Contrada Govinda Milano, il vegetariano che spacca grazie a Longoni e Melilli (provate la zucca)

Contrada Govinda Milano, il vegetariano che spacca grazie a Longoni e Melilli (menu e prezzi) Per i milanesi è un ricordo indelebile quello delle tavolate sociali che si facevano al Govinda negli anni ’80, a due passi da via Torino. Una genialata degli hare krishna, che si sono portati avanti e hanno lanciato un locale vegetariano, e anche un po’ vegano, molto prima che diventasse una moda. Negli anni si era un po’ appannato, ma ora è tornato a nuova vita grazie a due nomi di peso: Davide Longoni e Tommaso Melilli.

Longoni, re dei panificatori di Milano, si è lanciato in questa avventura aprendo il suo primo ristorante e subentrando all’associazione Hare Krishna “con una logica di convivenza laica e inclusiva. Lo ha fatto avvalendosi di due figure di rilievo. Tommaso Melilli, chef-scrittore che ha vissuto a lungo a Parigi ed ha ottenuto una certa notorietà per i suoi bei libri e la rubrica sul Venerdì di Repubblica: è lui l’ideatore del menu, anche se resta un “oste in affitto”, come si definisce. A capo della cucina c’è infatti una chef giorgiana, Nata Qatibashvili. Ne è venuto fuori un grande ristorante vegetariano, accessibile e informale. Finalmente verrebbe da dire.

Menu e prezzi

Come si mangia e quanto si paga? Bene e (relativamente) poco.

menu contrada govinda

Vediamo il menu. Molto originale, non impegnativo, con piatti mai banali e costruiti sapientemente. C’è anche un menu degustazione da 28 euro. Tutte le materie prime sono italiane, tranne il latte di cocco. Usate molto e bene le spezie. Niente aglio, cipolla, uova, carne, e pesce. E niente vino, ahinoi. Si rimedia con kombucha, nettari di frutta di Marco Colzani e cocktail analcolici (c’è pure un simil Negroni).

A noi ha estasiato. Si chiama “Il ripieno dei tortelli di zucca” (14 euro). A vederla così, sembra quasi inquietante. E invece è un piccolo prodigio di dolcezza e morbidezza, ribaltamento semantico e fisico dei tortelli ai quali siamo abituati. La dolcezza della zucca, il sale delle mandorle tostate, il sapore piccante ed estasiante della mostarda e il riposante letto di fonduta di parmigiano reggiano. Applausi.

Gli altri piatti sono ottimi, solo un livello in meno rispetto alla zucca. Qui abbiamo una ricotta con cime di rapa appena scottate, su un letto fatta con una salsa di pomodorini gialli. Buona anche la zuppa di pane, fagioli, cavolo nero e za’atar (pane un po’ troppo molle, serviva qualcosa di croccante). Inutile dire che il pane di Davide Longoni è ottimo.

La saletta è intima e gradevole, con affreschi rinascimentali, che dà su un cortile interno. Perfetta per un pranzo.

Sotto c’è ancora il tempio Hare Krishna, che merita una visita.

Contrada Govinda Milano, via Val Petrosa 5, tel  02 4954 2241 

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