Dal percorso iniziato con Faro nasce Luna. A Roma uno spazio (aperto ad aprile 2025) nel centro storico che unisce caffè specialty, cucina stagionale e bakery interna in un formato ibrido da mattina a sera, dove il tempo, la filiera e il prodotto guidano l’esperienza.
Ad aprile 2025, nel centro di Roma, a pochi passi da Piazza Barberini, ha aperto un nuovo indirizzo che si presenta come l’evoluzione del percorso iniziato nel 2016 con Faro. Si tratta di Luna, guidato da Dario Fociani insieme ai soci Arturo Felicetta e Dafne Natale Spadavecchia, già fondatori di Faro e della torrefazione Aliena Coffee Roasters.

L’idea alla base del progetto nasce da una consapevolezza molto concreta: crescere, per il gruppo, non significa moltiplicare i locali, ma rendere sostenibile e più matura una visione già definita tra caffè, cucina e produzione. Qui da Luna non c’è fretta né consumo rapido: il locale invita a fermarsi e a godersi con calma l’esperienza. Aperto dalla mattina alla sera, segue i momenti della giornata con naturalezza e senza imporre categorie: non bisogna scegliere tra caffetteria, ristorante o bakery, ma vivere lo spazio nella sua completezza. Luna è un ambiente ibrido, contemporaneo, che guarda a ciò che accade in Europa e lo traduce in una sensazione di attenzione, condivisione e calma.
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L’evoluzione da Faro a Luna

Faro, nato nel 2016, pone il caffè come elemento fondante. Luna, parte da una prospettiva diversa: “Mentre Faro è iniziato con il caffè come unico elemento e poi ha aggiunto tutto il resto, Luna inizia con il caffè come parte di un luogo che sentiamo più vicino alla visione di un ristorante che a quella di una caffetteria” ci racconta Dario Fociani. Il caffè specialty resta centrale, ma non è l’unico protagonista. Diventa uno dei linguaggi attraverso cui si costruisce l’esperienza complessiva, insieme alla cucina, alla bakery e al servizio.

“Per noi lo specialty non è una moda, ma un modo di dare un volto e una tracciabilità agricola al cibo”, continua Fociani, “e Luna prova a fare lo stesso con tutti gli ingredienti”. Ibrido è il termine che meglio descrive Luna. “Non siamo bar, non siamo ristorante, non siamo caffetteria. Non abbiamo ancora un nome per quello che facciamo”. Infatti, Luna è un luogo in cui pane e dolci vengono prodotti internamente e dove il cibo accompagna l’intera giornata, dal mattino fino alla sera.

Uno spazio da circa sessanta coperti, tra sala interna e cortile. “Siamo un locale diurno che diventa anche ristorante serale. Un posto dove, dalla mattina alla sera, cerchiamo di fare cose buone che in prima persona berremmo e mangeremmo volentieri”.
Luna a Roma: un locale ‘ibrido’

L’identità ibrida di Luna emerge soprattutto nella cucina guidata da Leonardo Santucci, dove non c’è una firma da imporre ma un metodo da seguire: osservare l’agricoltura, instaurare un dialogo costante con i produttori, partire da ciò che il campo offre in un determinato momento dell’anno. “Cerchiamo di non sbagliare costruendo una cucina identitaria”, prosegue Fociani. “Tutto parte dal rapporto con il contadino, dal capire cosa c’è sul mercato a livello stagionale e dall’essere il più fedeli possibile a questa idea. Credo che l’autenticità arrivi da sola, se segui davvero quello che la terra ti dà raccontandolo in ogni piatto”. È un approccio che si traduce in una cucina essenziale, leggibile. I piatti rispettano i cicli delle stagioni, valorizzano il vegetale senza escludere né carne né pesce.
Uno dei cuori pulsanti di Luna è la bakery, pensata fin dall’inizio come elemento strutturale del progetto. Pane e dolci vengono prodotti internamente, con farine biologiche del Mulino Sobrino e materie prime selezionate, non tanto per una dichiarazione ideologica, quanto per una necessità di coerenza. “Il controllo della filiera non è un messaggio da esibire”, spiega ancora Fociani, “serve prima di tutto a far lavorare meglio noi. A non credere ciecamente al nostro gusto, ma a fidarci di più di come la natura ci restituisce un prodotto”.
Cosa si mangia e si beve da Luna a Roma

Da Luna ogni momento della giornata trova la sua espressione, con un’offerta che cambia ritmo e forma nel corso delle ore. Alcune proposte restano fisse, altre accompagnano colazione e brunch, mentre altre sono presenti solo a cena (dal giovedì alla domenica). La giornata inizia con croissant, yogurt di Fattoria Faraoni con frutta di stagione e granola fatta in casa (10 euro), maritozzi e proposte più sostanziose come l’Intergalactic toast con prosciutto e mozzarella dell’Azienda Agricola Le Starze (13 euro), da accompagnare agli specialty coffee firmati Aliena o alla kombucha Laverve.

A pranzo la cucina segue una logica quotidiana e dinamica: ogni giorno un primo o un sandwich diverso, in base alla stagionalità e alla disponibilità delle materie prime. La sera, Luna assume una nuova veste, quella di ristorante conviviale, pensato per accompagnare i clienti dall’aperitivo in condivisione fino ai primi e ai secondi piatti. Il menu serale resta fedele alla filosofia del gruppo, introducendo al tempo stesso nuove tecniche di cottura e finitura alla brace (Kamado).

In carta possiamo trovare portate come la fregola sarda con ragù di salsiccia di fegato e finocchietto selvatico (16 euro) o le costolette di maiale con pak choi e olio al peperoncino (22 euro), insieme a contorni che variano quotidianamente. Il tutto da abbinare a una selezione a rotazione di vini naturali e artigianali. Ogni ingrediente ha l’obiettivo di raccontare una storia di territorio, passione e artigianalità mantenendo anche a cena un approccio autentico, lontano da ogni formalismo, valorizzando ricette di recupero.
Luna. Via delle Quattro Fontane 175, Roma. Tel. 06 4559 5900. Sito. Facebook. Instagram
Aperto tutti i giorni, dal giovedì alla domenica dalle 8 alle 23, dal lunedì al mercoledì dalle 8 alle 18
