Mia madre Anna Dente e la matriciana

Dopo il post che abbiamo dedicato ad Anna Dente (qui) e alla sua tentazione di chiudere la sua Osteria di San Cesario e aprire all'estero, causa troppe tasse, e dopo qualche commento decisamente non benevolo, la figlia Angela Ferracci ci scrive una riflessione che vi riportiamo di seguito.

"Cara Puntarella Rossa e cari Marco, Franco, Debby e Gufo,
Anche io sono molto contenta che non vi piaccia mia madre e spero davvero che non abbiate mai mangiato da lei. Io mi occupo di altro, grazie a Dio, e sono arrivata temporaneamente a Roma per aiutarla a gestire la fila, perchè da sola, visto che lei cucina, non ce la faceva. Eataly è stata una bella esperienza anche per me perchè per la prima volta in vita mia ho visto in faccia la fauna che frequenta i ristoranti. Moltissime persone hanno avuto modo di apprezzare il lavoro di mia madre e dei suoi dipendenti, altri come voi hanno espresso le loro opinioni negative che rispetto.

Mi dispiace molto per il fatto che non possiate spendere 13 euro per un piatto preparato con ottime materie prime e con il lavoro di tante persone ma la vita è questa.. accettare la dura realtà vuol dire essere persone con un persorso di consapevolezza sulla vita che prima poi occorre fare. Io personalmente quando non ho i soldi per pagarmi le medicine ( ho una grave malattia genetica) mi accontento di quelle a basso prezzo… 10, 8, 6 e perfino 5 euro se il mio portafoglio piange. Ma sono viva e fino a che lo sarò frignare perchè non mi posso permettere altro è davvero fatica sprecata! E veniamo ai prezzi del cibo: vale la stessa filosofia che per le medicine, solo che queste sono necessarie per combattere la malattia e sperare di sopravvivere,andare a mangiare al ristorante no! Nessuno è obbligato a comprare qualcosa se non ha i soldi, se poi lo compra e si lamenta del prezzo è sempre e solo un problema suo. Perchè qualcuno dovrebbe farvi mangiare al prezzo che decidete voi? Esiste forse una legge italiana che regola questa possibilità??? Voi accettereste di essere pagati non in base alla legge ma in base alla decisione del primo che passa??? Qualcuno vi ha mai obbligato ad andare in un ristorante che non vi potete permettere contro la vostra volontà??? Se è così denunciatelo!!! Liberatevi da questo fardello e sicuramente starete meglio.
Non vedo l'ora che mia madre si riposi dopo una vita passata a schiattare per permettere a poveri cristi come lei di fare la figura dei signori al ristorante. Ha cominciato a lavorare a sei anni e alla soglia dei settanta può tranquillamente smettere. Spero si disintossichi presto da questo mondo irreale e da tutte le opinioni di:falsi avventori del ristorante (altri ristoratori) semplici invidiosi,o peggio, critici del gusto che vogliono mangiare senza pagare (che ho individuato da tempo). Mi auguro infine che le tante persone che non se lo possono permettere imparino finalmente a cucinare a casa loro così avranno modo di risparmiare e destinare i maledetti "euri" ai loro figli se ne hanno o a mettere da parte qualcosina in caso di una brutta malattia. Spero davvero che tutti voi paghiate le tasse fino all'ultimo centesimo e che non abbiate debiti di cui pentirvi un giorno….
Vi lascio con l'augurio per voi ed i vostri cari di
Tanta salute e una vita gustosissima!!!"

P.S.
Caro Puntarella Rossa,
grazie per l'ospitalità, spero che tu possa continuare a portare avanti la tua passione ed il tuo lavoro con l'allegria che ho letto nei tuoi occhi.
Angela Ferracci

14 Commenti

  1. 13 euro una matriciana o una gricia e' un furto, non ci sono altri termini.  La cucina romana e' una cucina essenzialmente "povera", fatta di materie prime semplici, se non di scarti (vedi il quinto quarto). Non e' vero poi che il cliente non vuole pagare, ma si aspetta di pagare il giusto. Mi dispiace per la patologia della signora, ma un ristoratore non può seguire le politiche delle case farmaceutiche. ciao

  2. Con il mondo dei blogger e dei foodies in pieno fermento i ristoratori sono continuamente sotto osservazione. Spesso quest'osservazione è onesta, competente e rispettosa del lavoro altrui. Altre volte no. A Puntarella Rossa rimprovero di non mostrare sufficiente competenza in alcuni post (pochi, a dire il vero). Ai ristoratori che alzano i prezzi in maniera ingiustificata, dico: è vero, esiste il libero mercato, ma esiste anche la libera espressione. Nella risposta della signora Ferracci c'è una malcelata amarezza. Dice che sua madre ha passato una vita a schiattare per permettere ai poveri cristi di fare i signori al ristorante. Ma perché non dire semplicemente che sua madre ha fatto l'imprenditrice? Imprenditore spesso vuol dire lavorare tanto, faticare e andare avanti nei momenti difficili soprattutto grazie alla passione. Fare l'imprenditore è una scommessa, il rischio e la fatica fanno parte del gioco. Non è che ha fatto beneficenza a noi poveri cristi. Ha lavorato.
    Poi ci sarebbe da aprire un capitolo sulla questione tasse. Il nostro Paese ci impone una pressione fiscale che evadiamo, ma che comunque non è giustificata visto il modo in cui il Paese, nelle vesti di chi ci governa, usa le risorse. Chi dev'essere il primo a cedere? Chi governa, magari abbassando le tasse prima di metterne di nuove? O il piccolo imprenditore, emettendo qualche fattura in più?

