Big Al Parioli Roma. Sulle prime non te ne rendi conto. Sembra un nome che ammicca alla moda anglofila, come tanti: Big Al. Poi ti viene un dubbio. Ma è solo quando leggi la storia sul sito, e fai un paio di domande, che la cosa diventa lampante. Big Al, questo grande ed elegante ristorante in viale Parioli, è dedicato ad Al Capone. Di più, è dedicato al “grande Al Capone”. Grande? Sì, proprio così. Non è solo una questione di suono, quel big vuol dire proprio grande. Leggiamo cosa dice la descrizione del sito: “Nella location dello storico ristorante “La Scala”, salotto delle grandi famiglie Parioline, nasce il “Big AL”. Nel rispetto del passato, il nuovo team direzionale decide di rinnovare il locale, pur continuando il percorso tradizionale di impronta Italiana, affidando il progetto di restyling a Giammetta Architects, brand internazionale di architettura e interior designer. Interamente costruito da artigiani italiani, il locale ricorda oggi, per stile e atmosfera, i vecchi magazzini “covi” dei boss italoamericani del periodo del proibizionismo degli anni 20 e 30, da lì il nome “Big AL”, il grande Al Capone”.

Proprio così, le “grandi famiglie Parioline”, con tanto di maiuscolo, hanno il loro salotto nel covo del grande Al Capone. Passi per la moda del proibizionismo, con i suoi speak easy, ma qualcuno da quelle parti sa chi era Al Capone? Un tipo che ammazzava la gente con la mazza da baseball e faceva stragi a colpi di mitragliatrici. E’ vero che anche negli Usa ci sono pizzerie e locali Big Al Capones’s. Però, è anche vero che hanno presidente uno con un ciuffo rosso, tale Donald Trump. Quanta suscettibilità, dirà qualcuno di voi. Che sarà mai. Va bene, scusate questa indignazione da strapazzo. Però poi quando all’estero nasce un ristorante sulla mafia non vi indignate, non siete credibili.

Allora facciamo così, mettiamo da parte questo moralismo da signorine. Fondiamo qualche nuovo ristorante: dopo Big Al, facciamo una trattoria “Dall’ottimo Goebbels”, una macelleria “Il magnifico Jack” (lo squartatore) e ancora “Dar Canaro” o “The Big Family Da Olindo e Rosa”. E buon appetito.
