto imprenditoriale focalizzato sulla diffusione della cultura italiana del cibo nel mondo”. Chiaro? In sostanza si tratta di un progetto di ampio respiro: quello del centro storico, dunque, si pone come il progetto pilota di una serie di ristoranti che sbarcheranno oltre confine. Noi (nell’attesa che Monosilio torni a un progetto più ambizioso, di alta cucina), abbiamo fatto un giro da questo Luciano Cucina Italiana, per capire di che si tratta.

In questa bella piazza a due passi da campo de’ Fiori (proprio di fianco a Zum e a due passi dalla casa di Emma Bonino) fino a pochi mesi fa c’era Baffetto 2, posto davvero popolare, non necessariamente nell’accezione positiva del termine. Una pizzeria un po’ sgarrupata, da tempo a fine corsa, che è stata ora riammodernata con gusto. All’entrata, a destra, c’è il gioiello di Luciano, ovvero la macchina per fare e trafilare la pasta, un bellissimo aggeggio professionale della Pama Parsi, azienda di San Cesareo (Castelli romani), che produce macchinari da oltre 60 anni. Alle pareti piastrelle maiolicate verdi, come i pannelli con la scritta Luciano.

In fondo c’è qualche tavolino, ma lo spazio più ampio è il dehors coperto e ampio. Che è stato rimesso a nuovo, ma che mantiene uno stile molto informale. Anche un po’ troppo, con questi tavolini pieghevoli da pic nic, a listelli di legno distanziati, che mettono a dura prova l’equilibrio di bottiglie e bicchieri.

Ed eccoci alla carbonara. Che, come si vede platealmente nella foto è una carbonara firmata. Perché il piatto viene servito con una cartolina attaccata con una pinzetta di legno. Da una parte, il logo Luciano, dall’altra gli ingredienti e la lavorazione. Trovata divertente e utile per chi vuole provare a riprodurla.

Ma com’è questa carbonara? Il formato prescelto è quello degli spaghetti, che sono di diametro notevole e ruvidi, impastati nel locale (presto la pasta fresca sarà in vendita). Sapore molto buono, così come convince  il guanciale. Monosilio qui non usa pecorino insieme a parmigiano reggiano, ma una miscela di pecorino e di grana padano. Niente albume, solo tuorlo. La cremosità è buona, ma alla fine nel piatto, mangiati gli spaghetti rimane un fondo un po’ troppo liquido. Almeno in questo caso: si sa che ogni carbonara è unica e speciale. Forse, in questa preparazione non c’era abbastanza formaggio o forse la pasta non ha abbastanza amido. Comunque sia, un piatto decisamente buono, di gran lunga superiore alla media delle carbonare romane (e ci mancherebbe, per Monosilio e per i 15 euro).

E il resto del menu? Tra gli antipasti troviamo le polpette di bollito (12 euro), il carpaccio di agnello (15), la parmigiana (12) e le montanarine (3 pezzi 9 euro). Tra i primi, a parte la carbonara, ci sono i piatti della tradizione romana, tutti preparati con farina del Mulino Marino: amatriciana (13 euro) e tonnarello cacio e pepe (12). E poi altre divise tra Tradizionali (mafaldine, tagliatelle e lasagne, 12, 14 e 13 euro), Ripiene (tortellini, tortelloni e ravioli, 15, 13 e 14 euro) e Contemporanee (fusillone con ragù d’agnello, 15 euro, e rigatone broccoli e salsiccia, 14). Tra i secondi, costolette d’agnello (25) e cotoletta alla milanese (36 euro), ma anche baccalà (20) e razza (18).

C’è anche una sezione dedicata alla pizza, di gran qualità: ai posti di comando al forno c’è Elio Santosuosso, che ha lavorato alla Gatta Mangiona ed è un pizzaiolo di cui si sentirà molto parlare. La Margherita costa 10 euro. Tra le contemporanee, ce n’è una dedicata a Pavarotti (anche lui, guarda caso, Luciano): formaggio silano, squacquerone, ‘nduja e scorza d’arancia (14 euro). Le pizze di Santosuosso hanno il cornicione partenopeo che svetta, un impasto morbido, perfettamente lievitato e non gommoso.

luciano pizza pavarotti santosuossoLa Pavarotti ha le stesse caratteristiche, con la piccantezza della ‘nduja, appena mitigata dalla scorza d’arancia, che colpisce duro.

Non tutto funziona ancora alla perfezione in cucina, per esempio la cacio e pepe troppo asciutta e con troppo pepe.

supplì luciano monosilio santusuossoTroppo croccante e fritto anche il supplì, dall’ottimo sapore. Ma siamo ancora in fase di rodaggio e gli ingranaggi della cucina hanno bisogno di tempo per perfezionarsi. Da rodare anche il servizio, che si presenta giovane e con tanto di  radiolina per parlarsi a distanza. La carta dei vini è ridotta, una quindicina di etichette: molto naturale, ma non estremo (Marabino, De Bartoli, Ciro Picariello, Cirelli, Bressan). E c’è una scelta che rimanda al concetto iniziale di “trattoria popolare”: il vino della casa sfuso, di piccoli produttori  (un quartino 4 euro, mezzo 7 euro, un litro 12, tre litri 30).

luciano monosilio box ristoranteNota di demerito: si paga il coperto. Ma perché? Non ci sono tovaglie, le posate sono servite in una scatola tipo di biscotti e il pane non è incluso. Questi 1,5 euro si potevano serenamente evitare.

Luciano Cucina Italiana, Piazza del Teatro di Pompeo, 18 – 0651531465 

Card

Info & Review
Name: Luciano Cucina Italiana
Chef: Luciano Monosilio e Elio Santosuosso
Address: Piazza del Teatro di Pompeo 18 - (Centro storico) Roma
Price: 40-50
Telephone: 0651531465
Opening Hour

Monday - Sunday: 12:00 - 23:00

Reccomended dish

Carbonara

Bonus

Lo spazioso dehors e la pasta fatta in casa

Malus

Prezzi non sempre modici e il coperto ingiusticato

Food
6.5/10
Atmosphere
7.5/10
Service
6.5/10

6.75

Average
6.75

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1 Comment

  1. Romanzi Roberto
    settembre 17, 08:39 Reply

    Belli ‘sti posti, so’ quelli che quando ce passi davanti un anno dopo dici “ma qui non c’era Coso? già ha chiuso..”

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