  3. Parlare di "furto" mi sembra un tantinello sopra le righe. Anche perchè i tanti Soloni commentatori e critici improvvisati, che con grande facilità giudicano e scrivono commenti tranchant,  dovrebbero avere ben chiaro che il costo di un piatto non è dato dalla somma algebrica degli ingredienti, esiste un piccolo dettaglio chiamato costi fissi. E se in un locale io scelgo di servire poche persone, tenendo alto il livello del locale e facendo così una sorta di selezione, questi costi fissi li devo dividere per quelle poche persone che servo. Di conseguenza il costo della matriciana non è più la somma di pancetta, pomodoro e pecorino. Tralascio, poi, il discorso sulla remunerazione che mi sembra giusto abbia la capacità di confezionare piatti più buoni, di selezionare materie prime migliori, di servire il piatto con maggiore cura.
    Ma va da se che criticare è molto facile  e l'invidia e la stupidità sono merce più a buon mercato della competenza e dell'ammirazione.

  4. Ringrazio Puntarella Rossa per la paziente ospitalità. Vengo evocato da tale Angela Ferracci e ritengo doveroso rispondere. Angela, non vedo spazi in questo tipo di blog che tratta di cibo e ristorazione, utili a narrare intime, gravi patologie fisiche correlate a chi tratta di cibo. Al di là del dispiacere per la sofferenza, trovo estremamente malevolo rivolgere, a chi non gradisce la cucina in esame, un probabile percorso fatto di malattie e conseguente spendita in medicine del denaro accumulato non andando al ristorante. In un momento in cui la nostra Nazione traballa seriamente, le tasse anche se elevate, devono essere pagate, tutte! Ricordo, banalmente, che se la nostra imposizione fiscale è soffocante, lo si deve alla devastante evasione con cui siamo abituati a convivere, ogni giorno, in ogni luogo, per ogni qualsivoglia tipologia di movimento commerciale! Per quanto riguarda lo spendere gli ormai famosi 13 Euro per un piatto di matriciana, è vero, ci possono essere persone che loro malgrado non possono impegnare tale somma (non tutti abbiamo redditi da benestanti senza pensieri) ma, quassù, credo, non si disquisisca sul potenziale economico del'avventore quanto, piuttosto, sull'opportunità di spendere un cifra ancorchè modesta per un piatto di minestra che non li merita! Personalmente sono propenso a spendere anche una cifra importante a patto che il luogo dove pranzo, la qualità del cibo, la sua preparazione, il servizio, mi lascino ampiamente soddisfatto (come tutti del resto). Se invece vado in un luogo polveroso, chiassoso, volgare, mal organizzato con servizio al tavolo scadente e, soprattutto, cibo di discreta qualità, ho il diritto di lagnarmi per aver pagato, chessò, un insulso piatto di minestrone 15 Euro! Ed ormai, tanti girovaghi di osterie, trattorie e ristoranti, son ben stanchi di accomodarsi su blasonate seggiole, di mangiare sentendo echeggiare la celebrità del cuoco di turno e ritrovarsi, nel piatto, l'inattesa modestia! Per concludere vorrei soltanto dire che, imparare a cucinarsi in casa e conseguentemente dilettarsi in qualche serata gastronomica casalinga con magari graditi ospiti, non è assolutamente una diminutio, anzi, è un momento ricreativo di assoluto valore.
    Ringrazio per l'attenzione rivoltami e dedico un cortese saluto ad Angela

  5. Premetto che secondo me l' osteria di san cesareo è stato da sempre sopravalutato dalle guide (anzi dalla guida che gli affbia ostinatamente 3 gamberi). Sposo completamente il ragionamento della sig.ra Ferracci. Chi si può arrogare  il diritto di definire ladro il prossimo ?
     Hai letto il menù con i prezzi accanto ? Ti ha strappato il portafoglio dalla tasca? Hai mai gestito una licenza, numeroso personale, dei fornitori ? Combattuto con Asl o con vicini che si lamentano di odori e rumori ? Con pseudo gourmet pennaroli a cui devi un occhio di riguardo sennò ti scrivono male ? Ho avuto occasione di gestire per un breve periodo una mensa aziendale per circa 400 persone e posso assicurare che un pranzo completo ,comprese le bibite ha un costo in materie prime (commerciali) di circa 2 euro. Invece se io mi faccio un' amatriciana uso il guanciale di Paolo parisi, pepe sarauak macinato al momento , pomodori Alce nero e la pasta abruzzese di Rossi. quanto vale per me quel piatto ? non ve lo dico perchè se la povera Anna Dente è una ladra io sono un terrorista !

