Nuova Rinascente Roma, che c’è da emozionarsi per un centro commerciale? Er Murena

Nuova Rinascente Roma, che c’è da emozionarsi per un centro commerciale? Er Murena

Nuova Rinascente Roma

Nuova Rinascente Roma, il flagship de noantri 

Solo a Roma succede che l’apertura di un centro commerciale (pardon, di un flagship store) sia salutato come l’evento più cool dell’anno. Passi da via del Tritone e sullo striminzito marciapiede (ma come si fa, siete matti?), vedi decine di formichine impazzite e frementi, sfiorate dai bisonti stanchi dell’Atac. Sorridono, pregustando il sushi farcito al Philadelphia del nuovo Temakinho. Ignari del rischio di non riuscire a raggiungere il sesto piano gourmet (ma perché vi affannate? Il vostro sushi carioca lo trovate in via dei Serpenti, comodamente al piano terreno).

temakinho rinascente romaSì, parlo della Rinascente. “La” Rinascente, non Rinascente: me ne frego del rebranding che ha cancellato il “La”, senza un minimo di rispetto per il Sommo Vate Gabriele D’Annunzio, che la ribattezzò nel lontano 1917. Va bene, c’è l’Acquedotto vergine (un acquedotto a Roma non si nega a nessuno). Va bene, è molto bella. Ma non è la nuova Cappella Sistina, mi pare. E tra l’altro sei circondato da “design Supermarket”, “negozi perimetrali”, “Tax Free Lounge”. Tutta roba che puoi comodamente ammirare dall’Exhibition Area

La grande sala del sesto piano

La grande sala del sesto piano

Sicuri di dover essere orgogliosi di questa roba? Nello stesso tempo, o quasi, in cui le commesse sistemavano le stampelle del negozio di via del Tritone, nell’odiata Milano mettevano su la torre Hadid, inauguravano Tempo di Libri (d’accordo, un mezzo flop, la prima edizione) e il nuovo grande cinema Anteo, organizzavano il City Life Shopping District, completavano la Fondazione Prada, progettavano lo Human Technopole, concorrevano per l’Agenzia europea del farmaco, lanciavano la Fondazione Feltrinelli, lavoravano alla riemersione dei Navigli.

E vabbè. Torniamo alla nuova, mirabolante, Rinascente. La Food hall dello Store (ma come parlate?) è al sesto piano. Prima di arrivarci, puoi imbatterti in uno degli 800 brand presenti, comprare una borsetta da 15 mila euro o piangere nella luxury bathroom (i cessi). Insomma, diciamola tutta, stai in un duty free da aeroporto, proprio nel bel mezzo della città più bella del mondo. Hai la Grande Bellezza che ti sta addosso ogni secondo, tramonti struggenti e ristoranti spettacolari e vai a infilarti dentro un grande magazzino?
Post Scriptum. Vogliamo parlare di prezzi? Nel ristorante Up Sunset Bar, una bottiglia di acqua da 50 cl costa 2,5 euro, una birra Heineken da 25cl costa 6 euro e una focaccina con chorizo, piuttosto inutile, 5 euro.

 

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