Leemann e l’acqua prima e dopo le preghiere (Visintin e Identità golose)

leemann a identità golose

Leggere Valerio M. Visintin vale sempre la pena, anche se non lo si condivide. Ma questa volta, scorrendo un resoconto dell'appena trascorsa edizione di Identità golose, sentiamo la necessità di riproporvelo  (l'articolo completo è qui)Nello specifico, il passaggio legato a Pietro Leemann, del ristorante Joia di Milano, di cui Visintin fece una memorabile e controversa recensione.

Visintin su Leemann

"C’è poi il caso di Pietro Leemann, che cercherò di esporre nella forma più neutra. Prima, però, debbo confessare onestamente d’aver temuto il peggio guardando con occhi sgranati un piccolo video rubato dalla camera di un telefonetto. In quelle brevi, angoscianti sequenze, si mostrava l’ombra bianca di uomo lungo e legnoso con un campanellino in mano. Era avvolto da nuvole di incenso e dai tintinnii battenti del piccolo strumento di tortura acustica.

Mi sono tranquillizzato soltanto dopo aver riconosciuto, in quella sagoma sinistra, l’inconfondibile e sprizzante allegrezza di Pietro Leemann.
Cosa stesse facendo, lo spiega in prima persona nero su bianco, sulla sua bacheca di Facebook.

L’acqua, come dimostrato dal noto scienziato Giapponese Masaru Emoto, ha una vibrazione che è modificata dalle influenze del mondo esterno. […]. Di fronte al pubblico di Identità Golose ho compiuto un esperimento coinvolgente che esemplificasse questa teoria. Prima di venire a Milano ho raccolto una certa quantità di preziosa acqua di fonte a Giumaglio, il paesino dove vivo in Svizzera. L’ho divisa in due parti. La seconda acqua, quella sulla quale avevo recitato le preghiere, ha subito una trasformazione: naturalmente in meglio. La prima acqua era più spigolosa, la seconda aveva acquisito un gusto rotondo e scintillante”.

A beneficio degli immancabili scettici, il profeta svizzero pubblica formidabili foto di molecole d’acqua inquadrate al microscopio. Vi si mostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, le mutazioni  d’umore di tali molecole. Ma ancor più rivelatorie e inoppugnabili sono le didascalie a corredo di ogni singola immagine, dove si interpretano gli stati d’animo con scientifica precisione.

La prima è “Molecola d’acqua prima di una preghiera”. E fin qui, tutto bene.

Seguono: “Molecola d’acqua dopo la preghiera”, “Grazie”, “Amore e gratitudine”.

Sino al terrificante: “Mi fai star male, ti ucciderò”.

Provo un certo imbarazzo ad appuntare commenti in calce a questa vicenda. Dico solo che, nel ristorante di Leemann, le preghiere le ho sempre limitate a quei terribili momenti che intercorrono in attesa del conto. Sull’esempio del sommo Maestro, la prossima volta, estrarrò dalle tasche Fede incenso e campanelle. Chissà che al posto della solita mazzata, sulla ricevuta fiscale non appaia magicamente la scritta: “Amore e gratitudine”.

di Valerio M. Visintin 

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