  6. Trovo alquanto sgradevole l intero scritto della Sig Angela Ferracci ed è la prima volta che mi accade in molti anni che leggo questo tipo di blog….ero un po dispiaciuto del fatto di non essere riuscito a mangiare a eataly dalla Sig.a Anna ma dopo sopra ho cambiato idea….non credo che Lei Sig.a Angela abbia reso un bel servizio a Sua madre, voleva sicuramente difenderLa ma, almeno su me, ha avuto l effetto contrario….
    'ho visto in faccia la fauna che frequenta i ristoranti' sono contento che Lei non abbia incontrato il mio bel musetto di lupobianco

  7. Non posso parlare di Eataly perché non ci sono mai andato ma ho provato molte volte l'Osteria e devo dire che recentemente (diciamo negli ultimi due anni) il menù ha subito un rialzo dei prezzi mostruoso e le porzioni sono diventate sempre più piccole, al limite del ridicolo. Sono davvero due forchettate.
    A me dispiace sempre se un pezzo di Italia se ne va. Anche io pago le tasse, per intero essendo tassato alla fonte come dipendente a busta paga, e ogni tanto mangio fuori, e continuo a ritenere che spendere minimo 40 euro a persona per un piatto di pasta ed un antipasto ed un quartino di vino dei castelli siano un costo spropositato rispetto al costo base delle materie e anche aggiungendo personale e costi fissi (affitto, elettricità, etc). Se un piatto di pasta a casa costa 2€, in una Osteria (che dovrebbe richiamare la cucina casalinga perché appunto fatta con ingredienti semplici e genuini) non lo si può pagare il 600% in più – e non sto parlando di Eataly, nell'Osteria un primo costa la stessa cifra. Se deve essere per forza così c'è qualcosa che non va, c'è qualche inefficenza che va sanata, o c'è troppa voglia di fare margine. Non ribaltiamo sempre tutto e diamo la colpa sempre alle maledette tasse. Sforziamoci di capire un pò meglio i perché.

  8. 13 euro una matriciana 20.000 ( che è il guadagno medio basso di un italiano ) diviso 13 che è il prezzo fanno 1538 amatriciane e sono 5 amatriciane al giorno circa per ognuno che dovrebbe lavorare lì almeno 10 ore al giorno e ghuadagnare 1000 euro circa al mese . D'altronde se uno vuole fare una amatriciana come si deve a casa 2-3 euro a testa li deve spendere , per avere prodotti di ottima qualità ( come pretende di avere al nostra Dente ) . Non conosco gli altri paesi e non credo che 'là fuori' ovunque la nostra voglia andare ci siano regole tanto diverse , forse c'è solo più gente disposta a pagare il doppio per un piatto di storia della cucina italiana e tacersi …..Per il resto lo sappiamo … là fuori ci sono i 'baretti'  che danno da mangiare un 'primino'  vendendo a 6-7 euro ( quando va bene) un poszione di cannelloni surgelati ( per carità sicuramente impeccabili dal punto di vista iienico sanitario) , e che alcuni imoiegati divorano appoggiandoli sulle ginocchia ……….

  9. La cucina è scienza,essere cuochi è un'arte,rimanete……spero di avere occasione di venre a Roma presto,ma non so……la cucina romana è fantastica  e per un'amatriciana ,sarei disposto a tutto…..

  10. Mai detto che il problema fossero i 13 euro per una matriciana: ne spendo tranquillamente molti di più da Roscioli o da altri per piatti analoghi, ma cucinati meglio. Il problema di Anna Dente è che non ha un buon rapporto qualità/prezzo, tutto qua. Almeno per me. Nel senso che cucina nella media e aggiusta tutto con la supponenza dell'oste romano stile Conte Tacchia, pensando che sia quella la vera natura della cucina romana. E, lo dico da romana, non è così. Detto ciò, la volgarità – nel senso di poca adeguatezza ad un senso di civilità –  spesso riscontrata nella madre (ricordo una sua terrificante partecipazione ad una puntata de Le Invasioni Barbariche: tema il vegetarianismo. Io che non sono vegetariana, sentendo lei quasi quasi lo stavo per diventare!), purtroppo, si riscontra anche nella prole. Avendo salute e figli, mi gratto e passo oltre

  11. Oggi come oggi i prezzi sono fuori controllo e non c'è più un metro di stima. Utile sarebbe un listino con l'elenco delle pietanze ben in vista dietro la cassa,  Detto questo uno si regola: se ritiene congruo 13 euro per un piatto di vermicelli all'amatriciana, in un certo locale, bene, altrimenti opta per una pastina in brodo vegetale con i dadi, oppure cambia ristorante.
    Ultima nota, il condimento famoso per il suo gusto, un pò pesante ma saporito, trae origine dalle abitudini degli abitanti di Amatrice, in provincia di Rieti, che usavano unire al sugo di pomodoro il guanciale affumicato.  Dare a Cesare quel che è di Cesare.

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