La bufala del pane al ristorante portato subito per farci spendere di più

pane al ristorante

La bufala del pane al ristorante portato subito per farci spendere di più Girano in questi giorni delle analisi un po’ strampalate, sul fatto che al ristorante i camerieri portano subito il pane a tavola e questo avrebbe la funzione, non commendevole, di far spendere di più.

Lo dice Daniel G. Amen, un famoso neuroscienziato clinico statunitense, membro onorario dell’American Psychiatric Association. Secondo il suo parere, ripreso dal Gambero Rosso e dal Corriere della Sera, pane e vino agiscono sul lobo frontale del cervello, dove vengono elaborate le attività psichiche superiori,  pensieri, idee e impulsi. Funziona così: gli zuccheri dei carboidrati creano un picco glicemico, si crea serotonina e quindi felicità e quindi la cosa ci spingerebbe «a ordinare più del necessario e spendere una cifra maggiore».

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E fin qui, potrebbe anche essere. Ma la nostra stampa parla di “trucco” dei camerieri, che vorrebbero “fregarvi“.  Dunque, il diabolico piano di quei perfidi ristoratori sarebbe quello di rendervi felici, portandovi subito un tozzo di pane, così che, inebriati dall’euforia della serotonina, possiate ingozzarvi come otri di cosce d’agnello e mozzarelle di bufala. Ma davvero ci avete creduto?

Se davvero la pensa così il signor Amen, nome omen, probabilmente non ha mai fatto due chiacchiere con un ristoratore. E forse non è mai stato al ristorante.

Perché non risulta che nessun cameriere abbia mai avuto l’ordine di portare pane per incentivare la felicità dei clienti. O meglio, lo portano – e meno male! – per fermare la fame in attesa dei piatti che verrano, per i quali servono i tempi tecnici (per un risotto vero, per dire, ci vogliono almeno venti minuti). Non è un piano malefico preordinato per farvi spendere di più, ma un modo per non farvi infuriare e morire di fame.

Poi c’è un altro discorso, che il dottor Amen non può conoscere e che i ristoratori conoscono benissimo. E’ bene che ne siano informati anche i clienti, che a volte distrattamente ci cascano. Il pane, nei migliori ristoranti, non ve lo portano, ma vi chiedono se lo volete. Non è un atto di gentilezza.

E’ che il pane spesso viene fatto pagare a parte, e quindi se non lo volete basta dire di no e non pagate nulla. Se dite sì, vi arriverà un cestino a pagamento. Non è una truffa, anzi, è un modo gentile per avvertirvi che il pane è un’ordinazione come un’altra. Se state protestando, perché il pane dovrebbe essere incluso nel coperto o offerto gratis, non avete idea di quanto costi il pane buono, fatto in casa o comprato da un buon forno.

Detto questo, sì, dottor Amen, quando siamo felici, e il buon pane e il buon vino incrementano il nostro tasso di felicità, forse ordiniamo di più, ma non c’è nessun complottismo di ritorno (ma forse sono i soliti media a interpretare male il suo pensiero), c’è solo un sano e consapevole desiderio di mangiare, bene più che tanto, e godersela, con i piedi sotto un tavolo e un pezzo di pane di qualità innaffiato con olio da degustazione, intenso, fruttato e lievemente piccante.

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