La masseria della Valle d’Itria dove si dorme nei trulli e si cena con vista sull’orto

nina trulli resort, masseria Valle d’Itria
foto Gaia Menchicchi

Nella campagna pugliese, Nina Trulli Resort è una masseria nella Valle d’Itria risalente al Settecento e oggi trasformata in un progetto di ospitalità e cucina con camere nei trulli, orto di proprietà e due ristoranti molto diversi tra loro: La Farm e il fine dining Orto, con appena 12 coperti affacciati sulle coltivazioni.

 

 

 

 

Da Nina Trulli Resort si finisce quasi inevitabilmente per parlare a bassa voce. Succede passeggiando tra i trulli recuperati dell’antica Masseria San Francesco, nella campagna tra Monopoli e la Valle d’Itria, mentre nell’aria arriva il profumo delle erbe aromatiche dell’orto o durante la colazione, servita tra crostate e centrifughe fatte in casa dentro piccole bottiglie di vetro adagiate sul ghiaccio. Come se tutto qui avesse trovato una misura precisa: gli spazi, la luce, la cucina, perfino il modo in cui le persone si muovono all’interno della struttura.

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Nella masseria della Valle d’Itria tra trulli restaurati e una nuova idea di ospitalità

nina trulli resort, masseria Valle d’Itria
Nina Trulli Resort dall’alto

In attività dal 2016, ma rilevato nel 2024 dalla coppia di imprenditori di origine pugliese Rosalinda Paparella e Vito Leonardo Chiechi, Nina Trulli Resort ha riaperto la stagione ad aprile 2026 inaugurando una nuova fase del progetto. Il lavoro fatto sulla struttura originaria è probabilmente uno degli aspetti più interessanti del posto. La masseria settecentesca e i trulli non sono stati trasformati in qualcosa di diverso da ciò che erano, ma accompagnati verso una nuova forma di ospitalità rispettandone identità e proporzioni.

nina trulli resort, masseria Valle d’Itria
La chiesa sconsacrata all’interno della masseria nella Valle d’Itria – foto Gaia Menchicchi

Nessuna volumetria aggiunta, nessun eccesso: le vecchie stalle oggi ospitano sette camere tra suite e junior suite, mentre gli spazi agricoli della masseria sono stati riconvertiti mantenendo una forte continuità con il paesaggio intorno. Anche gli interventi più contemporanei – dalla piscina al recupero della chiesa sconsacrata (oggi adibita a sala lettura/lavoro per gli ospiti) – sembrano inserirsi senza interrompere l’equilibrio del luogo. Insomma, non la solita masseria come oggi è nell’immaginario comune. Una scelta sicuramente coraggiosa.

nina trulli resort, masseria Valle d’Itria
Una della camere dentro i trulli – foto Gaia Menchicchi

Ma è soprattutto la parte gastronomica ad aver assunto un ruolo centrale nel progetto. Oggi Nina si muove infatti attraverso due proposte distinte ma profondamente collegate: La Farm e Orto. Due ristoranti molto diversi tra loro, che però raccontano la stessa idea di cucina e di territorio ben lontana dagli stereotipi.

La Farm: la cucina più immediata e generosa

la farm di nina trulli resort
Tortellini della transumanza – foto Giulia Di Michele
la farm di nina trulli resort
La sala della Farm – foto Giulia Di Michele

La Farm (che ha aperto per la prima volta quest’anno) rappresenta il lato più immediato: prodotti locali, fermentazioni, tanti vegetali e una cucina generosa nelle porzioni ma non pesante. Un posto che mantiene un livello molto alto pur restando estremamente godibile con piatti che vanno dai 18 ai 25 euro, dalle cozze ripiene ai tortellini della transumanza (farciti di ventricina, poi fonduta di caciocavallo e polline di finocchietto). Al centro di tutto c’è l’orto della struttura. Le erbe aromatiche sembrano comparire ovunque, nei piatti come nei profumi che attraversano i percorsi esterni, mentre il rapporto con il prodotto locale emerge con naturalezza, senza bisogno di essere continuamente dichiarato. È un approccio che si ritrova anche nel percorso No Food Waste de La Farm (5 portate 50 euro), costruito interamente sul recupero degli scarti delle lavorazioni agricole e delle materie prime.

Orto, il fine dining da 12 posti affacciato sulla campagna

il ristorante orto di nina trulli resort
Il ristorante Orto visto dall’esterno – foto Gaia Menchicchi

Poi c’è Orto. Dodici coperti appena, distribuiti in una piccola sala circondata su tre lati da vetrate che affacciano direttamente sulle coltivazioni. Già solo la sala vale la cena.

il ristorante orto di nina trulli resort
Alcuni dei piatti di Orto – foto Gaia Menchicchi

La cucina di Orto è complessa nel senso migliore del termine. Tecnica, studio e trasformazione della materia sono evidenti, senza scivolare nell’esercizio fine a sé stesso. Il giovane executive chef Fabrizio Tucci, classe 2004, dimostra una mano sorprendentemente precisa e matura, costruita anche grazie alla direzione gastronomica della chef Cinzia Mancini, che qui ha avuto il merito di dare al progetto una linea molto riconoscibile fatta di ossidazioni, fermentazioni e concentrazione dei sapori (soprattutto vegetali) che arrivano netti in bocca e non cercano l’equilibrio a tutti i costi. Ne è un esempio il datterino lavorato in diverse trasformazioni, spuma, gelatina e caramello, o i ravioli di stracotto vegetale. Da Orto è disponibile un solo menu degustazione a 120 euro per 10 portate, che cambia ogni mese.

Nella masseria della Valle d’Itria una carta dei vini che racconta la Puglia

Nota di merito per la carta dei vini. La Puglia occupa uno spazio importante (circa metà della proposta), con tante etichette locali e piccole produzioni artigianali a cui si affiancano bottiglie dal resto d’Italia e dalla Francia, per un totale di circa 100 referenze. Interessante anche il lavoro del sommelier Vittorio Gianfrate, che in alcuni percorsi si diverte a costruire abbinamenti con la birra o pairing analcolici e a bassa gradazione.

Nina Trulli Resort. Contrada Tortorella SNC, Monopoli (Bari). Tel. 379 1545902. Sito

 

 

 

 

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