Mediterranea, Porto di Enea e Dar Zagaja chiusi: lo scandaloso deserto di Capocotta

Porto di Enea chiuso Capocotta

Mediterranea, Porto di Enea e Dar Zagaja chiusi. Chi si è avventurato oggi, prima giornata di sole primaverile, sulle dune di Capocotta, ai cancelli di Ostia, si è ritrovato un panorama desolato: porte sbarrate, pedane abbandonate, cucine spente. E sigilli amministrativi e cartelli con atti giudiziari: la primavera per chi adora le spiagge dei Capocotta comincia malissimo e l’estate sarà peggio. Già, perché sono scadute le concessioni degli stabilimenti e in attesa del bando, il Comune ha deciso di tirare giù la saracinesca all’estate dei romani. Una decisione clamorosa, un atto che sarà pure formalmente ineccepibile, ma che certo non è un capolavoro di intelligenza politica. La legalità è fondamentale, e noi siamo al fianco di combatte per ripristinarla, ma forse si poteva agire meglio e prima, evitando il deserto estivo che ci aspetta.

mare

Le concessioni
Andiamo per ordine. I titolari di stabilimenti e di ristoranti dei cancelli di Ostia avevano una concessione dal 22 luglio 1999, ovvero dai tempi della giunta Rutelli, che aveva autorizzato la prima spiaggia naturista del Litorale. Concessione scaduta e poi prorogata. Fino a quando scade. Le norme dell’Unione europea prevedono che si faccia un bando per riassegnare le concessioni. Giusto, giustissimo, sacrosanto. E ci sono due argomenti di cui tener conto: da una parte, chi ha lavorato e vissuto in queste zone si è preso cura del luogo, facendo migliorie di cui non si può non tener conto. Dall’altro lato, ci sono stati i soliti abusi edilizi: qualcuno ne ha approfittato, si è allargato troppo, ha costruito non doveva.

Porto di Enea chiuso Capocotta

Lo stop dell’11 febbraio
Fatto sta che l’11 febbraio cala la mannaia della burocrazia. Gli stabilimenti vengono chiusi, per ordine del prefetto Domenico Vulpiani, commissario del X Municipio. Siamo in pieno inverno e pochi se ne accorgono. Ma, spuntato il primo sole, la situazione è palese a tutti. I titolari avevano chiesto più volte di poter continuare la loro attività fino al nuovo bando, rispettando poi i risultati dello stesso. Ma il Comune ha detto no. Tutto chiuso, sbarrato.
Chiudono Oasi naturistaZagaja, Mediterranea, Settimo cielo, Porto di Enea e Mecs Village.
E il bando? Nessuna notizia. Solo la soddisfazione del senatore dem Stefano Esposito: “Le ruspe della legalità cominciano a funzionare”.

La protesta 
Mario Staderini, ex segretario dei Radicali italiani, ha fatto una battaglia di questa vicenda. E dice a Puntarella Rossa: “Porto di Enea da vent’anni è la mia seconda famiglia. Lì ho scoperto una parte unica di Roma, che ti fa vivere il nostro mare e sentire popolo. Lì porto gli amici di fuori che vengono a Roma per amarla. È incredibile: a Ostia c’è la mafia, il “lungomuro” è ancora lì, e la priorità è chiudere attività amate dai romani? Si facciano i bandi, si riducano le pedane, ma nel frattempo li si faccia lavorare, anche perché in questi anni la loro vigilanza ha anche salvato le dune.  Se ci rubate Capocotta, ci rubate Roma“.